Che stagione, l'adolescenza. Senti di poter esser tutto e ancora non sei nulla e proprio questa è la ragione della tua onnipotenza mentale. Non hai confini, l'immaginazione può spaziare ovunque.
Eugenio Scalfari
Ricorderai l'adolescenza come il periodo dalle emozioni più intense e dalle esperienze più vere. Un adolescente si butta con ogni cellula del suo corpo in quel che fa, se non altro perché è la prima volta.
Stephen Littleword
11. Fidati di me
Il Lago Nero era da sempre considerato un luogo di riposo e distrazione da quelle che erano le fatiche quotidiane che dovevano affrontare, ogni giorno, gli studenti di Hogwarts.
Hermione stessa, nonostante durante il giorno preferisse studiare e svolgere i propri compiti tra le confortevoli mura della Biblioteca, era solita concedersi una passeggiata sulle sponde del suddetto Lago quando aveva bisogno di staccare completamente il suo preziosissimo cervello e smettere di pensare.
Ricordava la prima volta che aveva visto l'immenso Lago all'inizio del suo primo anno quando, con l'ausilio di Hagrid, assieme agli altri ragazzini, aveva attraversato le profonde acque a bordo di una barca in legno che l'aveva condotta fino al Castello: una tradizione secolare di Hogwarts. Quell'attraversata, più che entusiasmarla, in realtà aveva solo contribuito ad aumentare la sua inquietudine per quella nuova fase della sua vita che stava per iniziare, infatti, da sempre la riccia conviveva con il terrore dell'acqua. Non sapeva nuotare e l'idea di cadere in quelle acque torbide l'aveva spaventata, e la spaventava tuttora, al pari di salire su una scopa.
Eppure, quello stesso lago negli anni era diventato quasi un suo amico. Il leggero fruscio prodotto dalle onde che si infrangevano sulle coste o contro le mura del castello, aveva il potere di rilassarla e calmarla. Per di più, se di giorno risultava essere un posto molto frequentato, soprattutto quando faceva caldo, di sera, e quando la temperatura era particolarmente fredda, era completamente abbandonato a sè stesso.
Un posto perfetto dove nascondersi e riposare le membra.
Il tramonto poi era spettacolare, il sole calva proprio sulle acque e dava l'idea di immergersi a poco a poco fino a scomparire. Il cielo terso si colorava di un caldo color arancio sfumato nei pressi del sole che tramontava, mentre il resto della volta si tingeva di un blu via via più scuro puntinato da stelle talmente luminose che sembrava quasi di poterle sfiorare con un dito; tutto ciò rendeva il momento ancora più magico.
La foresta Proibita faceva da contorno al paesaggio, la vista era talmente bella che sembrava quasi un dipinto. Ogni tanto la superficie piatta del Lago veniva spezzata da qualche spruzzo anomalo, del resto, come ogni Lago Inglese che si rispetti, anche il Lago Nero era abitato, peccato che in quel caso le creature non fossero leggendarie come quelle di cui si narrava in alcuni libri Babbani. Sotto quelle acque abitavano molte specie Marine di natura magica, alcune amichevoli come le Maridi, altre più aggressive come gli Avvincini e le Sirene. E poi vi era la più importante abitante del fondale, la regina indiscussa di quella acque: La Piovra Gigante.
Non era insolito che durante il giorno qualche suo tentacolo spuntasse allegramente dall'acqua; non era un mollusco pericoloso, si divertiva solo a dar fastidio a quegli studenti che si avventuravano, in veste di bagnanti, al largo nel suo Lago. Se si voleva fare un bagno rinfrescante a inizio estate infatti, era consigliabile rimanere sulla riva se non si voleva incorrere nel divertimento del grosso Cefalopode o nella rabbia delle irose Sirene che di attraente non avevano proprio nulla, neppure la voce, dal momento che fuori dall'acqua producevano strilli e grida assordanti.
Ma non era solo la calma che Hermione apprezzava di quel posto, in realtà le piaceva particolarmente soffermarsi su quelle acque perchè erano state teatro di due momenti particolarmente importanti nella sua vita: Il suo primo bacio e il Torneo Tremaghi.
Il suo primo bacio se lo conquistò Viktor Krum proprio sulle rive di quel Lago, la riccia aveva conservato un bel ricordo di quel ragazzone Bulgaro dall'accento inascoltabile ma dal cuore grande. Era stato l'unico a notarla e apprezzarla per quello che era, ovvero una secchiona So-tutto-Io che dava più importanza ai libri piuttosto che all'aspetto, alla stostanza piuttosto che alla forma. E Viktor l'aveva capito e gli era piaciuto.
Su quelle stesse sponde il ragazzo le aveva fatto ben intendere che avrebbe approfondito volentieri la conoscenza con lei andando ben oltre al bacio, ma quella sera Hermione aveva sentito che non era ancora il momento di separarsi da quel dono prezioso che avrebbe ceduto solo a chi avesse dimostrato di meritarselo davvero.
