ASH
Stavamo camminando attraverso il sistema di grotte.
Le lampade alle pareti illuminavano i nostri passi.
Lusiel si fermò.
ASH: Che succede?
LUSIEL: Ho dimenticato di darvi una cosa.
Frugò nella borsa che si era portata dietro e tirò fuori tre collane con delle pietre blu a strisce bianche.
LILITH: Cosa sono?
LUSIEL: Rothnia.
ALEX: Scusa Lusiel, ma noi ce l'abbiamo già una pietra del genere.
LUSIEL: Ti dispiace farmela vedere?
Lui gliela porse e lei la esaminò come un'orafa esperta, per poi restituirgliela.
LUSIEL: Quella è la varietà in circolo nel mondo umano ed è usata dai sicari. Questa è proprio autoctona, vi farà passare inosservati, gli ibridi generalmente non sono i benvenuti qui...
Ne porse una ai non-demoni del gruppo, cioè io, Alex e Lilith.
Guardai per un po' la collana.
DENNIS: Che succede, Ash?
ASH: In che modo ci farà passare inosservati?
LUSIEL: Vi conferirà delle caratteristiche demoniache.
ASH: Figo.
La indossai ed ebbi una fitta alla testa.
Chiusi gli occhi, e sul nero apparirono delle immagini di eventi che non erano mai successi nella mia vita.
C'ero io davanti ad uno specchio.
O almeno credo, non riuscivo a vedere nulla, era tutto sfocato, ma avevo qualcosa in mano.
Sentii una voce di donna.
DONNA: Che stai... o mio dio!
La mia voce rispose, ma era diversa.
???: Che c'è mamma?
Sono sicuro di averle detto anche qualcos'altro, ma in muto, come se l'audio fosse stato volontariamente scollegato.
MAMMA: Si, tesoro. Ora... vado...
Di nuovo parole mute.
La seguii, non so perché, ma sentivo che dovevo farlo.
Arrivammo in camera da letto, dove lei si mise a scuotere qualcuno, forse suo marito.
DONNA: Tesoro, svegliati! Tuo figlio...
RAGAZZO: Hai detto una bugia mamma. Non ci hai sempre detto che non si fa?
DONNA: Io...
Vidi buio per un paio di secondi, poi mi "risvegliai" nella stessa stanza.
Quelle stesse persone erano morte.
Mi guardai le mani: erano sporche di sangue.
Riaprii gli occhi di colpo.
Di chi erano quei ricordi? E chi era quel ragazzo?
DENNIS: Ehi Ash, tutto bene?
ASH: Ho avuto una fitta alla testa.
LUSIEL: Vuoi che ci fermiamo?
ASH: No, sto bene. Possiamo andare avanti.
ALEX: Sicuro? Sembrava bella forte...
ASH: Lo so ma... non voglio rallentarvi. Possiamo andare avanti, la pausa la faremo dopo.
LILITH: Magari ci fermiamo quando usciamo dalla grotta, che dici Lusiel?
LUSIEL: Per me potremmo fermarci anche adesso, ma se Ash vuole continuare...
ASH: Sapete cosa? Fate come volete, a me non cambia la vita.
LILITH: Uuuuh, la fenice si agita...
DENNIS: Lilith, per favore.
Ti ammazzo.
Mi resi conto di cosa avevo appena pensato.
No. Non posso, non anche questo tipo di pensieri...
Den mi si avvicinò, era preoccupato, si vedeva.
DENNIS: Cos'è successo?
ASH: Ne parliamo dopo.
DENNIS: Sei sicuro?
ASH: Sto bene, ok? Ti ho detto che ne parliamo dopo.
Perché sto rispondendo male proprio a lui?
ASH: Ho visto qualcosa.
DENNIS: Cosa? Ragazzi possiamo fermarci un attimo?
ASH: Avevo detto di no...
DENNIS: Ascoltami, adesso tu ti siedi e se vuoi ci racconti cosa hai visto ok?
ALEX: Cosa? Hai visto qualcosa?
