Capitolo 12

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"Sono bellissimi", Clarke dice mentre passa il dito sulla spina di Lexa. Adora quei tatuaggi, adora il corpo su cui stanno.

Non vuole niente di più che afferrare il suo quaderno e disegnare Lexa così com'è in questo momento. La pelle nuda esposta all'aria gelida con i capelli appena lavati e che le ricadevano sulla spalla, dando a Clarke una vista completa. 

Spremendo l'acqua dal panno nel secchio, Clarke torna al suo lavoro di pulire Lexa propriamente. Sta sera sono solo loro.

Tutto è un disastro e Clarke sta perdendo la sua pazienza con quasi tutti tranne che con Lexa, Octavia e Raven.

La gente di Pike ha provato a uccidere Lexa. Non hanno una solida prova oltre alla balestra, che non riescono a trovare e nessuno ne è in possesso. Pike è andato subito sulla difensiva quando gli è stato chiesto, anche se Clarke ha fatto sì che venisse chiesto a tutti, lui l'ha fatto sembrare che fosse stato l'unico a cui avevano chiesto.

Kane ci sta provando, ma è troppo preoccupato di rompere la pace, di provocare problemi e dare a Pike più supporto. 

Indra è assettata di sangue e sta guadagnando supporto in questo. Lexa ha dovuto riunire lei e alcuni guerrieri di alto rango per dire a tutti loro di ritirarsi.

Sua madre sta peggiorando ed è più dura perché c'è un divario tra loro ora con Lexa. Abby sa ora che questa cosa con Lexa non è una relazione di passaggio, non un corpo caldo un un mondo freddo.

Sa che è di più e in qualche modo peggiora le cose.

Clarke è frustrata e arrabbiata e se non avesse questo momento adesso non è sicura di cosa potrebbe fare.

Vedere il crollo di Lexa a causa della paura di non essere in grado di camminare, di essere se stessa, l'ha fatta iniziare ad apprezzare sangue chiama sangue.

Vuole il sangue di Pike, il suo e di tutta la sua gente che ha fatto questo, chi ha provato a portarle via la sua luce da questo mondo.

"Clarke?" Lexa dice e Clarke realizza che si è persa nei suoi pensieri. "Non è molto caldo".

"Giusto, scusa, mi dispiace". sospira e rimette il vestito sulla pelle d'oca di Lexa. "Ti hanno fatto male? I tatuaggi?"

Lexa scuote la testa. "Più scendevo in basso, più li sentivo,  Ai na hon daun laudnes (posso sopportare il dolore)".

"Non ho dubbi su questo", Clarke si china e bacia un posto appena lavato sulla sua spalla. Lexa esala un respiro. "Come è andato l'ultimo checkup?"

"Un miglioramento moderato, questa è la parola che Jackson ha usato".

"E' buono", Clarke continua il suo compito di lavare la schiena di Lexa, attenta a non bagnare le bende. "Noi ti riporteremo in piedi presto". Continua il suo lavoro, ma quando Lexa non risponde per un po', Clarke si ferma. "Tutto ok?"

"Yu kei?" Lexa chiede e si allunga indietro con un palmo aperto.

Clarke afferra la sua mano e Lexa la stringe. "Sto bene, lo sono... avevo davvero bisogno di questa serata".

"Non mi piace stare qui, non essere là fuori ad aiutare".

Incapace di trattenersi, Clarke bacia la schiena di Lexa ancora, giusto sotto la giuntura del suo collo e spalla, "Stai aiutando più quello che pensi".

"Dula op kep in kyon (non fermarti, vai avanti)" la sua voce è dolce, a malapena più di un sospiro e Clarke si sente sciogliersi.

Hanno la notte.

Si sporge in avanti, allungandosi per mettere la mano sotto il mento di Lexa e girare la testa, quando lo fa le labbra di Clarke sono lì per incontrarla.

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