"Non sono le nostre capacità a dirci chi siamo ma le nostre scelte..."
Albus Silente
"La verità è una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con cautela."
Albus Silente
"Se vuoi sapere com'è un uomo, guarda bene come tratta i suoi inferiori, non i suoi pari."
Sirius Black
16. Amici d'infanzia
"Hermione!"
La riccia si bloccò in mezzo alla strada con ancora le dita intrecciate a quelle di Malfoy. Aveva riconosciuto fin troppo bene quella voce che aveva urlato il suo nome. Si voltò lentamente, seguita dal suo biondo accompagnatore, e incontrò due occhi azzurri furenti che la scrutavano indagatori e...irati.
"Ron..." Sussurrò Hermione affannata dalla corsa appena fatta.
"Cosa ci fai con lui?" Domandò furente e sconnesso il rosso avvicinandosi ai due.
Draco, percependo al volo la situazione in cui versava il ragazzo, si portò lesto davanti al corpo di Hermione e fronteggiò Weasley che, spavaldo, gli arrivò ad un palmo dal naso.
"Weasel." Lo salutò schifato.
"Mangiamorte." Rispose Ronald cattivo.
"Perchè non porti il tuo ego e il tuo puzzo lontano da qui, Weasley?" Sibilò il biondo alludendo all'odore penetrante di Firewhisky e tabacco che impregnavano l'alito e gli indumenti del'ex Gryffindor.
"Perchè stai tenendo per mano la mia donna, sporco Mangiamorte?"
"La tua donna? Quella che hai rifiutato per caso?"
"Io non ho rifiutato Hermione!" Sputò Ronald sempre più infuriato.
"Oh si che lo hai fatto!"
"Non è vero! L'ho solo... lasciata in sospeso!"
"Lasciata in sospeso? Fai sul serio, Weasel?"
"Ho preso da altre ciò che lei non mi dava! Ora la rivoglio!"
"Non è un giocattolo! E' una donna!"
Il rosso rise di fronte alla serietà con cui aveva parlato Malfoy.
"E' una verginella moralista!" Sputò oscillando pericolosamente sulle sue stesse gambe.
"E qui non sai quanto ti sbagli." Sorrise bieco lo Slytherin. "Anzi, ti ringrazio per la cortesia di averla lasciata in sospeso, almeno ho potuto prendermela io. Del resto si sà, è inutile regalare perle ai porci." Concluse in un sibilo.
Gli occhi dell'aspirante Auror si fecero due fessure, Draco riuscì appena in tempo a spingere Hermione, che era rimasta congelata dalle parole dell'amico, con una mano per farla arretrare quando il rosso gli saltò addosso. Accadde tutto in un attimo, Hermione perse l'equilibrio e inciampò finendo a terra, mentre Malfoy riusci a scrollarsi di dosso il rosso e gli assestò un pugno nello stomaco facendolo piegare dolorante sulla ginocchia.
"Sei talmente ubriaco, Weasley, che non riesci nemmeno a reggerti in piedi. Spero di non aver mai bisogno di te in qualità di Auror!" Infierì quando Ronald rotolò a terra finendo con la testa in una pozzanghera.
"Fottiti!" Rantolò quello in risposta prima di assestargli un cazzotto in faccia, seguito subito da una ginocchiata del biondo dritta tra le costole che gli mozzò il respiro.
Draco si fermò un momento a guardarlo ripiegato su sè stesso dolorante e umiliato, si passò una mano sul labbro rotto da cui sgorgava un filo di sangue.
Pensò al da farsi, poi estrasse la bacchetta dalla tasca interna della giacca elegante e spedì un Incanto Patronus a Potter chiedendogli di venire immediatamente ad Hogsmade davanti alla gelateria di Fortebraccio.
Si voltò alla ricerca della riccia che trovò ancora seduta a terra con le lacrime agli occhi.
"Ti sei fatta male?" Domandò avvicinandosi a lei e aiutandola a rialzarsi.
"No...solo non mi aspettavo la spinta." Minimizzò.
"Mi dispiace, se ti fossi crollato addosso ti avrei fatto più male. Perdonami." Sussurrò baciandole un tempia. "Sicura di non esserti fatta nulla?" Si accertò nuovamente.
Hermione annuì rassicurandolo poi si voltò di scatto verso un Pop e uno spostamento d'aria che percepì proprio accanto alla sua spalla destra.
"Harry..."Sussurò.
Gli occhi dell'amico si posarono su di lei e poi sul braccio di Malfoy che la teneva stretta. La Gryffindor capì immediatamente quali fossero i pensieri dell'amico e, fulminea, gli piombò addosso abbracciandolo stretto.
Non aveva avuto il coraggio di raccontargli cosa stava succedendo con Draco, aveva provato a buttar giù qualche riga in risposta ad una delle lettere che settimanalmente l'amico le spediva ma, puntalmente, i fogli venivano gettati perchè troppo scarabocchiati o perchè, alla fine, il coraggio di inviarli le veniva meno. Il pensiero che l'amico avrebbe potuto condannarla e levarle il saluto la terrorizzava, poteva accettare di perdere Ron, che alla fine si era dimostrato solo un egoista e un arrivista, ma Harry no, lui sarebbe sempre stato un punto fermo per lei, un'ancora di salvezza, un porto sicuro ove rifugiarsi qualora avesse avuto bisogno anche solo di un abbraccio consolatorio.
L'amico inaspettatamente ricambiò la stretta e le sorrise facendole un occhiolino. Era il suo modo, semplice e genuino, per dirle che sapeva già tutto di Malfoy e che per lui andava bene così. Hermione gliene fu immensamente grata. Chiuse gli occhi contro il corpo caldo dell'amico e pensò immediatamente a Ginny, l'unica persona che avrebbe potuto parlare di lei e Draco a Harry. Ringraziò mentalmente Molly Weasley per aver partorito anche una femmina tra tutti quei maschi, una femmina intelligente e arguta che aveva ancora una volta saputo essere una vera amica e l'aveva salvata trovando quel coraggio che a lei era venuto a mancare.
"Malfoy." Disse Harry a mò di saluto verso il biondo che era rimasto fermo ad osservarli rispettando quel momento di intima amicizia tra i due.
"Potter."
Harry volse lo sguardo verso l'amico accasciato a terra palesemente ubriaco e dolorante per il colpo ricevuto da Draco.
"Vi siete picchiati?" Domandò lanciando un'occhiata al biondo e al sangue che gli sporcava la pelle diafana del mento.
"Mi sono solo difeso, Potter. Mi è saltato addosso."
Harry annuì poi scrollò la testa stanco.
"Succede da un pò..." Iniziò indicando con un cenno del capo il rosso. "Ha preso il vizio di bere e giocare d'azzardo."
"Harry, ma che diavolo gli è successo?" Domandò Hermione che davvero non sapeva più cosa pensare del repentino cambio di comportamento di quello che era stato uno dei suoi migliori amici.
"Non lo so, Mione..." Rispose il prescelto. "Le cose all'Accademia Auror vanno male, ha saltato l'ultima esercitazione teorica e ha completamente fallito quella precedente. In tutte le altre ha ottenuto punteggi appena sufficienti solo perchè io gli ho passato alcune risposte impietosito. Mentre nelle prove fisiche è un danno continuo, non ascolta e non esegue gli ordini, fa' di testa sua combinandone d'ogni e tirando spesso in mezzo anche me." Raccontò rammaricato.
"Harry, non puoi farti rovinare il tuo sogno di diventare un Auror..." Intervenne la riccia preoccupata.
"Infatti. Ho smesso di aiutarlo e questo è il risultato."
"Non è colpa tua, Harry..."
"Certo che no! Mi sono affibiato un sacco di colpe nella mia vita, Mione. Di certo però non mi prenderò anche quella della disfatta di Ronald Weasley. L'ho aiutato finchè ho potuto, ora c'è di mezzo il futuro mio e di Ginny, devo prima pensare a noi poi a lui." Dichiarò convinto.
"Ginny sa delle condizioni in cui versa suo fratello?"
"No. Ho evitato di dirle quanto accaduto fino ad ora ma, dato ciò che è successo, credo sia arrivato il momento di parlarle della situazione. In realtà, avrei dovuto avvertire anche te, Mione. Ma non pensavo che vi sareste rivisti prima della fine della scuola dopo quanto avvenuto al ballo." Confessò diaspiaciuto.
