Per lungo tempo, Sivade era rimasto a guardare la luna fare capolino all'orizzonte, fino a raggiungere lo zenit del cielo.
Nessuno l'aveva più disturbato, anche se chi era passato nelle vicinanze aveva potuto notare quanto la confusione opprimesse il suo volto.
Come poteva essere che Crystal si fosse innamorato di lui, nonostante tutto quello che li divideva?
Assurdo, impossibile.
L'aveva baciato per sbaglio.
Era così.
Dopo l'ennesimo pensiero di autoconvicimento, Sivade si alzò, salutando Hiro con un cenno sconsolato della mano destra. Si avviò, lo sguardo basso al terreno.
Lui si era voltato e Crystal aveva reagito con un'azione simile. Solo...Quello.
Ricordò il sapore di quel bacio: menta e sangue.
«Aiuto...» gemette, portandosi una mano a coprirsi gli occhi sofferenti.
Tom, dietro di lui, lo sguardo rivolto completamente alla lapide poco distante.
Crystal era tornato, e gli aveva "gentilmente" chiesto di andar a recuperare il ragazzo che insisteva a rimaner seduto davanti ad una tomba già colma di attenzioni. « Qui fa freddo, entriamo ».
Sivade lo guardò, notando una cosa a cui precedentemente non aveva fatto caso.
« Le vostre mani sono diverse, in effetti...» si limitò a dire, precedendolo verso il tempio. Più atono che mai.
Tom osservò la propria mano con fare distratto, tentando un'autocritica che non gli riuscì: «Dopotutto io sono più vecchio di dieci minuti» rise iniziando a giocherellare con un anello d'acciaio che portava al pollice «E tanto per la cronaca, il mio adorato fratellino è tornato. Solo non sembrava dell'umore giusto per venirti ad adescare. Quindi mi ha chiesto di venirti a recuperare, hai capitto? ».
« Non tutto.» disse sincero Sivade, chiudendo gli occhi stancamente.
« Sempre sospettato fossi idiota » commentò quasi fra sé e sé l'altro, il viso corrucciato in un espressione preoccupata ed esasperata « Forse dovrei cederti qualche neurone...».
Seccato, il mago gli lanciò un'occhiata poco convinta, per poi scuotere il capo, ridendo. Una vena di sarcasmo che tornava a radicarsi in lui:
« La scimmia vuole insegnarmi qualcosa, devo sentirmi proprio lusingato!».
Gli occhi di Tom quasi non presero a luccicare per l'eccitazione.
«Sarò "stupida", ma lui lo è di più.» commentò l'altro, scuotendo il capo divertito. Ed improvvisamente sentì due mani gelide afferrarlo per il collo, silenziose come la notte. Rapide, lisce, inconfondibili.
Rabbrividì: « Buona sera...» disse ridendo nervosamente, riconoscendo Crystal dietro di sé.
« Non proprio buona...» lo corresse quello, allontanando la presa delle mani dal ragazzo, riducendo le pupille a due fessure sottili per scorgere nella notte così come nel giorno.
«Cattiva sera, mastro Crystal...» sospirò Sivade a quel punto, voltandosi a guardarlo con aria divertita: « Passato una negativa giornata? ».
« L'ho fatta passare, a quanto pare...» disse appositamente allusivo, facendo spallucce abbattuto.
Sivade gli afferrò le guance con entrambe le mani, ridacchiando: « Anche se fosse, ora sei perdonato...» ricercò il suo sguardo, amichevole. Vederlo giù non gli piaceva. Anche se in effetti la giornata non era stata delle migliori.
« Non mi riferivo a te soltanto » si portò una mano ai capelli, gli occhi chiusi, scuotendo il capo afflitto. Respirò pesantemente allontanando le mani di lui dal proprio viso mortalmente pallido. L'altro obbedì silenziosamente, studiando quello sguardo perso.
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𝑨 𝑫𝒂𝒓𝒌 𝑩𝒐𝒏𝒅 𝒐𝒇 𝑩𝒍𝒐𝒐𝒅
VampireEra l'anno 7632 nelle terre di Selejstia, continente dove diversi regni vivevano sotto lo sguardo vigile degli astri del cielo. Terra ricca di vita, Selejstia era meta per molti, dopo il crollo dei vecchi continenti. Nuovi regni si costruirono, ognu...
