Hybrid C13 "Into the woods"

19 2 11
                                        

ASH
Il palazzo era deserto.
Tutto questo vuoto mi mette ansia...
DENNIS: Tutto ok?
ASH: Eh? Si, tranquillo.
Lui mi guardò meglio.
DENNIS: C'è qualcosa che ti preoccupa. Ammettilo.
ASH: Non è vero.
DENNIS: Come vuoi. Se c'è qualcosa che non va, sono qui.
ASH: Ok, hai vinto. In effetti hai ragione... insomma... se adesso voi siete ricercati è tutta colpa mia...
LILITH: Ecco che ricomincia...
ARYN: Ascolta Ash, devi capire che non è sempre colpa tua. Anzi, se devo essere sincero, non è colpa di nessuno se siete finiti qui.
Era la prima volta che mi parlava così.
Den mi prese la mano.
DENNIS: Andrà tutto bene.
Sorrisi e gli strinsi la mano, ma la mia mente era altrove.
Sheen, è normale uccidere qualcuno e non sentire nulla?
SHEEN: Non lo so, ma non credo. Dovresti chiedere a Dennis. È lui l'esperto.
Approfittai del fatto che gli altri stavano rumorosamente parlando tra loro per parlargli.
ASH: Den?
DENNIS: Mh?
ASH: Tu... quando hai ucciso qualcuno per la prima volta... hai provato del senso di colpa?
DENNIS: Si, ma ho imparato a fregarmene. Alla fine si vive per morire, è il cerchio della vita. Perché?
ASH: Quando prima ho ucciso quei demoni... mi è piaciuto...
Mi presi la testa tra le mani, terrorizzato da me stesso.
ASH: É come... se avessi solo bisogno di fare del male a qualcuno...
SHEEN: Abbiamo uno psicopatico qui, eh?
DENNIS: Per "qualcuno" intendi anche te stesso?
Ci pensai su.
ASH: No. Quello no.
Non al punto di uccidermi, almeno.
DENNIS: Sappi che comunque, se mai dovesse succedere, io sono qui.
Gli sorrisi.
ASH: Grazie.
Dopo aver preso le armi e fatto provviste, andammo nelle stalle per prendere dei cavalli.
Solo che... non assomigliavano per niente a dei  cavalli.
Sembravano un misto tra un dinosauro e un cavallo normale, alcuni stavano in piedi su due zampe, altri su quattro, ma tutti avevano degli artigli lunghi qualcosa come cinque o dieci centimetri, e dalla mascella di alcuni esemplari fuoriuscivano dei denti affilati come rasoi.
Mi fanno paura...
ASH: Siamo sicuri che... non siano... ecco... pericolosi?
ARYN: Nonostante l'aspetto intimidatorio sono generalmente abbastanza docili, come i cavalli terrestri.
Iniziammo a girare tra i box.
Alex optò per un cavallo bipede dal manto ambrato macchiato di grigio, Lilith si innamorò di un esemplare bipede bianco immacolato, (forse albino, aveva gli occhi rossi) io invece un quadrupede color crema pezzato di marrone.
DENNIS: Attento Ash, quello non è stato ancora domato.
Benissimo...
ARYN: Adesso, prima di salire guardateli negli negli occhi e tendete lentamente la mano. Devono capire che per loro siete alleati, non una minaccia.
Deglutii.
DENNIS: Rimanete calmi. Se vi mostrate spaventati vi attaccheranno.
Mi avvicinai titubante all'animale e lo guardai negli occhi.
Ti prego non mangiarmi il braccio...
L'animale mi guardò in modo strano, poi scosse la criniera.
Bloccai la mano a mezz'aria.
La cosa posò lo sguardo sulla mano, forse per decidere se mangiarla o meno, poi posò il suo muso zannuto sul mio palmo.
Iniziai ad accarezzarlo, ancora un po' teso e spaventato da quelle zanne.
LILITH: Sembra che tu gli piaccia.
DENNIS: È strano, di solito Kaori non si fida di nessuno.
ASH: E così ti chiami Kaori...
ARYN: La tua è una femmina, gli altri due si chiamano Shinji e Mizuki.
Li liberammo dai box.
ALEX: Come mai sono già equipaggiati?
DENNIS: Per essere pronti in caso di attacco.
Con un po' di fatica ci issammo in sella e partimmo verso la foresta.
È inquietantissima...
SHEEN: Mai come i tuoi pensieri.
Grazie Sheen, sei molto utile.
Dennis aveva preferito rimanere in forma volpe, per essere più veloce e pronto se ci avessero attaccati.
Gli alberi erano neri come il carbone con le foglie grigio argento.
Se all'inferno c'era il sole, non riusciva a filtrate dalle foglie, rendendo l'ambiente perennemente buio.

ALEX
Stavamo percorrendo il corso di un fiume.
Quel posto era strano.
Non so perché, ma non avevo paura, nonostante ci fosse sempre silenzio.
Non si sentiva nulla tranne il rumore dei passi dei cavalli, se così potevano chiamarsi.
Shinji era teso, aveva gli occhi spalancati.
ALEX: Ehi bello. Calmati, per favore. Va tutto bene, nessuno ti farà del male.
Mentre parlavo gli accarezzavo il collo, sperando che si calmasse, perché temevo che se questo non fosse successo, Shinji mi avrebbe disarcionato e sarebbe scappato.
Fortunatamente si calmò, così procedemmo tranquilli.
ALEX: Bravo Shinji, sei un bravo cavallo.
Evidentemente erano stati addestrati a non scappare anche nelle situazioni peggiori.
ASH: Hai un talento naturale con i cavalli.
ALEX: Lo so. Ho fatto equitazione fino ai 12 anni.
Aryn faceva da guida in sella a Kuroi, il suo destriero nero come la notte.
Ci fermammo per riposarci e abbeverare i cavalli.

Hybrid Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora