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Capitolo 2: LE LETTERE

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^rose^
Sono mesi ormai, da quando ho compiuto 11 anni per essere precisi, che aspetto la lettera di Hogwarts con ansia.
Mamma, papà e zio Harry dicono che devo stare tranquilla e che la lettera arriverà quando sarà il momento giusto. Ma quand'è il momento giusto?!
Io e Albus abbiamo già immaginato tutto quanto, da quando saliremo sul treno il primo settembre a quando verremo smistati in Grifondoro, da quando conosceremo i nostri amici a quando troveremo l'anima gemella, insomma... tutto!

Il 15 luglio, stranamente, mi sono alzata più tardi del solito e c'era un silenzio tombale che non mi convinceva molto e subito ho iniziato a pensare a cosa potesse essere successo.
"Mammaaaa... papààà..." niente, nessuno rispondeva
"albuuus... nonna, nonno? C'è qualcuno?" silenzio più totale.
"Rose se non tappi subito la bocca ti faccio tacere per sempre!" Oh finalmente qualcuno, James sembrava essere si alzato di ottimo umore.
"Oh bene, ciao James, ben svegliato!"
"Non è stato per niente un buon risveglio... si può sapere perché gridi così alle 7.30 di mattina? È il 15 luglio e posso dormire fino a tardi, quindi vorrei farlo se non ti dispiace." James iniziava a lamentarsi e non era nemmeno troppo lucido, immaginatevi com'è quando è in grado di intendere e volere.
"Jam lo so che tu a quest'ora sei nel mezzo dei tuoi sogni, dove vai bene a Pozioni, ma solitamente i miei o i nonni sono svegli"
"Senti Rose, mettiti il cuore in pace e non rompere le palle a tutta la casa... comunque stanno tutti dormendo, l'unica matta sei te!" e detto questo se n'è tornato a dormire, lasciandomi da sola in salotto come una deficiente.
Siccome non mi tornava la faccenda sono andata a controllare ed effettivamente dormivano tutti... strano.
Dopo mi ricordai che la sera prima c'era stato, finalmente, il matrimonio di zio George e zia Angelina e quindi forse era per quello che dormivano come sassi. Io sono crollata alle 10.30, ma ho il presentimento che gli altri abbiano fatto nottata.
Avevo deciso che non era il caso di svegliare qualcuno, così presi la Gazzetta del Profeta e mi misi a leggerla stravaccata sul divano.

Si erano fatte le 11.15 quando nonna Molly aveva messo piede in salotto per darmi il buongiorno.
"Buongiorno nonna, dormito bene?"
"Buongiorno tesoro, io benissimo, ma qualcun altro non tanto mi sa"
"Perché nonna, che è successo?" chiesi con curiosità mista a del terrore.
A quel punto lei ha iniziato a ridere come una forsennata mentre cominciava ad imbandire la tavola di ogni ben di dio per la colazione.
"Ora lo vedrai... vai a chiamare tutti dai. Se ti lanciano qualche cuscino dì che ti mando io e che se non si muovono ne pagheranno le conseguenze."
Le minacce della nonna erano sempre efficaci su tutti. Ricordo che una volta zio George e papà stavano litigando come matti, urlandosi contro di tutto e di più, ma non appena la nonna gli ha sussurrato qualcosa all'orecchio, sbiancarono e si abbracciarono, come se non fosse successo nulla.

Salii le scale e mi diressi verso la camera di Albus, James ed Hugo, i quali inizialmente non reagirono per niente bene, ma come ho già detto, le minacce funzionano sempre.

Dopo andai in camera mia dove Lily, Dominique e Roxanne dormivano beate. Le osservai un attimo e dopo andai a svegliarle dolcemente...
"BUONGIORNO BELLE RAGAZZE IL SOLE È ALTO E VI STA ASPETTANDO" urlai mentre spalancavo le finestre, facendo più rumore possibile.
Ovviamente si incazzarono il giusto, ma alla fine si alzarono senza neanche troppe storie.

Rimanevano solo papà, mamma, zio Harry e zia Ginny da svegliare, così mi diressi verso la camera dei miei ma... appena entrai vidi la mamma e la zia sdraiate sul letto abbracciate, mentre papà e lo zio erano distesi sul pavimento in mutande.
Decisi di chiamare qualcun altro perché io mi vergognavo troppo.
In mio soccorso venne zio George, fresco di doccia e prossimo alla luna di miele. Lui non si fece tanti problemi ed entrò provocando l'ira di tutti e quattro.
"Oooo ecco qui i 4 festaioli... ieri sera vi siete divertiti immagino, adesso però è ora di alzarsi, ANDIAMO TUTTI IN PIEDI SU SU!"
"Questa è la volta buona che ti ammazzo" disse papà mentre iniziò a vestirsi e a cercare la bacchetta per fare non si sa bene cosa.
"Ron ti aiuto io tranquillo, tu pensa a come far sparire il cadavere che io mi attrezzo" lo zio era sempre sul pezzo, anche di mattina e dopo una sbornia.
"Fratellone, te l'hanno mai detto che sei un grandissimo cagacazzi?" questa volta era zia Ginny che, mentre architettava un piano per uccidere il fratello, cercava di alzarsi dal letto.
Mamma stranamente non disse nulla, si limitò ad uno sguardo truce.

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