Malfoy se l'era meritato?
Anche il Torneo Tremaghi aveva lasciato alla ragazza un bel ricordo, nonostante gli oscuri avvenimenti che lo caratterizzarono. Ogni volta che Hermione si affacciava sulla superficie d'acqua non poteva fare a meno di pensare a quando era stata scelta come esca per i partecipanti. Non che il ruolo le fosse piaciuto, più che altro era la prima volta in cui lei era stata davvero importante per qualcuno che non fosse Ron o Harry.
"Secondo la Piattola mi stai evitando."
Non era una domanda. Era una semplice affermazione detta da qualcuno la cui voce fece sobbalzare e poi irrigidire la Gryffindor che, persa nei ricordi, non si era minimamente accorta del suo arrivo.
"A vederti così, io avrei puntato sul fatto che stai tentando di ibernarti, ma in conclusione credo che il fine sia lo stesso." Continuò il ragazzo posando la propria giacca sulle spalle della Caposcuola che se ne stava immobile seduta a terra tra le foglie secche e il terriccio umido.
"Malfoy."
"Granger."
"Che ci fai qui?"
"Ti cercavo."
Semplice, diretto, preciso, inaspettato.
"Hai...ti serve qualcosa?" Domandò Hermione incerta.
"Si. Vorrei mi spiegassi perchè stamattina, quando mi sono svegliato, tu non c'eri."
Hermione perse un battito. Aveva passato l'intera giornata a chiedersi cosa e se lui avrebbe fatto qualcosa per lei, aveva provato a ripercorrere ogni momento della serata per ricordarsi se lui le avesse chiesto o meno di restare a dormire al suo fianco ma non ci era riuscita.
"Io...non mi ricordavo."
"Cosa non ti ricordavi, Granger?"
"Se mi avessi chiesto di andarmene dopo...quello."
"Cos'è quello?"
"Oh ti prego..." sbottò lei alzandosi da terra e voltandosi a guardarlo. Era anche più bello di come se lo ricordava. Dannazione!
"Mi hai pregato un sacco di volte, Hermione. Devi essere un pò più precisa..."
"Il Sesso, ok?" Rispose stizzita con le guance rosse.
Draco sorrise. Voleva che lei dicesse quella parola, che prendesse atto di fronte a lui di quello che era accaduto tra loro. E poi la voleva punire per essersene andata, per averlo lasciato solo e confuso a macerarsi nel dubbio. Quale miglior punizione per Hermione Granger se non una buona dose di imbarazzo?
"Perchè avrei dovuto cacciarti dopo aver fatto sesso con te, Granger?"
"Perchè tu fai così con tutte!"
"Ah si? Mi stai per caso confessando la tua predilizione per pratiche voyeuristiche?"
"Cosa? No!" Ribattè la mora scandalizzata dall'insinuazione.
"Bè, non vedo altri modi con cui saresti potuta venire a conoscenza di un tale comportamento." Rispose Malfoy scrollando le spalle con indifferenza.
"Le voci girano nel Castello, Malfoy! La gente parla."
"E dice stronzate. O almeno lo fa il più delle volte."
"E' una stonzata il fatto che sei abituato a cacciare quelle con cui vai a letto?"
"No."
"Appunto!"
"Questo non significa che io abbia cacciato te. Non ti ho chiesto di andartene ieri notte e, anzi, quando mi sono accorto stamane che eri scappata come una codarda mi sono davvero infuriato!"
Hermione trattenne il respiro e distolse lo sguardo da quello del ragazzo. Non aveva idea di come comportarsi. Per cosa era arrabbiato? Perchè la voleva accanto a sè o perchè semplicemente lei non aveva aspettato che fosse lui a ordinarle di andarsene?
Quale orgoglio aveva ferito? Quello da despota o quello maschile?
"Io non sono ai tuoi comandi, Malfoy! Se me ne voglio andare me ne vado!"
"Adesso hai voluto andartene? Eppure mi pareva di aver inteso che te ne fossi andata perchè non ricordavi se io ti avessi chiesto di rimanere o meno."
Hermione sbuffò e pestò un piede a terra in un gesto di stizza. Malfoy sapeva come essere insopportabilmente odioso certe volte. La riccia si morse un labbro valutando la situazione poi si mosse veloce per superare il ragazzo e rientrare al Castello ma una mano di lui le afferrò il braccio strattonandola contro il suo petto.
"Non così in fretta, Granger." Sibilò Malfoy all'orecchio della Gryffindor.
"Lasciami!"
"No."
"Perchè?!"
"Perchè ho voglia di te." Sussurrò lui prima di impossessarsi delle labbra arrossate dal freddo di Hermione.
