Jungkook, riservava in cuor suo una parte così dolce e sensibile che mai a nessuno aveva mostrato.
Si nascondeva dietro una corazza, dietro questo mantello oscuro dove giaceva la sua vera identità.
Dietro questo mantello a cui nessuno faceva entrare, nessuno aveva il diritto di farlo, quasi nessuno.
Era così misterioso. Un vero e proprio pozzo di segreti. E la sua crudele bellezza riusciva a fotterti completamente.. e più cercavi di non guardarlo, più quel suo tortuoso fascino ti si incideva dentro, scavando in fondo all'anima.
Solo una cosa, più precisamente un posto, riusciva a smuovergli l'animo. Non aveva mai portato nessuno lì, neanche il suo, ormai ex, migliore amico. Nessuno era a conoscenza di quel giorno.
Ma in quel preciso istante ci stava portato proprio lei, e il motivo per il quale lo stava facendo non riusciva a capirlo neanche lui. Non lo sapeva affatto. Ma voleva farlo.
Sentiva quella necessità incontenibile di farlo. Ne aveva proprio bisogno.
Aveva bisogno di stare con lei, aveva bisogno di lei.
[...]
La sua mano che dapprima era posizionata sulla gamba di Yoora ora si ritrovava sul volante. Posò sguardo veloce al suo fianco « Non avere paura Noona, ti fidi di me? »
La voce flebile della castana uscì come un tremolio, così dubitante alle orecchie di Jungkook, che rise di gusto, « Perché sei così nervosa Noona? » alzò un angolo della bocca a vederla così. Era un fascio di nervi. Continuava a torturarsi le mani.
Yoora si lasciò sfuggire un sospiro lunghissimo poi si girò dal lato suo, « N-non sono nervosa okay? Solamente.. prima mi dici una cosa poi ne fai un'altra, pure ad insaputa mia » sbuffò e si risistem sul sedile, incrociando le braccia al petto.
Jungkook ridacchiò, « Okay va bene, hai ragione. Mi dispiace, scusami, avrei dovuto avvisarti ma è una sorpresa. E siamo quasi arrivati comunque » .
Lei lo guardò nuovamente, « Posso sapere dove mi stai portando? » . Il maggiore alzò un dito e lo sventolò a destra e a sinistra. Non le disse nulla e in cambio ricevette un generoso e affettuoso “ Vaffanculo “ con tanto di gesto.
[...]
Dopo una buon mezz'oretta di macchina, Jungkookk accostò all'inizio di un viale che portava nel bel mezzo di un boschetto, « Abbiamo cinque minuti di strada e poi siamo giunti nel posto » .
Entrambi scesero dall'auto, il moro si fermò proprio davanti il vialetto e un sorriso amaro si dipinse sul suo volto nel ricordare tutta la rabbia, la tristezza che gli attraversava e infammiava il cuore in quel momento. Yoora posò lo sguardo su di lui, e un brivido le percorse l'intera spina dorsale. Negli occhi del maggiore giaceva un qualcosa che in quel momento, Yoora non seppe decifrare.
Lo vide scrollare le spalle e cacciare un sospiro prima di portare una mano dietro la sua schiena per guidarla all'interno di questo vialetto. Fremette a quel gesto, a quel tocco.
Si fermarono quando notarono, davanti a loro, una piccola casetta di legno e a Jungkook quasi mancò il respiro nel rivedere tutto quello.
Le sue gambe iniziarono a tremare, il suo corpo si irrigidì. E Yoora confusa come non mai si girò verso la sua direzione e il panico iniziò ad invaderle lo stomaco nel vedere il maggiore così pallido, « Juungkook stai bene..? »
Lui la guardò. Quegli occhi neri come la pece, adesso minacciavano lacrime
Yoora evidentemente preoccupata lo fece sedere a terra, con la schiena appoggiata ad un tronco d'albero. Jungkook posò lo sguardo a terra, « Sono passati esattamente tre anni.. » , « Tre anni? Tre anni da cosa Jungkook? »
Jungkook volse poi lo sguardo verso quella casetta, ingoiando quel groppo fastidiosissimo che gli si formava ogni qual volta ricordava tutto quello. « Sono tre anni da quando sono rimasto.. solo. »
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Le Nostre Anime Rotte
Fanfiction" dentro di me avevo questa sensazione di sicurezza che un giorno saresti stata davanti a me e ti avrei avuta .. difatti non mi sbagliavo. "