"Non ti preoccupare, Harry. E' stato un caso incontrarlo proprio qui. In ogni caso sono sicura che Ginny ti appoggerà. E' una ragazza intelligente..."
"Lo so, ma è pur sempre suo fratello. Ne soffrirà."
"Le staremo vicini. Entrambi." Promise la Gryffindor stringendo una spalla dell'amico.
"E' meglio se lo porto via, ha già dato abbastanza spettacolo per stasera..." Disse Harry abbassandosi a terra e sollevando l'amico facendogli passare un braccio attorno al suo collo.
"Per il pugno..." Si intromise Malfoy.
"Io non ho visto niente." Dichiarò Potter scambiando col biondo un cenno d'intesa. "Come tornerete al castello?" Domandò poi.
Hermione si voltò verso la carrozza che aveva visto poco prima ma non la trovò. Era già rientrata verso Hogwarts.
"Qualcosa ci inventeremo. Grazie per essere venuto immediatamente, Potter" Lo salutò Draco stringendogli la mano educatamente.
"Ciao, Harry." Sussurrò Hermione stampandogli un bacio sulla guancia prima che l'amico si smaterializzasse con Ron appresso.
La riccia attese qualche attimo con lo sguardo fisso dove i suoi due amici d'infanzia erano scomparsi poi frugò nella borsa e estrasse un fazzoletto pulito che offrì a Draco per ripulirsi dal sangue.
"Mi dispiace..." Si scusò mortificata.
"Per cosa?"
"Avrei dovuto schiantarlo invece ho lasciato che vi azzuffaste."
"Non dire idiozie..."
"Potevo evitarti quel taglio. Ma quello che ha detto mi ha paralizzata, mi sento una sciocca, è come se avessi perso tutta la prontezza e i riflessi che avevo sviluppato durante la Guerra."
"Non essere sciocca, Hermione. Ti ho allontanato io e in ogni caso sono perfettamente in grado di difendermi."
La Gryffindor sospirò e decise di lasciar cadere il discorso, doveva abituarsi all'idea di avere accanto una persona in grado di badare a sè stesso anche da solo. Se al posto di Draco ci fosse stato Ronald avrebbe dovuto intervenire quasi sicuramente come del resto aveva fatto per sette lunghi anni della sua vita. Certe volte si trovava a domandarsi cosa le persone avrebbero veramente pensato del rosso se avessero saputo quante volte lei e Harry erano dovuti correre in suo soccorso. Probabilmente sarebbe ancora intrappolato nel Tranello del Diavolo se lei non l'avesse salvato con un incantesimo, almeno Harry era stato così intelligente da ascoltarla e levarsi dall'impiccio da solo.
"Che cosa facciamo ora?" Domandò alludendo all'assenza di carrozze dato il tardo orario.
"Rientrare a piedi è pericoloso, ci sono ancora dei Mangiamorte in libertà e il tratto di strada che porta da Hogsmade a Hogwarts è immerso nel bosco. Non mi sembra prudente percorrerlo al buio, per di più ha iniziato a nevicare." Le fece notare il biondo indicandole un lampione col dito e stringendosi meglio nel cappotto investito da un fiotto di aria gelida.
"Dannazione! Ho letto sul Profeta che ci sarebbe stata una tempesta di neve a partire da stasera! Rischiamo di rimanere bloccati qui se non rientriamo!" Escamò mentre fiocchi bianchissimi iniziavano ad imbiancare la strada cadendo sempre più insistentmente.
"Credo sia più prudente prendere una camera in una locanda e fermarci per la notte invece..." Suggerì il biondo con un sorrisino malizioso.
"Ma se arriva la bufera rimarremo bloccati per dei giorni! Passiamo da Mielandia e rientriamo come al solito." Ribattè Hermione con ovvietà.
"Sperando abbia chiuso prima..." Riflettè Draco buttando un occhio all'orologio.
Si incamminarono sotto la neve, attenti a non scivolare, verso il negozio di caramelle. Lo trovarono buio e con la porta già chiusa segno che il proprietario aveva deciso di chiudere anticipatamente a causa delle previsioni metereologiche.
"Per fortuna il vecchio legge le previsioni sulla Gazzetta." Commentò il biondo aprendo la porta con la magia e entrando nel locale.
Hermione lo seguì, insieme si recarono nell'ormai familiare cantina e imboccarono il passaggio segreto rientrando ancora una volta al Castello.
"Perchè stasera non dormiamo alla Torre?" Propose la Gryffindor quando sbucarono dalla Statua della Strega Orba.
"Non credo che i Grifoni saranno felici di avermi nella loro tana."
"E' ora di cena, saranno tutti nel Salone, possimo salire indisturbati."
"D'accordo, Granger. Vediamo dove vi rifugiate voi Gryffindor!" Acconsentì seguendola su per le scale fino al settimo piano.
"Parola d'ordine?" Chiese stridula la corpulenta cantante che vegliava l'ingresso alla Torre Rosso-Oro.
"Manticora!" Scandì la Caposcuola facendo aprire il ritratto.
Per fortuna sua e di Malfoy l'intera Sala Comune era deserta. Gli unici rumori erano gli scoppiettii provenienti dall'imponente camino in marmo che riscaldava l'intera sezione.
"Manticora...sei migliorata con le parole d'ordine, Granger. Anche se la ritengo più adatta a noi serpi che a voi Grifi." Constatò il biondo mentre osservava la sala destinata ai Gryffindor.
Morbide poltrone e divani rossi riempivano l'ambiente. Le pareti erano piene di arazzi vivaci, stemmi appartenenti al casato e riconoscimenti di Quidditch; i pavimenti erano completamente celati da immensi tappeti e cuscinoni dorati. Draco, abituato al raffinato minimalismo Slytherin, trovò quel genere di arredamento quasi soffocante. Gli unici mobili che spezzavano un pò l'atmosfera carica erano una libreria e un tavolo dov'erano sparpagliati scacchi magici e mazzi di carte da gioco.
"Mi piaceva l'idea che avesse il corpo da leone, l'ho trovata adatta al contesto."
"Sarebbe un animale affascinante se non fosse così letale, Granger."
"Noi Gryffindor siamo affascinanti e letali, Malfoy." Ribattè la riccia maliziosa.
"Non lo metto in dubbio..."
"Draco fermo!" Urlò Hermione quando il ragazzo fece per salire verso il dormitorio femminile.
"Che succede?" Domandò lui bloccandosi con un piede sul primo gradino.
"Come fai a sapere che quella è la salita per il dormitorio femminile?" Indagò la riccia indispettita.
"Potrei dirti che ho tirato a caso ma diciamo che ho frequentato la Torre Ravenclaw e la struttura è identica alla vostra, ho immaginato si salisse da qui..."
Hermione sospirò. Non era una novità che lui avesse avuto dei trascorsi amorosi, ma sentirselo dire era sicuramente più difficile che pensarlo e basta.
"Saranno anche strutturalmente uguali ma se provi a salire quelle scale ti ritroverai col tuo regale sedere a terra in meno di un secondo e un'allarme farà piombare qui la McGranitt che è il capo di questa Casa."
Malfoy la guardò perplesso senza capire a cosa alludesse. Tolse il piede dal gradino e alzò un sopracciglio biondissimo in cerca di spiegazioni.
"Le scale del dormitorio femminili sono protette da un incantesimo che si attiva qualora un ragazzo decida di provare a salire." Spiegò la mora.
"Adesso mi spiego moltissime cose." Annuì.
"Scemo! licet transierunt!" Ordinò Hermione puntando la bacchetta contro la rampa. "Ora puoi andare!"
Il biondo osservò per un momento la scalinata a chiocciola.
"Anche per le scale che portano ai dormitori maschili vale la stessa cosa?" Si informò iniziando a salire seguito dalla riccia.
"No..."
"Che idiozia!"
"Perchè?"
"Bè Granger, se uno vuole fare sesso non deve per forza andare nei dormitori femminili, basta che la ragazza salga in quelli maschili. Mi sembra davvero una scemenza questa proibizione."
"In effetti hai ragione, ma per i più piccoli sembra essere ancora un valido deterrente. In ogni caso, come hai potuto vedere, esiste un incantesimo per bloccare la scala, viene tradizionalmente tramandato dalle studentesse più grandi a quelle che iniziano il loro quarto anno." Spiegò sorpassandolo e facendogli strada verso la sua camera singola.
