"Cerco di visualizzare altro, come il viso di Wyatt. La sua bocca o i suoi occhi. Ma invece di Wyatt, vedo Jeremiah Crew. E penso sia un problema."
- Respiro solo se tu, Jennifer Niven
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24 dicembre, ore 23.56
<<Spacchettiamo i regali? Dai!>> Andrew era impaziente: un po' come tutti bambini.
Will aveva spiegato a Nives che, per loro, Babbo Natale non esistesse. Credeva che fosse solo un'illusione e che nella vita, scoprirlo poi, gli avrebbe fatto parecchio male. Erano in libreria quel pomeriggio, forse due giorni prima della vigilia, e stavano scrivendo -per uno dei soliti progetti collettivi dell'istituto- un tema sulla magia del Natale.
Scambiandoselo, lei lesse testuali parole:
"Babbo Natale, una delle tante illusioni che ci vengono improntate da bambini, mi fa solo ribrezzo. È un mito che funziona come la vita, come la società: inizialmente ci credono tutti ed è bello, solo in seguito, arriverà quella persona pronta a dirti che i regali fossero impacchettati da mamma e papà."
Perciò Will aveva chiesto a Nives quando avesse smesso di crederci e la ragazza, sorprendentemente, rispose che in terza elementare la madre le fece un discorso, spiegandole che una bambina matura non avesse motivo di pensare a Babbo Natale, in quanto troppo grande.
Quella sera avevano appena terminato di mangiare e mentre gli adulti -zii e nonni compresi- discutevano di politica a tavola, i bambini si lamemtavano, bramando i regali impacchettati perfettamente sotto l'albero.
<<Okay, tutti ad aprire i regali... Nives, per cortesia, potresti andare a cercare Will? Perché è fuori da mezz'ora e non mi va che si perda questo momento...>>, Era stata così gentile e cordiale con lei: un'educazione che neanche sua madre le aveva concesso, ma soprattutto, di una innata simpatia.
<<Certo>>.
Mentre passava per il corridoio lunghissimo, aveva notato che non ci fosse la giacca del ragazzo sull'attaccapanni. Aprì la porta di ingresso e lo vide, mentre appoggiava la schiena sulla macchina color nero smeraldo della zia Lizzie e guardava il cielo.
Will la notò davanti a lui e l'unica cosa a cui riuscì a badare fu che, a parer suo, fosse troppo bella per lui. Aveva dei lineamenti perfetti, dei capelli castani ondulati alla perfezione, delle fossette che formavano un solco gigantesco -che lui riteneva attraenti-, e poi c'era il suo fascino, quello che Will riteneva essere "attaccamento mentale". Era bella, ma i suoi modi di fare, di parlare e le sue abitudini erano ancora più affascinanti.
Rimasero lì a guardarsi, Nives sullo stirpe della porta e Will ancora sull'auto.
Stava fumando.
Interrompendo l'atmosfera, Nives gli disse:<<Non credevo fumassi...>>.
<<Non credono tante cose di me. Eppure sono qui, con in mano un pacchetto di Malboro Gold morbide>>.
Lei accennò un sorriso, accostandosi a lui sotto quel cielo stellato.
<<Non mi fai il discorsetto contro il fumo?>> rideva, conosceva già la risposta che avrebbe dato. Nonostante ciò, Nives se l'era presa un po': fumare era sbagliato e glielo avrebbe detto, ma era una ragazzina anche lei e non si era mai concessa nulla di questo genere.
A tal punto, di sorpresa, strappò la sigaretta dalle sue mani e fece un tiro.
Inizialmente stava per sputare tutto o vomitare ma per non ferire il suo orgoglio, ne fece un altro che andò nettamente meglio.
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EPHEMERAL // Will Poulter
Fanfiction[SOSPESA - QUASI FINITA] Vivere il mondo dall'esterno, sentirsi diversi, troppo monotoni per questa generazione. Con desideri grandi, aspirazioni a sogni irrealizzabili, la vita viene governata dalle paranoie e l'empatia la rende più difficile. Wil...
