Un continuo bivio

6 0 0
                                        

Due/tre magliette, qualche felpa, dell'acqua e un po' di snack. L'occorrente che mi garantirebbe di sopravvivere per qualche giorno lontano da casa è con me. Salgo allora a bordo della mia Station Wagon.

Destinazione? Non c'è. Viaggio senza meta.

Avete mai avuto il desiderio di sparire dal mondo? O quella voglia matta di avere come nei videogiochi la possibilità di premere il tasto "restart" e quindi poter rimediare alle tante scelte sbagliate, prendere altre strade, salire su quei treni che veramente passano una volta nella vita, soltanto per avere un nuovo inizio?

Sono sempre stata una persona malinconica, sempre legata con il pensiero ai rimpianti e alle vicissitudini del passato, ma mai avevo preso la forte decisione di prendermi una pausa da questa vita cupa e triste e di fuggire da tutto e tutti. Ma questa volta decido di dire basta.

Quindi, dopo aver avuto un'altra giornataccia a lavoro, faccio uno zaino e chiudo la porta senza sapere quando la riaprirò.

Mi trovo adesso all'incrocio di un semaforo ad aspettare che il rosso diventi verde. Sul display segna le 2:13. La città è buia e silenziosa, l'aria è tetra e in giro non c'è un'anima via. Mi rivengono in mente le parole umilianti del mio capo e la mia ennesima figuraccia che ho commesso dopo aver rovesciato 4 bicchieri di spumante addosso a due clienti, i quali non l'hanno presa per niente bene dal momento che volevano arrivare alle mani. Ma per fortuna sono riuscito a scamparla.

Finalmente è verde. Giro allora l'angolo e noto che di fronte a me una macchina fino a quel momento parcheggiata si accende puntandomi contro i fari. Senza mandarle a dire al pilota, proseguo comunque la mia strada.

Nel giro di pochi attimi però accade l'impensabile: ben due Suv neri sbucati dal mio stesso incrocio affiancano la mia auto cominciando a darmi delle sportellate.

Terrorizzato e senza realizzare bene quello che stava succedendo tento ovviamente di scappare. Dopo qualche centinaio di metri percorsi affiancati, improvvisamente vedo i finestrini dei Suv dei posti passeggeri abbassarsi. Mi ritrovo quindi con due tizi mascherati con il passamontagna che mi puntano due fucili da destra e da sinistra mentre siamo a 130 km/h. Penso allora che sia giunta la mia ora, la fine di un viaggio del quale non sono riuscito a godermi le bellezze e che ho poco apprezzato; un viaggio che tra l'altro si conclude per colpa di un'altra scelta sbagliata perché, d'altronde, quello che siamo oggi è frutto delle nostre scelte.

_______________

Storia di Journey

3L - 21 ragazzi o 21 demoni?La tua prossima ossessione. Scoprilo ora