XXXII

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<<Tra qualche mese si laureerà e non sarò più il suo professore.>> ribatté Tom quasi ringhiando. Nella sua voce riuscivi a sentire come la frustrazione, la rabbia e la tristezza si stessero mescolando fino a formare un cocktail letale. 

Sentivi un forte dolore nel petto e capisti come il tuo cuore stesse rompendosi in mille pezzi. 

<<Ti rendi conto che stai mettendo a rischio la tua intera carriera per la prima studentessa che ti ha aperto le gambe?>> le parole di Emma ti fecero provare un senso di vergogna e disgusto che dovetti trattenere un conato di vomito. 

Pensare che la vostra relazione fosse vista in questo modo dall'esterno ti fece rabbrividire. 

<<Tu non sai niente di quello che è successo, Emma.>> la voce dell'uomo iniziò ad incrinarsi. <<Ed è meglio che non lo sappia nessun altro, Thomas.>> concluse la sorella con tono austero. Delle lacrime minacciarono di scendere dai tuoi occhi, ma sobbalzasti non appena una mano si posò sulla tua spalla. 

Voltandoti trovasti il viso sorridente e gioioso di Diana <<Che ci fai qui tutta sola sulle scale, cara?>> chiese la donna invitandoti a scendere insieme a lei. 

Avresti voluto andare in qualsiasi altro posto piuttosto che scendere in cucina, ma non volevi comunque insospettirla. Così scendesti le scale fino alla soglia della cucina ed emettesti un respiro profondo. 

La luce del sole che entrava dai vetri delle finestre ti fece chiudere per un attimo gli occhi e quando li riapristi, Emma e Tom non volevano toglierti gli occhi di dosso. 

Lo sguardo della sorella era severo e sospettoso, mentre quello del tuo insegnante era triste e rammaricato, come se quel cielo che ricordavi sempre sereno, in quel momento fosse coperto dalle nuvole. 

<<Cos'era il baccano di poco fa?>> domandò Diana salutando i propri figli. Vedesti gli occhi chiari di Emma saettare verso il fratello che scosse la testa velocemente. 

<<Emma si era dimenticata che alla mattina non mi piace bere il succo di frutta.>> rispose Tom titubante, pensasti che quella bugia l'avesse capita anche sua madre, ma apprezzasti che non disse nulla. 

Diana ti posò una mano sul braccio invitandoti ad andare a sederti in salotto accompagnata da Tom, mentre lei ed Emma si sarebbero occupate della colazione. Annuisti sorridendo mestamente, l'ultima cosa che volevi era la gentilezza di quelle persone che stavi prendendo in giro. 

Il tuo insegnante ti seguì, ma prima di uscire lanciasti uno sguardo ad Emma, la quale ti guardava con un'aria di delusione in volto che difficilmente avresti dimenticato. 

Tom era dietro di te mentre passavate dalla cucina al salotto, ma non ci fu alcun contatto tra voi. Era solito a posarti una mano sulla schiena, oppure cingerti la vita con un braccio, ma il suo corpo in quel momento era come un pezzo di ghiaccio. Vi sedette rispettivamente uno accanto all'altro lungo il tavolo. 

Mentre guardavi la tavola ancora non apparecchiata, Tom riempì la tua visuale passandoti il tuo telefono nelle mani. <<Fai più attenzione a dove lasci le tue cose.>> disse atono tenendo lo sguardo fisso verso la porta del salotto, come se non volesse incrociare il tuo sguardo. 

Annuisti lentamente non capendo il motivo di un tono tanto austero e freddo, quando avevi dimenticato la borsa in università non aveva reagito così in malo modo. 

Rigirasti il telefono tra le mani quando sullo schermo trovasti tre chiamate perse di tua madre e un messaggio "Tuo padre ha avuto problemi con la banca, il pagamento della retta arriverà in ritardo. Avvisa il rettore."  in quel momento capisti subito quello che era successo.

Professor Hiddleston [Tom Hiddleston x Reader]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora