Capitolo 23

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-sa di me?- chiese curioso Hamis accarezzando la pelle nuda del suo Luan. Sophie aveva sempre avuto ragione a dirgli che doveva assolutamente tornare a palazzo e chiarirsi con Luan.

-sa che ha un padre che una volta viveva al castello e che non sa, sapeva, della sua esistenza- gli rispose Luan mantenendo gli occhi chiusi e beandosi di quelle carezze mentre sprofondava sempre più nel suo letto. Dopo quel bacio che Hamis gli aveva dato aveva trascinato il moro nella sua camera e da allora non erano più usciti.

-quindi non può sapere che sono io-

-no, anche perché prima ci ha presentati. Ha i tuoi occhi- Luan aprì i suoi pozzi azzurri per osservare l'altro -ogni volta che li osservavo pensavo di averti li con me, poi notavo che erano su un viso simile al mio-

-dobbiamo dirglielo-

-no-

-Luan- Hamis sospirò -adesso che so che è mio figlio la mia voglia di andarmene di qui è scesa a zero. Non ero venuto alla capitale solo per accompagnarli, volevo rivederti e chiarire tutto-

-lo so ma...vedo che tu, be' è tranquillo con te e non vorrei che il scoprire che tu sia suo padre gli faccia cambiare idea su di te-

-e io invece credo che sia peggio continuare a tenerlo all'oscuro di tutto. Tua madre conosce il mio volto ed è un miracolo che Charles non mi abbia ancora riconosciuto, qualcuno alla fine parlerà davanti a Edward e capirà tutto- cercò di farlo ragionare Hamis e Luan si trovò a sospirare sapendo perfettamente che erano vere le sue parole.

-nemmeno il tempo di metabolizzare che sei padre e ti ritrovi già nonno- aggiunse poi Luan facendo una smorfia -dovevo stare più attento-

-non puoi metterlo in una campana di vetro per tutta la vita. Sarebbe comunque successo prima o poi-

-lo stai difendendo?- chiese confuso Luan.

-non proprio. Sto dicendo che con tutta la buona volontà di proteggerlo da una cosa del genere sarebbe comunque successa come è successo a noi anche se non lo sapevamo che fosse possibile. E credimi volevo mandarlo a quel paese quando ho scoperto che si era messo in viaggio incinta figurati adesso che so che è mio figlio-

-gli faremo una bella ramanzina insieme- sorrise Luan e Hamis si trovò d'accordo con lui.

-dovremmo cercare di fargli dire chi è il padre- aggiunse poi Hamis -sai non voglio che quel povero ragazzo lo venga a scoprire dopo anni come è successo a me-

-ma certo!- gli occhi di Luan si illuminarono -se scopre che...possiamo usare queste parole per convincerlo a dirci chi è e...-

-Luan- lo bloccò Hamis baciandolo sulle labbra -non correre okay? Andiamo da lui, gli diciamo tutta la verità e poi aspettiamo che si riprenda un attimo prima di fargli troppe domande-

-adesso?-

-adesso- concordò Hamis, non aveva nessuna voglia di mentire ancora un secondo in più al figlio e poi voleva abbracciarlo come padre. Sophie sarebbe impazzita nello scoprire la verità. I due si alzarono e Luan fece per rivestirsi ma non in tempo visto che Hamis aveva già fatto tutto con la sua magia e aveva un sorrisetto stampato in faccia. Luan si era scordato quanto fosse comodo vestirsi in quel modo e sorrise in direzione del moro prima di uscire insieme a lui.

-soffre di nausee?- chiese mentre camminavano. Non aveva avuto il tempo di parlarne con Charles di quella questione.

-si-

-vado a prendergli qualcosa allora tu anticipami- sussurrò Luan e Hamis gli sorrise capendo che in realtà quella era tutta una scusa per tardare il momento della verità con il figlio ma non aveva fatto i conti con lui. Il moro si diresse verso la camera di Ed e bussò per poi entrare all'avanti flebile del ragazzo.

-come ti senti?- gli chiese avvicinandosi e sedendosi sul letto al suo fianco.

-uno straccio. Ho rimesso nuovamente- rispose sinceramente il castano -non mi ha fatto per niente bene viaggiare-

-no, adesso devi rimanere in questo letto a riposarti il più possibile- concordò con lui Hamis.

-mio padre ti ha torturato?- chiese preoccupato Edward e Hamis scosse la testa.

-no, ma aspettati una bella ramanzina appena ti sarai ripreso-

-me l'ha già fatta- borbottò Edward che fece quasi tenerezza ad Hamis, quasi.

-da entrambi i tuoi genitori- continuò lui e il castano lo guardò con un sopracciglio alzato.

-ne dubito- disse infatti facendo ridacchiare Hamis.

-io se fossi in te mi preparerei psicologicamente- continuò Hamis che davvero pregava che Luan arrivasse subito altrimenti avrebbe detto tutta la verità al figlio da solo.

-okay ma mio padre non mi fa paura. Può urlarmi addosso quanto vuole non può cambiare le cose. E non saprà mai chi è il padre-

-e il padre lo saprà?-

-cosa?-

-il ragazzo con il quale sei andato a letto saprà mai di essere diventato padre?- gli chiese ancora Hamis.

-oh no, non credo proprio-

-forse vorrebbe saperlo-

-ne dubito, abbiamo litigato e lui non sa niente della mia situazione per non parlare del fatto che non mi vuole-

-per cosa avete litigato?-

-ha detto di...be' che sono il principe e per questo è venuto al letto con me- Edward guardò fisso davanti a se mentre sentiva nuovamente le parole di Jerin con il resto degli altri ragazzi che avevano assistito alla scena mettersi a ridere.

-potrebbe anche aver mentito sai? Potresti averlo preso in un brutto momento e per questo ha detto quelle parole. Secondo me dovresti parlargli nuovamente e vedere come va, o comunque almeno digli che sta per diventare padre-

-forse gli parlerò- concesse Edward sospirando.

-togli il forse-

-perché sei così insistente?- borbottò Edward -cosa ti importa se gli parlo o no?-

-perché so come ci si sente a...a non sapere cose che avresti voluto sapere. Credimi è meglio dire la verità che non mentire- perché Luan ci stava mettendo troppo tempo?

-okay gli parlo- concesse Edward facendo nascere un bellissimo sorriso sulle labbra di Hamis proprio mentre Luan entrava nella camera.


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