<<Ti tengo>> dice, così piano che a momenti non lo sento. <<Sono io, il tuo pavimento.>>
Il mio cuore si aggrappa alle sue parole, mentre mi dico: Questo momento mi basta. Qui, ora. Non ci serve nient'altro. Solo il presente.
- Respiro solo se tu, Jennifer Niven
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Erano in pullman, di nuovo.
Insieme a quell'autista maleducato, sul quale stavano ironizzando.
Partirono in tarda mattinata e, infatti, molte persone nel pullman si addormentarono. Compresi i due ragazzi.
Non che fosse stato un bel sonno, insieme ai fossi e alle buche. Per questo non riuscirono a dormire molto.
Il viaggio era finito ed erano un po' giù di morale, rispetto a quand'erano partiti.
Pensarono che fosse normale: teoricamente, tutti sarebbero tristi alla fine di una "vacanza" del genere.
Nives si stava legando sempre di più a Will, amava la sua spontaneità, i suoi modi di fare.
In una parola, tutto.
<<Sentiamo... Paura più grande?>>.
<<Rimanere sempre qua. Questo posto non mi piace. Vorrei essere da un'altra parte, in un'altra città. Vorrei viaggiare, girare il mondo... Qui... Non ho pace>>.
Non avere pace. Cosa significava? Cosa avrebbe voluto dire? Aveva troppi significati. Will si fermò a pensare e, nello stile della Niven, gli cadde il pavimento sotto i piedi.
Se glielo avesse chiesto, l'avrebbe messa a disagio.
<<La penso come te. Però non ho voglia di rifletterci ora: vivere e fare esperienze. Questo è ciò che voglio>> rispose, per assecondarla, però era una bugia.
Si guardarono: questa cosa li avrebbe divisi, sicuramente.
E dividersi, per il momento, non era nei loro piani.
🍫🍫🍫
Scesi dal pullman, tutti tornarono a casa.
<<Bene... Sono contenta di tutto...>>.
<<Anche io, è andata meglio di come mi aspettassi>>.
Nives non era impulsiva: pensava, rifletteva e non smetteva di rimuginare.
Una volta le capitò di inciampare, scendendo da un gradino in mezzo alla strada.
Non se ne era accorto nessuno.
Lei, tuttavia, si sentì osservata e nessuno la guardava.
Di notte le vennero gli incubi ripensando alla caduta.
"E se qualcuno m'avesse vista? Che figuraccia!"
"E se qualcuno avesse pensato che abbia la testa fra le nuvole? È vero, ma cavolo..."
Quella volta, con Will, mentre scendevano da quel maledetto mezzo che -senza offesa all'autista maleducato- le aveva fatto venir mal d'auto, aveva sentito il bisogno di farlo.
Ci aveva pensato tanto: e se si staccasse? E se ci rimanesse così male da non parlarmi più?
Prima che il ragazzo potesse fare qualcosa, capì che se non si fosse sbrigata, non sarebbe mai accaduto: gli poggiò delicatamente il palmo delle dita sottili sulla nuca, provocandogli un brivido.
Si spinse sulle punte, cercando di arrivare all'altezza di lui.
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EPHEMERAL // Will Poulter
Fanfiction[SOSPESA - QUASI FINITA] Vivere il mondo dall'esterno, sentirsi diversi, troppo monotoni per questa generazione. Con desideri grandi, aspirazioni a sogni irrealizzabili, la vita viene governata dalle paranoie e l'empatia la rende più difficile. Wil...
