But i love you still

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Capodichino airport
Vint'ore 'e volo pe'tté
Fino a Hong Kong, Capemont
Ccà stammo sulo io e te
'Bbascio aCalifornia
Nasfaccimma 'e sbornia
Peme sta cu'tté
Madò, tu che dice
Stongoa New York City
Please, don't run away

Pov Rosa

"Rosa sei con noi?"Ro c'è Matteo che ti cerca al mio cellulare dice che non hai risposto alle sue chiamate,è preoccupato"sentivo Giulia che da dietro la porta cercava di avere una risposta da me,ma io semplicemente non volevo rispondere,non volevo sentire nessuno e soprattutto non volevo uscire da quella stanza.
Ero tornata a casa da un paio di giorni,avevo chiesto una settimana di ferie a lavoro e mi ero rintanata in camera perché non mi andava che vedessero lo stato in cui versavo,dopo anni passati a controllare ogni aspetto della mia vita sentimentale pensando di riuscire a evitare il dolore, quest'ultimo si era impossessato definitivamente nella mia vita e la colpa non era che mia.Carmine mi aveva amato così intensamente da accettare ogni volta i miei colpi di testa,così tanto da rispettare le mie scelte seppur non condivise,lui mi aveva messa sempre davanti a se stesso,era andato avanti quando glielo avevo quasi imposto e poi com'è giusto che fosse qualcosa dentro lui si era rotto e aveva dato sfogo a una rabbia cieca che era stata messa da parte troppe volte solo per non ferire me.Ero stata un'egoista pensando di dover salvaguardare solo il mio cuore,pensavo che fossi solo io quella che soffriva,quella che perdeva un pezzo di se ad ogni addio,ero stata così cieca da non vedere quanto aveva perso anche lui in anni di tira e molla e ora dovevo fare i conti con le macerie che erano rimaste dopo il nostro ultimo scontro,ora dovevo solo crogiolarmi nel mio dolore il giusto,per poi riprendere in mano la mia vita e andare avanti ancora una volta senza di lui,forse per sempre.
Qualche settimana dopo avevo preso una decisone a detta di Giulia drastica e azzardata ma per me era l'unica soluzione possibile per cercare di riprendermi e andare avanti con la mia vita,avevo contattato la casa di moda di Londra e avevo accettato la loro proposta di lavoro,per quanto riguardava Matteo gli avevo detto che avrei voluto stare da sola per un po' per ambientarmi nella mia nuova città e lui si era detto dispiaciuto ma felice per là possibilità che mi era stata concessa e aveva ammesso che anche lui avrebbe fatto lo stesso.
Mi apprestavo quindi a ricominciare tutto da capo in una nuova città,con un nuovo lavoro e chissà magari anche per me sarebbe arrivato qualcosa di positivo prima o dopo.

Pov Carmine

Una volta tornato dal viaggio di nozze Filippo mi aveva messo sotto per capire cosa era successo il giorno del matrimonio,non era passata inosservata Nina che a metà festa era andata via con un diavolo per capello,come ovviamente aveva fiutato qualcosa di strano nel falso sorriso di circostanza che sia io che Rosa avevamo indossato quasi tutta la giornata.Come era ovvio che fosse mi ero beccato i peggiori epiteti,ero stato un bastardo con Nina,ma anche un mostro con Rosa,mi aveva anche detto che meritavo la condizione in cui mi trovavo dal momento che non avevo fatto mai nulla per cambiare le cose,insomma il mio amico stavolta non era stato per nulla di conforto.
D'altra parte mi chiedevo che senso avesse avuto tutta quella sofferenza,tutti quegli anni a rincorrerci senza essere mai completamente liberi di amarci come avremmo dovuto,e più mi ponevo delle domande più non avevo delle risposte era semplicemente tutto inutile.
Avevo ripreso a lavorare regolarmente e i miei pazienti erano l'unica mia valvola di sfogo,l'unico motivo per il quale uscivo di casa,triste a dirsi ma non ero nemmeno in vena di uscire con i ragazzi,ormai ero solo casa e lavoro e al momento mi andava bene così.
Nina era sparita e come aveva richiesto non avevo neppure provata a cercarla anche solo per scusarmi,almeno quello glielo dovevo visto il male che le avevo fatto,di Rosa non sapevo nulla e forse non volevo saperne nulla,le avevo chiesto di sparire e a quanto pare lo aveva fatto e per quanto ero stato io a chiederle di farlo avevo una voragine al centro del petto che mi aveva lasciato un vuoto enorme che mi rendeva difficile anche respirare a volte,ma avrei reagito e una volta per tutte sarei andato avanti per la mia strada.

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