Pensasti a come poter uscire dalla cucina senza passare dall'ingresso di casa di Tom, ma la triste verità era che non c'erano altre vie d'uscita tranne quella che dava sul retro, ma serviva una chiave e al momento non sapevi dove potesse trovarsi. Decidesti di rimanere ferma e in silenzio, potevi solo sperare che il tuo insegnante riuscisse a cavarsela da solo senza destare sospetti.
<<Al momento sto cenando, Chris.>> rispose Tom e sentisti come il tono della sua voce fosse leggermente più alto del normale, speravi con tutta te stessa che le cose potessero andare senza intoppi.
<<Le chiedo scusa, ma ci sarebbe una cosa che vorrei dirle urgentemente.>> continuò lo studente ricoperto da un gubbino blu notte che lo faceva sembrare ancora più alto di quanto non fosse già. Tra tutte le persone, Chris era l'ultima che ti saresti aspettata.
L'uomo attese qualche secondo prima di rispondergli, cercava di guadagnare tempo sulla situazione. <<Di cosa si tratta?>> chiese Tom e sentisti la porta d'ingresso chiudersi, dei passi pesanti riecheggiarono nel corridoio, Chris era entrato in casa e il tuo cuore batteva così forte che quel sentimento di colpevolezza sembrava una morsa stretta attorno allo stomaco.
I passi si mossero e sentisti che raggiunsero il piccolo salotto adiacente alla porta della cucina. Fortunatamente il tavolo era rivolto verso la finestra, in quel modo Chris non avrebbe potuto vederti se non ti fossi mossa.
Sentisti il rumore dei corpi del professore e del suo studente sprofondare nelle poltrone della sala. Sospirasti pensando a quando, quella mattina in cui ti eri svegliata per la prima volta nella camera di Tom, ti lesse una delle sue poesie preferite.
<<Riguardo alla discussione che abbiamo avuto nel suo ufficio, ho deciso di lasciare l'università.>> confessò Chris con voce rotta. Sgranasti gli occhi, in quell'istante ti venne in mente che quel pomeriggio il tuo compagno di corso era dovuto andare nell'ufficio di Tom per parlare.
Il tuo insegnante tossì schiarendosi la voce <<Cosa ti ha portato a questa decisione, Chris?>> non avevi la minima idea di cosa avessero parlato quel pomeriggio.
Sentisti dei suoni soffocati e dei singhiozzi, ti rendesti conto che il tuo compagno di corso stesse piangendo. Tom prese a sussurrargli parole confortanti con voce delicata, quasi stesse recitando una poesia per bambini prima di farli addormentare. Ti si strinse il cuore a sentire quella situazione sicuramente non facile per Chris.
Sapevi che quel ragazzo non eccellesse nelle materie e negli ultimi tempi la sua presenza in aula era diventata molto rara, ma quelle poche volte che veniva a lezione aveva sempre il sorriso stampato in volto. Sentirlo mentre piangeva sommesso ti fece compassione, nonostante non approvassi tante sue scelte e comportamenti, non era un cattivo ragazzo.
<<I miei genitori stanno divorziando. So che non è una scusa per le mie assenze o per i miei pessimi voti, ma...>> Chris non riuscì nemmeno a finire la frase che un pianto sofferto e straziante riecheggiò per tutta la casa.
Sentisti i suoi singhiozzi diminuire quando capisti che Tom doveva averlo stretto in un abbraccio. Le sue braccia cingevano il corpo altrettanto tonico del ragazzo che in quel momento doveva essere in mille pezzi. Ti portasti entrambe le mani sulla bocca premendo le nocche delle mani contro le tue labbra dischiuse.
Non sapevi niente della sua situazione familiare, ma in fin dei conti, non sapevi davvero molto su di lui. <<Con tutto quello che sta succedendo a casa, non riesco a seguire i corsi. Finirei soltanto per sprecare i soldi dei miei genitori.>> ammise quasi mormorando.
Forse lo avevi giudicato troppo frettolosamente nel tempo e in quel momento capisti il perché Hunter fosse stato così protettivo nei suoi confronti negli ultimi tempi. <<Vorrei poterti aiutare in qualche modo.>> disse Tom sperando di poter interrompere quel flusso di sofferenza e tristezza che attanagliava così profondamente il ragazzo tra le sue braccia.
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Professor Hiddleston [Tom Hiddleston x Reader]
FanfictionEra sicuramente bello, ma non di una bellezza comune, ti ricordava come un principe caduto in disgrazia di un vecchio romanzo ottocentesco che trasmetteva malinconia e mistero. Se così fosse stato, la penna doveva essere stata sicuramente quella di...
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