"Quindi, convieni con me che è un'idiozia. Solo voi Gryffindor potevate avere una tale regola inutile! Nemmeno gli Hufflepuff sono così moralisti...scommetterei che è stata la Megera a introdurre quell'incantesimo!" Rise sguaiatamente.
"Mi spiace deluderti, il Castello è stato creato così dai fondatori, quindi prenditela con Godric che per di più era un uomo!"
"Vile traditore!" Celiò Draco entrando finalmente nella stanza della Gryffindor.
Esattamente di fronte all'entrata vi era un grosso baldacchino ricoperto da spessi tendaggi di velluto rosso scuro e coperte ricamate con filo dorato dove sonnecchiava tranquillo il gatto di Hermione. Due grandi finestroni svettavano ai lati dell'imponente letto; Sulla parete di sinistra, accanto alla porta del bagno privato , lo spazio era occupato da un armadio in legno scuro con un'anta ricoperta da uno specchio, mentre dall'altra parte della stanza faceva mostra di sè una scrivania ricoperta di libri, pergamente, inchiostro, fascicoli e penne d'oca; le mensole appese alla parete erano invase di libri scolastici e non che, data la quantità smisurata, erano riposti anche negli angoli della camera, sotto al letto e alcuni erano impilati persino accanto al baule di scuola che occupava lo spazio per terra ai piedi del baldacchino. L'unico termine che sovvenne alla mente dello Slytherin per definire lo stato in cui verteva il rifugio personale della ragazza era: caos culturale.
Poetico ma efficace.
"Non ti piacciono proprio i libri, eh Granger?" Commentò ampiamente divertito dal disordine che regnava in quella camera, e pensare che lui aveva sempre immaginato Hermione Granger come una perfettina con un'inclinazione maniacale per l'ordine.
"Mi dispiace, non sono stata molto in camera nell'ultimo periodo e non ho avuto modo di riordinare..." Si scusò imbarazzata posando il prezioso dono che le aveva fatto Draco sulla scrivania.
"Dicono che il disordine sia sintomo di una mente brillante. Direi che nel tuo caso funziona come accostamento." Constatò Draco sorridendole.
"Cercherò di prenderlo come un complimento!" Rispose la riccia vagamente divertita.
"Dunque?" Proseguì il biondo osservandola attentamente.
"Dunque cosa?"
"Mi hai portato qui solo per mostrarmi i tuoi libri?"Indagò malizioso avvicinandosi alla ragazza.
"In verità...ti ho proposto di dormire qui." Stette al gioco la Gryffindor.
Draco annuì buttando una rapida occhiata attorno alla stanza. Soppesò la situazione e poi decise di vedere fino a che punto l'Eroina del Mondo Magico avrebbe saputo giocare.
"Allora dormiamo." Decretò infine spogliandosi della giacca e lanciandola su una poltrona. Si avvicinò ancora di più alla Caposcuola e si sfilò dalla testa il maglione nero, poi sbottonò languido e lento ogni singolo bottone della camicia che, una volta aperta, lasciò scivolare a terra. Poi fu il turno della cinta che aprì sfilandola dalle asole del Jeans nero e gettò sulla sponda del letto. Hermione si immobilizzò quando le lunghe dita di Draco slacciarono il bottone dei pantaloni e abbassarono la cerniera. Mentre i Jeans scivolavano giù per le sue lunghe e muscolose gambe gli occhi di lui non avevano abbandonato un attimo quelli dorati e vacui di lei.
Malfoy scalciò via i pantaloni e le scarpe in un gesto unico rimanendo vestito dei soli boxer, visibilmente stretti, di fronte a lei. Poi, in un gesto fluido e senza inibizione, lo Slytherin afferrò l'elastico del proprio intimo e lo tirò verso il basso rimanendo completamente nudo e parzialmente eccitato.
Hermione deglutì rumorosamente mentre lui le passò accanto, apparentemente indifferente alla propria nudità, e si sedette sulla sponda del letto a gambe divaricate.
Osceno ma bellissimo.
"Non vieni a dormire?" Le chiese sfacciato.
"Io uso il pigiama per dormire." Ribattè lei dando fondo alle riserve di coraggio e sfrontatezza che le erano rimaste.
