"Non mi era mai capitato di farlo con nessuno, andare da qualcuno e dirgli: Questa sono io. Con tutte le cose incasinate e sgradevoli che tengo chiuse dentro di me. Ogni singolo frammento orribile, spezzato e complicato. E lui non ha battuto ciglio. Ha aperto la bocca e ha parlato, mostrandomi alcuni dei suoi pezzi incasinati. E invece di fuggire, mi ha baciata."
- Respiro solo se tu, Jennifer Niven
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Nives aveva dormito solo quattro ore: sia per la troppa emozione che le provocava il viaggio, sia per il dolore nel petto che tendeva a formarle.
Fece colazione con la sua solita barretta Kinder e il latte, accendendo il cellulare per controllare se avesse ricevuto qualche notifica dal sito della scuola.
Le uniche cose che vide furono storie instagram, foto e post di Twitter degli altri.
Pensandoci non sapeva neanche come si facessero.
Will, come al solito, non postava nulla.
Come lei.
Si vestì indossando una gonna gialla con la fantasia scozzese e la sua solita felpa nera sopra.
Era stanca di essere così ordinaria, era stanca di avere una vita così monotona.
Però non faceva niente per cambiare.
Guardò il suo orologio bianco e si rese conto di essere in ritardo, così uscì di casa in fretta e furia.
Nel frattempo -dal solito vicolo- spuntò il ragazzo, che si dirigeva alla fermata del pullman.
Will, vedendola in difficoltà, le corse incontro.
<<Te la prendi se faccio una battuta?>> le domandò.
La ragazza scosse il capo -confusa-, in segno di negazione.
<<Sembri Babbo Natale stamattina: mi hai ricordato lui mentre correvi con le valige. Scusami>>.
La battuta era davvero pessima ma Nives rise lo stesso.
Si sentiva a suo agio con lui.
🍫🍫🍫
<<Ma per chi sono questi sedili? Per i bambini?>>.
<<Siediti, dai!>>.
Will e Nives si sedettero vicini, durante il viaggio. Lei a destra, dalla parte del finestrino, e lui a sinistra.
L'unico problema erano i posti a sedere: strettissimi.
Le loro ginocchia si sfioravano.
Will gioì di quel contatto, facendo comunque finta di niente.
Avrebbe voluto sfiorare la sua pelle liscia e morbida. Farle sentire che per lui era abbastanza, che si sarebbe accontentato di tutto pur di vederla sorridere.
Nives, invece, era una corda di violino: si sarebbe dovuta spostare? Non aveva idea di come comportarsi. Sapeva che ci fosse bisogno di tempo, e sapeva che Will l'avrebbe aspettata. Tuttavia era anche al corrente del fatto che le persone, prima o poi, si stancassero. E se domani non avesse voluto più parlarle?
<<Ragazzi, stiamo partendo. Fate attenzione e soprattutto buon viaggio!>>.
La professoressa li avvertì della partenza, ricevendo come risposta qualche grugnito in segno positivo.
Tra chi dormiva, chi ascoltava la musica e chi parlava, Will e Nives non si erano detti ancora una singola parola, dopo la battutina prima di partire.
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EPHEMERAL // Will Poulter
Fanfiction[SOSPESA - QUASI FINITA] Vivere il mondo dall'esterno, sentirsi diversi, troppo monotoni per questa generazione. Con desideri grandi, aspirazioni a sogni irrealizzabili, la vita viene governata dalle paranoie e l'empatia la rende più difficile. Wil...
