Luan aveva lo sguardo vitreo quando entrò nella sala per il pranzo del giorno. Quella mattina le guardie erano andate ad aprire la porta della sua camera facendolo uscire dopo la sfuriata del giorno prima del padre e aveva ringraziato il cielo che Hamis in quel momento era andato in bagno e quindi non lo avevano notato. Aveva sorriso quando gli avevano detto che il padre era partito la sera prima sul tardi insieme ad un manipolo di soldati e che non sarebbe tornato in breve tempo. Sorriso che aveva successivamente perso quando lo avevano informato che Albert era morto quella stessa sera. Il volto di Hamis se possibile era diventato ancora più vitreo del suo. Entrambi sapevano che fino alla fine sarebbe successo visto che Albert era molto anziano ma non erano pronti a quella perdita. L'unica cosa che li aveva in parte rassicurati era stato il fatto che se ne era andato nel sonno e che quindi non aveva sofferto.
Hamis si era subito diretto verso le cucine, probabilmente per cercare Sophie e stare con lei, e Luan non lo aveva bloccato. Sapeva che per lui Albert era stato come un padre e lo avrebbe lasciato al suo dolore da solo, così come lui.
Il funerale era stato celebrato subito quella mattina ed era stato l'unico altro momento nel quale aveva visto Hamis al fianco di Sophie per quel giorno. Entrambi si stavano sorreggendo e Luan anche se avrebbe voluto non andò da loro. Non se la sentiva di turbare il loro equilibrio nel quale lui non centrava niente anche se condividevano tutti lo stesso segreto. Segreto che Albert aveva scoperto.
Luan era certo che se non ci fosse stato Albert altri con il tempo avrebbero scoperto che era senza poteri e lo avrebbero immediatamente riferito al padre. Ad Albert doveva tanto, molto e non lo avrebbe mai dimenticato. Anche la madre gli era sembrata scossa durante il funerale ma anche con lei Luan non era riuscito a parlare ma forse lo avrebbe fatto in quel momento visto che nella sala da pranzo c'erano solo loro due.
-madre- salutò Luan e Alexis gli lanciò uno sguardo di fuoco che lo fece tremare prima di tornare al suo pranzo.
-ti ho detto che non devi chiamarmi in quel modo tante volte-
-ma siete mia madre- sussurrò Luan che aveva bisogno di lei in quel momento.
-ti ho solo messo alla luce. Cerca qualcun altro da chiamare madre, se vuoi ti vado a chiamare la tua vecchia nutrice- gli disse fredda e Luan incassò la pugnalata abbassando la testa e fissando il suo piatto stracolmo di cibo. Non mangiava dal giorno prima ma non aveva minimamente fame.
-mia regina io...io ho bisogno di voi- si azzardò a dire allora evitando la parola madre.
-per cosa? Vai da tuo padre-
-è partito e ho davvero bisogno di voi in questo momento- non si era ancora accorta della sua guancia gonfia e rossa?
-e come mai non sei con lui. Da quel che vedo ieri lo hai appoggiato nelle sue idee di conquista, proprio come lui ami tenere i segni di guerra sul tuo corpo nonostante con la magia tu possa farli sparire. Cosa vuoi dimostrare?- allora se ne era accorta.
-niente, e questa è dovuta a...-
-spero che il nobile che ti abbia messo in riga stia meglio di te-
-nobile? Cosa state dicendo?- Luan sgranò gli occhi sconvolto. Davvero credeva che si fosse azzuffato con uno degli altri re presenti nella sala del consiglio il giorno prima?
-quello che vedo. Sei violento come Silvan e sono felice che quel nobile ti abbia rimesso in riga, spero che questa guerra mi porti qualcosa di buono almeno- sussurrò lei continuando a non fissarlo negli occhi che erano troppo identici a quelli di Silvan e le incutevano timore.
-voi non lo avete bloccato apposta vero? Ogni volta che nominava territori nuovi vi siete sempre opposta e lui vi ascoltava ma questa volta no. Perché?- chiese Luan sperando che lo guardasse negli occhi.
-sono tutti contro uno, spero mi liberino da un peso- rispose sinceramente Alexis, anche se il castano di fronte a lei fosse andato a dire qualcosa a Silvan lui gli avrebbe creduto poco facilmente, credeva ciecamente a lei per sua fortuna.
-voi lo volete morto- realizzò Luan -ma perché entrare in guerra! Distruggerà solo il nostro regno-
-sei il primo che vuole mostrare a tutti quanto sei forte quindi non capisco perché sei così tanto sconvolto-
-io non voglio mostrare proprio un bel niente! Siete voi che non ci vedete bene madre-
-LUAN- urlò lei fulminandolo nuovamente con lo sguardo. Odiava quando la chiamava madre, lei non voleva averci niente a che fare con lui e Luan non lo voleva capire.
-dovevate uccidermi quando ero ancora nella culla- ringhiò Luan -almeno vi sareste risparmiata questo odio- e così dicendo si alzò e fece per andarsene, la fame gli era completamente passata e probabilmente anche per la cena. Poi però ci ripensò e si rigirò osservando come la donna che lo aveva messo al mondo non sembrasse per niente sconvolta dalle sue parole, forse era davvero quello il suo intento ma non ci era mai riuscita -per vostra informazione mia regina non mi sono azzuffato con uno dei nostri ospiti ieri ma è stato mio padre a fami questo segno e sapete perché? Perché non volevo usare i miei poteri per uccidere i nobili- era riuscito a dirlo e si ritenne soddisfatto di quello tanto da non voler guardare la faccia della madre a quella rivelazione e uscì finalmente da quella sala per andarsi a rinchiudere in camera. Avrebbe aspettato Hamis, tutto il tempo che l'altro voleva, per farsi abbracciare e cancellare quel segno dalla faccia. Non era servito a niente visto che la madre non lo avrebbe mai amato.
Alexis dal canto suo aveva distolto lo sguardo dal principino e aveva preso il bicchiere di vino per berne un sorso ma la sua mano tremante tradì i suoi pensieri. Era stato realmente Silvan a ferire Luan?
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Tutto e Niente
FantasiaIn un mondo dove la magia fa parte della vita di tutti i giorni. Luan, principe del suo regno, è senza poteri e deve nasconderlo a tutti con l'aiuto del suo migliore amico Hamis, che è anche più del suo migliore amico.
