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La mostra sarebbe iniziata verso le 8 di quella stessa sera, così Tom si offrì di passare a prenderti fuori dal tuo appartamento per le 7:30, in modo tale di avere tutto il tempo per andare al museo Fitzwilliam. 

Non stavi più nella pelle per quella mostra, soprattutto con il tuo professore, cercasti di essere calma e indifferente quel pomeriggio insieme a lui, ma forse il tuo sguardo quando lo guardavi ti aveva tradita.

Non appena uscisti dall'università, percorresti il sentiero che ti avrebbe portato verso i grandi cancelli di ferro battuto per uscire dal campus, ma mentre eri intenta a camminare, notasti vicino all'uscita Sarah. Stava parlando al telefono, ma a notare dalle sue gestualità doveva essere parecchio infastidita.

Era ancora arrabbiata con te, quindi avevi deciso di non intrometterti, ma non appena la sorpassasti sentisti un rumore e dei singhiozzi sommessi. Ti voltasti velocemente e vedesti la ragazza seduta per terra in maniera scomposta con le mani che le coprivano il viso. 

Nemmeno il tempo di pensarci, ti precipitasti da lei inginocchiandoti <<Sarah, stai bene?>> domandasti posandole delicatamente una mano sulle spalle che si muovevano sue giù per via del pianto che si era impossessato di lei. 

La ragazza scosse la testa e si allungò verso di te racchiudendoti in un abbraccio stretto e doloroso. Di riflesso portasti le tue mani lungo la sua schiena, mentre il suo viso si nascondeva nell'incavo del tuo collo, riuscivi a sentire le lacrime bagnarti la pelle.

<<Mi ha chiamata mio padre per chiedermi se la mia mente fosse ancora deviata perché mi piacciono anche le ragazze.>> pianse stringendosi a te come una bambina che voleva essere cullata nelle braccia di sua madre. Cercasti di calmarla accarezzandole i capelli sciolti, lo chignon della mattina era solo un ricordo. <<Respira con me e raccontami cosa è successo.>> le dicesti in tono calmo.

I suoi grandi occhi color miele ti guardarono con fare preoccupato, mentre cercava di respirare profondamente seguendo il tuo consiglio. Ti feriva il cuore vederla in quello stato così triste, lei, così allegra e piena di vita. 

<<Qualche anno fa dissi a mio padre che oltre ai maschi mi piacevano anche le ragazze e lui mi rise in faccia dicendomi che questa mia confusione mentale fosse dettata da una ribellione adolescenziale. Col tempo ha sempre voluto ignorare questa parte di me e quando è andato a vivere con la sua altra famiglia, la sua altra moglie non vedeva di buon occhio questo lato, così gli suggerì di lasciarmi stare.>> le parole si intervallavano con dei singhiozzi mescolati alle lacrime.

Sapevi che Sarah fosse bisessuale e ti disse che sua madre accettò la cosa senza problemi, anzi, le disse che non c'era bisogno di dirglielo perché poteva amare chi volesse purché ci fosse rispetto da ambe le parti, ma di suo padre sapevi solo che la cosa non gli era andata troppo a genio quando la ragazza glielo confessò. 

<<E ora mi ha detto di andare in un istituto correttivo per menti deviate.>> concluse scoppiando nuovamente a piangere tra le tue braccia, la stringesti forte, cercando in qualche modo di poterle togliere tutto quel dolore che provava.

<<Forse ha ragione, magari ho qualcosa che non va nella testa.>> mugugnò poi guardandoti con le lacrime che le cadevano dagli occhi rigandole le guance arrossate. 

Prendesti il suo viso tra le tue mani dolcemente <<Sarah, non hai niente che non va. Ognuno di noi deve sentirsi libero di amare chi vuole, indipendentemente dal sesso della persona. Sei una ragazza meravigliosa e questo non cambierà, sia che a te piacciano le ragazze che i ragazzi.>> le dicesti quelle parole con tutta la sincerità che avevi in corpo, Sarah era una delle persone più buone che avessi conosciuto e nonostante non glielo dicessi spesso, le volevi davvero bene.

Professor Hiddleston [Tom Hiddleston x Reader]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora