-sa di me?- chiese curioso Hamis accarezzando la pelle nuda del suo Luan. Sophie aveva sempre avuto ragione a dirgli che doveva assolutamente tornare a palazzo e chiarirsi con Luan.
-sa che ha un padre che una volta viveva al castello e che non sa, sapeva, della sua esistenza- gli rispose Luan mantenendo gli occhi chiusi e beandosi di quelle carezze mentre sprofondava sempre più nel suo letto. Dopo quel bacio che Hamis gli aveva dato aveva trascinato il moro nella sua camera e da allora non erano più usciti.
-quindi non può sapere che sono io-
-no, anche perché prima ci ha presentati. Ha i tuoi occhi- Luan aprì i suoi pozzi azzurri per osservare l'altro -ogni volta che li osservavo pensavo di averti li con me, poi notavo che erano su un viso simile al mio-
-dobbiamo dirglielo-
-no-
-Luan- Hamis sospirò -adesso che so che è mio figlio la mia voglia di andarmene di qui è scesa a zero. Non ero venuto alla capitale solo per accompagnarli, volevo rivederti e chiarire tutto-
-lo so ma...vedo che tu, be' è tranquillo con te e non vorrei che il scoprire che tu sia suo padre gli faccia cambiare idea su di te-
-e io invece credo che sia peggio continuare a tenerlo all'oscuro di tutto. Tua madre conosce il mio volto ed è un miracolo che Charles non mi abbia ancora riconosciuto, qualcuno alla fine parlerà davanti a Edward e capirà tutto- cercò di farlo ragionare Hamis e Luan si trovò a sospirare sapendo perfettamente che erano vere le sue parole.
-nemmeno il tempo di metabolizzare che sei padre e ti ritrovi già nonno- aggiunse poi Luan facendo una smorfia -dovevo stare più attento-
-non puoi metterlo in una campana di vetro per tutta la vita. Sarebbe comunque successo prima o poi-
-lo stai difendendo?- chiese confuso Luan.
-non proprio. Sto dicendo che con tutta la buona volontà di proteggerlo da una cosa del genere sarebbe comunque successa come è successo a noi anche se non lo sapevamo che fosse possibile. E credimi volevo mandarlo a quel paese quando ho scoperto che si era messo in viaggio incinta figurati adesso che so che è mio figlio-
-gli faremo una bella ramanzina insieme- sorrise Luan e Hamis si trovò d'accordo con lui.
-dovremmo cercare di fargli dire chi è il padre- aggiunse poi Hamis -sai non voglio che quel povero ragazzo lo venga a scoprire dopo anni come è successo a me-
-ma certo!- gli occhi di Luan si illuminarono -se scopre che...possiamo usare queste parole per convincerlo a dirci chi è e...-
-Luan- lo bloccò Hamis baciandolo sulle labbra -non correre okay? Andiamo da lui, gli diciamo tutta la verità e poi aspettiamo che si riprenda un attimo prima di fargli troppe domande-
-adesso?-
-adesso- concordò Hamis, non aveva nessuna voglia di mentire ancora un secondo in più al figlio e poi voleva abbracciarlo come padre. Sophie sarebbe impazzita nello scoprire la verità. I due si alzarono e Luan fece per rivestirsi ma non in tempo visto che Hamis aveva già fatto tutto con la sua magia e aveva un sorrisetto stampato in faccia. Luan si era scordato quanto fosse comodo vestirsi in quel modo e sorrise in direzione del moro prima di uscire insieme a lui.
-soffre di nausee?- chiese mentre camminavano. Non aveva avuto il tempo di parlarne con Charles di quella questione.
-si-
-vado a prendergli qualcosa allora tu anticipami- sussurrò Luan e Hamis gli sorrise capendo che in realtà quella era tutta una scusa per tardare il momento della verità con il figlio ma non aveva fatto i conti con lui. Il moro si diresse verso la camera di Ed e bussò per poi entrare all'avanti flebile del ragazzo.
-come ti senti?- gli chiese avvicinandosi e sedendosi sul letto al suo fianco.
-uno straccio. Ho rimesso nuovamente- rispose sinceramente il castano -non mi ha fatto per niente bene viaggiare-
-no, adesso devi rimanere in questo letto a riposarti il più possibile- concordò con lui Hamis.
-mio padre ti ha torturato?- chiese preoccupato Edward e Hamis scosse la testa.
-no, ma aspettati una bella ramanzina appena ti sarai ripreso-
-me l'ha già fatta- borbottò Edward che fece quasi tenerezza ad Hamis, quasi.
-da entrambi i tuoi genitori- continuò lui e il castano lo guardò con un sopracciglio alzato.
-ne dubito- disse infatti facendo ridacchiare Hamis.
-io se fossi in te mi preparerei psicologicamente- continuò Hamis che davvero pregava che Luan arrivasse subito altrimenti avrebbe detto tutta la verità al figlio da solo.
-okay ma mio padre non mi fa paura. Può urlarmi addosso quanto vuole non può cambiare le cose. E non saprà mai chi è il padre-
-e il padre lo saprà?-
-cosa?-
-il ragazzo con il quale sei andato a letto saprà mai di essere diventato padre?- gli chiese ancora Hamis.
-oh no, non credo proprio-
-forse vorrebbe saperlo-
-ne dubito, abbiamo litigato e lui non sa niente della mia situazione per non parlare del fatto che non mi vuole-
-per cosa avete litigato?-
-ha detto di...be' che sono il principe e per questo è venuto al letto con me- Edward guardò fisso davanti a se mentre sentiva nuovamente le parole di Jerin con il resto degli altri ragazzi che avevano assistito alla scena mettersi a ridere.
-potrebbe anche aver mentito sai? Potresti averlo preso in un brutto momento e per questo ha detto quelle parole. Secondo me dovresti parlargli nuovamente e vedere come va, o comunque almeno digli che sta per diventare padre-
-forse gli parlerò- concesse Edward sospirando.
-togli il forse-
-perché sei così insistente?- borbottò Edward -cosa ti importa se gli parlo o no?-
-perché so come ci si sente a...a non sapere cose che avresti voluto sapere. Credimi è meglio dire la verità che non mentire- perché Luan ci stava mettendo troppo tempo?
-okay gli parlo- concesse Edward facendo nascere un bellissimo sorriso sulle labbra di Hamis proprio mentre Luan entrava nella camera.
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Tutto e Niente
FantasiIn un mondo dove la magia fa parte della vita di tutti i giorni. Luan, principe del suo regno, è senza poteri e deve nasconderlo a tutti con l'aiuto del suo migliore amico Hamis, che è anche più del suo migliore amico.