Annuii.
LILITH: Raccontaci.
SHEEN: In fondo sono tuoi amici no?
Hai ragione.
ASH: Le cose che ho visto... sembravano...ricordi di qualcuno... mi sono ritrovato davanti ad uno specchio. O almeno credo...vedevo tutto sfocato, sono sicurissimo che in quel momento avevo qualcosa in mano, forse era un arma, non so. Poi ho sentito una voce di donna che forse mi stava chiamando e due secondi dopo ero in una camera da letto e quelle stesse persone erano morte. Mi sono guardato le mani, ho visto che erano sporche di sangue e ho provato quella maledetta sensazione...
Mi presi la testa tra le mani.
ASH: Cosa cazzo mi sta succedendo?
Uccidili.
Non anche i pensieri, per favore...
Cercai di reprimere quei pensieri, ma non ce la facevo, erano troppi.
Dai, sai che vuoi farlo...
Hai un coltello alla cintura, perché non lo usi per qualcosa di buono eh?
Vi ammazzo tutti...
Misi la testa sulle ginocchia, poi chiusi gli occhi.
Altra fitta alla testa e poi il buio.
DENNIS
Ad un certo punto poggiò la fronte sulle ginocchia e non si mosse più.
DENNIS: Ash?
Alzò la testa e fissò un punto nel vuoto.
ALEX: Cos'hai?
Alla sua domanda, Ash lo guardò.
ASH: Posso uccidervi?
ALEX: Cosa?
LILITH: Ma sta delirando?
DENNIS: No, è già successo una volta. Non sta delirando, è meglio se vi allontanate.
Ash si alzò in piedi.
LUSIEL: A me sembra stia bene...
Sfoderò i pugnali, poi guardò la lama di uno con una faccia quasi disgustata.
ASH: Perché sono due? Meglio solo uno...
DENNIS: Avevo ragione.
ASH: Eccoci di nuovo, figli di puttana...
Sorrise in modo strano per due secondi, poi il sorriso si spense e mi si lanciò addosso brandendo l'arma.
Riuscii a schivare il colpo all'ultimo.
É velocissimo.
Urlammo nello stesso momento.
DENNIS/ASH: Allontanatevi!/Io ti ammazzo!
Gli altri si allontanarono di una ventina di metri.
DENNIS: Non voglio combattere contro di te.
Lui sorrise in modo inquietante.
ASH: Beh, allora ti ammazzo.
Le lampade si spensero.
DENNIS: Credi di spaventarmi?
Sentii una presenza dietro di me.
ASH: Non sai mai dove potrei essere...
Mi voltai di scatto, vedendo Ash con un sorriso psicopatico stampato sul volto.
DENNIS: T-te l'ho già detto... non... non voglio combattere contro di te.
ASH: Per questo ti ammazzerò.
Sentii un dolore lancinante alla spalla: Ash era riuscito a colpirmi.
Non ho altra scelta.
Gli tirai un calcio nella pancia, che però lui schivò alzandosi in volo, per poi lanciarsi di nuo su di me, buttandomi a terra.
ASH: È arrivata la tua ora.
Mi bloccò le braccia con le ali.
DENNIS: Va bene. Se davvero vuoi uccidermi fallo pure, io non ti fermerò.
Il ghigno si espanse ancora di più, fino a diventare quasi inumano.
Per un attimo mi sembrò che avesse i capelli scuri e gli occhi azzurri.
Chiusi gli occhi, aspettando di sentire una lama che mi trafiggeva il petto, ma non arrivò.
Aprii gli occhi lentamente.
Ash mi stava fissando.
DENNIS: Ehi, tutto bene?
ASH: Io... ti ho ferito...
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Hybrid
Fantasy[IN CORSO] Anno 2030: a causa di una mutazione genetica, il 45% degli adolescenti nasce come un ibrido umano-animale. Ash è uno di loro. Per questa sua condizione, verrà portato da suo padre in una villa che accoglie dei ragazzi come lui. Dopo un'i...