"Allora spogliati e indossalo." La provocò lui.
Hermione non riuscì a impedirsi di lanciare un'occhiata al membro di lui che svettava in mezzo alle gambe tornite.
Il suo pigiama era ripiegato sotto al cuscino proprio accanto alla coscia nuda di Malfoy. Si avvicinò al ragazzo e si sporse sul proprio letto provando a ignorare lo sguardo infuocato del biondo. Passò una mano sotto al cuscino e afferrò un lembo del pigiama che riconobbe immediatamente sentendo la stoffa sotto le dita. Non avrebbe mai indossato di fronte ad un ragazzo sexy e completamente nudo quel pigiama di flanella con i maialini rosa disegnati sopra.
Mai.
Si rialzò abbandonando il capo sotto al guanciale e si guardò attorno in cerca di una soluzione.
Sentì il biondo sbuffare alle sue spalle poi una mano la afferrò all'altezza del gomito e la trascinò indietro facendola ricadere seduta sulle gambe di lui. In quella posizione era impossibile ignorare la virilità del ragazzo che le spingeva sul sedere bloccata solo dai pantaloni che ancora indossava.
Le mani di Draco le slacciarono la camicia lasciandola in reggiseno, poi le aprirono i pantaloni infilandosi all'interno della fessura. Il corpo della riccia si tese immediatamente sfregandosi contro il membro del biondo quando le dita di lui iniziarono a stimolarla sopra il tessuto delle mutandine.
"Fermo, Draco!..." Gemette facendolo arrestare.
"Cosa c'è?"
"Non così..." Sussurrò lei spostandogli la mano e alzandosi dalle sue gambe. Si voltò fronteggiandolo e si inginocchiò davanti a lui.
Malfoy spalancò gli occhi quando capi le sue intenzioni ma non riuscì a dire nulla perchè Hermione aprì la bocca e prese a leccare la punta del suo pene. La reazione del biondo fu immediata. Lasciò scivolare la testa indietro e produsse un gemito gutturale profondo. Hermione provò ad assaggiarlo prima solo in punta poi sempre più profondamente, leccava e succhiava ondeggiando avanti e indietro con la testa. Era la prima volta che faceva una cosa del genere e, nonostante l'audacia, aveva il terrore di sbagliare qualcosa, eppure i gemiti sconnessi di lui e le sue mani ancorate ai suoi ricci sembravano dirle l'esatto contrario. Incrementò il movimento del capo e provò a succhiare la virilità che stringeva pulsante tra le labbra ancora più forte.
"Her...mione...Ah!"
La riccia afferrò la base del membro con la mano e solleticò la porzione di pelle tra il pene e i testicoli ottenendo un ringhio sommesso in risposta.
"Merlino! Ah! Ah!!!"
Draco ad un certo punto le strinse forte i ricci provando a staccarla.
"Sposta...ti!" Urlò gemendo ma Hermione non lo ascoltò e, al contrario, strinse la presa succhiando contemporanemante il glande con forza. Draco spalancò gli occhi e contrasse il bacino venendole in bocca.
La Gryffindor lasciò che lui svuotasse tutto il suo seme sulla sua lingua e poi lo ingoiò scoprendo un sapore amarognolo. Si sollevò da lui con ancora un rivolo di sperma sull'angolo della bocca e lo osservò ansimante steso sul letto.
"Dovevi...spostarti..."
"Volevo scoprire il tuo sapore..."
"Fa schifo..." Ribattè lui.
"L'hai mai provato?"
"No."
La riccia gli sorrise furba poi si stese sopra di lui e lo baciò.
"Ti è...ti è piaciuto?" domandò ancora sopra il corpo muscoloso dello Slytherin curiosa.
"Lascia che ti dismostri quanto." Soffiò lui riprendendo a baciarla sensualmente e trascinandola sotto il suo corpo.
Oh si, gli era decisamente piaciuto.
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Lilla
Fanfiction[COMPLETA!] Quando la Guerra finisce non rimangono solo Vincitori e Vinti, rimangono soprattutto persone che piano piano devono imparare a riprendere in mano le redini delle proprie vite. Hermione è cresciuta nella paura diventando un'Eroina, una di...
