Deve essere onesto con sé stesso? Probabilmente dà fin troppo retta al suo migliore amico e su questo non ci piove.
Pierre lo sta trascinando da una parte all'altra in giro per il negozio, le dita forti strette al polso sottile libero dai consueti bracciali e fra le mani un piccolo cestino dove appoggiare i prodotti. Charles abbassa il viso arrossato pregando che nessuno riesca a riconoscerlo bardato in questo strano modo, sarebbe imbarazzante firmare autografi in un sexy shop. Eppure eccolo lì, si è lasciato convincere dal francese a comprare qualcosa di carino per una sorpresa a Max e stupirlo il giorno del suo compleanno. Non contento, lo ha voluto accompagnare a tutti i costi e sono ormai minuti che raccatta prodotti a rotazione anche un po' per suo tornaconto personale. Il monegasco ha le guance scarlatte quasi quanto la sua macchina, gli occhi verdi vispi fissi su una mini teca di vetro poco distante da dove stavano curiosando e senza neppure rendersene conto sussurra un lieve 'che belli'. Sono piccoli plug argentati piuttosto cicciotti e dalla forma che ricorda una mandorla, alcuni con all'estremità una gemma colorata altri invece una coda pelosa apparentemente molto morbida. Il francese gli si avvicina con un sorriso intenerito, il suo ferrarista è sempre stato così timido in queste cose e nemmeno con le sue fidanzate precedenti era mai entrato in un negozio così intimo.
"Calamar, ti piace quello? Scegli quello che vuoi, te lo regalo. Ovviamente mi aspetto una chiamata dopo la reazione di Max"
Strizza l'occhio celeste ridacchiando malizioso, ottenendo solo un misero mugolio da parte del più piccolo. Piagnucola qualcosa coprendosi il volto con le mani ogni qualvolta Pierre raccatta dagli scaffali qualcosa anche per lui senza il suo consenso, spalancando le iridi chiare non appena il maggiore indica un'oggetto piuttosto bizzarro. Se lo rigira fra le dita immaginando quanto potrebbe piacere a Max, un maniaco del controllo come lui adorerà l'idea di poter gestire il suo amato monegasco anche a distanza. Solo il pensiero gli manda una scarica di piacere lungo la spina dorsale, quella sera lo avrebbe fatto impazzire ma senza quella ridicola tuta in latex aderente che Pierre insiste di fargli comprare. Trascorrono insieme il resto della mattinata nell'appartamento di Charles, appoggia il bottino nel ripiano superiore del suo armadio in camera da letto e cammina verso la cucina alla ricerca di qualcosa da bere. Offre una tazza all'amico versandogli un po' di tè dal sapore vanigliato, il suo preferito e si accomoda sul divano proprio accanto a lui. Arthur apre la bocca carnosa tentando di dire qualcosa riguardo alla scritta poco discreta sulla busta che suo fratello ha cercato invano di coprire con la mano mentre la riponeva furtivamente nel guardaroba disordinato, ma al minore non sfugge proprio niente. Tuttavia, lo sguardo eloquente del più grande non gli permette di replicare tanto che con un'alzata di spalle torna con la testa appoggiata alla spalla del maggiore. L'olandese ha chiesto di incontrarsi verso il tramonto, perciò ha ancora un bel po' di tempo a disposizione prima di poter festeggiare il compleanno dell'amato. Rispolvera dal cassetto due controller per la Playstation avviando una partitina a Fifa, Pierre contro il monegasco che fa a turni con il fratellino. Non ci gioca mai, lo ha in casa solo perché quando il pilota RedBull passa qualche giorno da lui la mattina presto spesso inganna il tempo mentre lui ancora sonnecchia.
Il numero 16 borbotta infastidito, ancora tremante e avvolto nel morbido asciugamano blu scuro dopo che il suo ragazzo lo aveva sollevato senza difficoltà e gettato in acqua dallo yacht. La piccola Penelope al loro fianco ride di gusto, correndo verso il moro infreddolito e appoggiandogli le manine sulle ginocchia. Charles si libera del panno ormai fradicio lanciandolo in un punto indefinito della poltroncina color crema, si accuccia all'altezza della bimba e la prende tra le braccia sorreggendola da sotto le gambine. Max sente la mandibola sfiorare il pavimento a quella vista paradisiaca, potrebbe tranquillamente sembrare sua figlia. Il movimento fluido ma anche così sensuale del minore lo fa impazzire, la schiena definita e le curve gentili dei fianchi fino al sedere tondo più sporgente nel costume da bagno chiaro. I raggi aranciati del tramonto baciano quella pelle candida priva di imperfezioni, le labbra morbide che si posano sulla guancia della piccola mentre quest'ultima si aggrappa al collo taurino. Si avvicina a lui porgendogli una domanda semplice ma che non ha affatto sentito tanto era imbambolato davanti alla scena più dolce del mondo. Sorride intenerito alzandosi dal comodo sofà e accorciando le distanze con il ferrarista, gli stringe la vita sottile tra le dita sussurrando qualcosa a pochi millimetri dalle sue labbra rosse ed appetitose.
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I am bound, but I will not break - Lestappen
FanfictionMax x Charles Max vince il secondo titolo mondiale, ma non ne è felice come sperava e ritiene sia arrivato il momento di vincere il terzo non più solo per sé stesso. Ogni gara difficile cercherà di dividerli, ma il loro amore potrebbe essere più fo...