La mora si lasciò investire dalle sensazioni che le scatenava Malfoy ogni volta che la toccava. Schiuse le labbra e concesse alla sua lingua di invadere prepotente la sua bocca. Rispose al bacio con altrettanta urgenza e voglia, aveva fame di lui e della sua bocca. Draco Malfoy creava dipendenza.
Portò le braccia dietro al collo di lui facendo scivolare a terra la giacca che le era stata precariamente appoggiata sulle spalle come riparo dal freddo pungente del clima Inglese, strinse i capelli biondissimi spingendo la testa di lui, se possibile, ancora più vicina alla sua. Malfoy non tardò a reagire all'attacco della Gryffindor che prese per i fianchi sollevandola da terra e facendole allacciare le gambe al suo corpo.
Con Hermione aggrappata a lui, si spostò fino a farle poggiare la schiena contro un tronco, le fece posare nuovamente i piedi a terra e le infilò lesto una mano sotto la gonna.
Hermione sussultò quando le dita fredde di lui le spostarono di lato la biancheria e la penetrarono li, all'aperto, in mezzo al parco di Hogwarts dove chiunque si fosse affacciato da una qualunque finestra avrebbe potuto vederli.
"Ah...Draco! Dra...co! Merlino! Ti prego!"
"Zitta, Granger." La riprese lo Slytherin mentre la penetrava con due dita e le sfiorava il clitoride col pollice.
"Ci possono...vedere! Ah!!! Si!" Gemette lei aggrappandsi alle spalle del biondo e nascondendo il viso bordeux nell'incavo caldo del suo collo. Sentiva gli umori colarle tra le gambe tenute aperte dal braccio di lui. Se qualcuno li avesse visti sarebbe stata la fine. Eppure, non riusciva a ribellarsi a quella mano che entrava e usciva dalla sua carne facendola impazzire.
"Sbrigati a venire allora! E' la tua punizione per avemi abbandonato stamattina." ribattè senza vergogna.
"Stronzo...Si! Ah! Si!"
"Vieni per me, Hermione" Sussurrò Malfoy tra i ricci di lei.
"Più veloce...ti prego...Si! Così!"
Malfoy le passò la mano libera dietro la nuca, tra i capelli, e strinse forte mentre ,con l'altra mano, se possibile, andò ancora più a fondo tra le gambe tremanti di lei.
"Merlino!!!" urlò la mora stringendo all'improvviso le gambe attorno alla mano di lui e abbandonandosi all'orgasmo ansante.
Draco la lasciò calmare qualche secondo affinchè potesse reggersi da sola sulle gambe, poi estrasse la mano dal centro di lei e si portò alla bocca le dita bagnate di umori. Le succhiò avido guardando negli occhi la ragazza che arrossì prepotentemente di fronte a quel gesto così sfacciato.
"Sai di buono." Le disse estremamente divertito dall'espressione di lei.
"Perchè fai queste cose?" Domandò la riccia chiudendo gli occhi e abbandonandosi contro il corpo caldo e muscoloso di lui.
"Quali cose?"
"Mi cerchi, mi rimproveri, mi prendi e poi ti diverti alle mie spalle..."
"Ti cerco perchè ti voglio, ti rimprovero perchè non capisci niente, ti prendo perchè sei terribilmente eccitante e mi diverto perchè imbarazzata sei tremendamente bella."
Hermione si morse un labbro ancora una volta colpita e spiazzata dalle parole di lui. Malfoy era un controsenso vivente, un bellissimo controsenso vivente. Sapeva essere un idiota patentato e un attimo dopo un ragazzo intelligente e incredibilmente dolce.
"Piantala di morderti le labbra."
"Perchè?" Chiese lei senza riuscire a fermarsi.
"Perchè mi fai impazzire."
La riccia sorrise e poi si morse nuovamente il labbro avvicinando il viso a quello di lui. Malfoy scrollò la testa e poi la coinvolse in un nuovo bacio.
Più dolce, più lento.
Asaporò le labbra di lei mordicchiandole il labbro inferiore che tanto lo mandava fuori di testa, poi intrecciò la lingua con quella della ragazza dando vita ad una danza armoniosa.
"Che cosa stiamo facendo?" Sussurrò Hermione contro le labbra del biondo.
"Pensi troppo, Granger."
"Posso parlarti e spiegarti un qualsiasi incantesimo o argomento di scuola, ma questo, questo non so come affrontarlo." Confidò la Gryffindor liberandosi finalmente di un peso che solo il biondo Slytherin poteva toglierle.
"Queste cose non si affrontano, si vivono, Hermione."
"Aiutami allora..." Lo pregò lei guardandolo dritto negli occhi che sembravano brillare come stelle in mezzo al buio della notte che ormai era calata.
"Fidati di me."
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Lilla
Fanfiction[COMPLETA!] Quando la Guerra finisce non rimangono solo Vincitori e Vinti, rimangono soprattutto persone che piano piano devono imparare a riprendere in mano le redini delle proprie vite. Hermione è cresciuta nella paura diventando un'Eroina, una di...
