Continuavi a rigirarti le chiavi nel palmo della mano mentre il tuo cuore stava esplodendoti nel petto. Nel pianerottolo riecheggiava soltanto un sordo silenzio, ma bastavano i pensieri nella tua mente a riempire quel vuoto.
La schiena di Tom era appoggiata alla porta d'ingresso del tuo appartamento, mentre le sue mani erano nascoste dentro alle tasche dei suoi pantaloni scuri. Nonostante fossero pochi giorni, ti era mancato come l'aria, ma averlo visto quel pomeriggio insieme alla tua professoressa ti fece ribollire il sangue nelle vene.
<<Che ci fai qui?>> domandasti rigirandoti le chiavi tra le dita nervosamente. Lui abbassò lo sguardo per poi alzarlo lentamente studiando il tuo corpo. <<Sono venuto a spiegarti quello che hai visto oggi in libreria.>> rispose staccandosi dalla superficie legnosa per permetterti di aprire la porta.
Avanzasti ed infilasti la chiave nella serratura girandola lateralmente, sentisti il suo profumo inondarti nel narici quando ti mettesti accanto a lui. Apristi la porta e lasciasti entrare l'uomo. Posasti il cappotto e la borsa sul tavolo e notasti come Tom se ne stesse fermo in un angolo della stanza senza proferire parola.
Iniziasti a scaldare l'acqua dentro ad una pentola per il tè per poi uscire dalla cucina sedendoti sul letto e spogliandoti gli stivali. Lanciasti poi un'occhiata al tuo insegnante che ti fissava in silenzio con le mani ancora in tasca.
<<Come puoi vedere ho parecchie cose da studiare, quindi ti pregherei di essere veloce nella tua spiegazione.>> dicesti duramente. Non volevi sembrare scortese, ma non riuscivi proprio a soffocare la sofferenza che provavi.
Tom annuì sospirando <<Quando sono tornato a casa dopo averti accompagnata, a noi professori è arrivata un'email da parte del rettore.>> iniziò a spiegare sbottonandosi il primo bottone del cappotto scuro che indossava.
<<L'email diceva che gli sono arrivate diverse segnalazioni di rapporti tra studenti e insegnanti e che non poteva tollerare delle simili voci.>> a quelle parole il sangue nelle tue vene si gelò in un istante.
Una volta tolti gli stivali, tutta la tua attenzione era rivolta all'uomo vicino a te, che andò a prendere una sedia dal tavolo della cucina per metterla davanti a te e sedercisi sopra.
<<Ha detto che avrebbe fatto dei controlli per verificare la veridicità di queste segnalazioni ed eventualmente avrebbe preso provvedimenti.>> continuò Tom senza staccare i suoi occhi chiari e limpidi da te.
Fece un grande respiro profondo <<Il motivo per cui sono uscito con la professoressa Hamilton è stato semplicemente per deviare i sospetti che avrebbero potuto ricondurre a noi. Come puoi pensare che io possa uscire con un'altra donna quando il mio cuore e la mia mente ti appartengono?>> chiese passandosi una mano tra i capelli.
Rimanesti in silenzio portandoti le ginocchia vicino al petto e circondandoti le gambe con le braccia. Non sapevi come reagire alle sue parole che non ti spettavi in quel momento.
<<Non ti sei più fatto vivo da quando siamo tornati.>> dicesti mordendoti il labbro inferiore nervosamente. Lui scosse la testa socchiudendo gli occhi leggermente <<Avevo bisogno di tempo per pensare a come riuscire a non rovinare tutto.>> ammise riportando i suoi occhi su di te. In quel momento ti sentisti così stupida nell'aver pensato che si fosse dimenticato di te in così poco tempo.
Il labbro inferiore ti prese a tremare, era come se avessi solo voglia di piangere. Tom si avvicinò a te e posò le mani sulle tue ginocchia, le sue dita aumentarono la presa attorno al tuo corpo e ti trascinò più vicino a lui. I vostri visi erano vicini, avvicinò la testa alla tua facendo toccare le vostre fronti.
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Professor Hiddleston [Tom Hiddleston x Reader]
Hayran KurguEra sicuramente bello, ma non di una bellezza comune, ti ricordava come un principe caduto in disgrazia di un vecchio romanzo ottocentesco che trasmetteva malinconia e mistero. Se così fosse stato, la penna doveva essere stata sicuramente quella di...
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