XXV

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Indossavi una delle tute larghe di Tom mentre eri seduta sulla sedia che dava sulla finestra di camera sua. Il tuo sguardo era catturato dalle quantità enormi di fiocchi di neve che ancora cadevano dal cielo nero come la pece. Quei piccoli batuffoli di cotone ti donavano una sensazione di pace mentre scendevano per poi uniformarsi alla neve che ricopriva il paesaggio circostante.

Pensasti a come quel momento così tranquillo fosse in netto contrasto con le emozioni che si erano scaturite all'interno delle mura sottostanti poco prima. Le lacrime che scorrevano da quegli occhi vitrei sembravano i fiocchi di neve scendere dal cielo.

Con le braccia attorno alle gambe piegate contro il petto stavi aspettando che il tuo insegnante uscisse dal bagno. Dopo quello che era successo prima, faceste entrambi una doccia per rinfrescarvi, sapevi che le lacrime di Tom si erano mescolate alle gocce d'acqua della doccia. Forse quella sensazione gli avrebbe ripulito il senso di colpa che sentiva dentro di sé.

La tua attenzione si spostò poi sull'uomo che varcò la soglia della stanza, indossava dei pantaloni blu scuro del pigiama a quadri, mentre la parte superiore era ricoperta da una semplice maglia bianca che faceva intravedere i muscoli contratti del suo corpo che ormai conoscevi a memoria.

Lanciasti uno sguardo al suo viso stanco, gli occhi erano ancora rossi e gonfi mentre con i dorsi delle mani si strofinava la faccia assonnata. Doveva essere stata una giornata parecchio estenuante. <<Posso farti una domanda?>> chiedesti all'improvviso. 

Riflettesti su quello che era successo con Chris ed eri sicura che la reazione del tuo professore non fosse causata soltanto per l'abbandono di quel ragazzo.

Tom annuì sedendosi davanti a te sul bordo del letto. Lo sguardo fisso non voleva saperne di guardare qualcosa che non fossi tu e questo suo comportamento era qualcosa che ti faceva sentire le farfalle nello stomaco sin dalla prima volta che lo vedesti. 

<<Quella tua reazione non è stata solo per colpa di Chris, non è vero?>> sospirasti, ma alle tua domanda notasti come il respiro del tuo insegnante si fosse fatto più pesante. Avevi fatto centro.

<<Hai ragione.>> ammise spostandosi in mezzo al letto, ti alzasti dalla sedia per raggiungerlo sul materasso. Non aggiungesti altro, non volevi incalzarlo, gli avresti lasciato tutto il tempo di cui aveva bisogno. I suoi occhi si fecero di nuovo lucidi e in quel momento ti domandasti se avessi fatto bene a fargli quella domanda.

Tom si passò velocemente una mano sul viso e poi abbassò lo sguardo sulle lenzuola azzurre <<Il fatto è che capisco cosa sta passando Chris perché ci sono passato anche io anni fa.>> rispose mordendosi il labbro inferiore nervosamente, eri sicura che nella sua mente stavano piroettandosi così tanti ricordi uno dopo l'altro che eri certa che quella sala cinematografica fosse dannatamente affollata.

Piegasti la testa di lato cercando di capire cosa stesse effettivamente cercando di dire. <<Quando avevo poco più di dodici anni, i miei genitori divorziarono e per me fu un periodo terribile. All'epoca frequentavo una scuola prettamente maschile e non c'era posto per la vulnerabilità o la tristezza.>> ammise mentre i ricordi gli scorrevano nella mente. Passare qualcosa di terribile come quello e non poter aver il sostegno di nessuno ti fece rabbrividire.

Ti avvicinasti di più a lui prendendogli una mano nelle tue, sentivi come quella presa gli diede il conforto di cui aveva bisogno. <<Non ho mai veramente affrontato quel periodo della mia vita, ho fatto diverse scelte sbagliate durante quegli anni. 

Fortunatamente sono riuscito a trovare conforto tra le pagine dei vecchi romanzi.>> a quelle parole rise, ma dal suono sapevi che fosse una risata dolce-amara.

Professor Hiddleston [Tom Hiddleston x Reader]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora