Non ricordo di aver chiuso la chiamata, ne di essermi alzata e seduta davanti al computer, non ricordo la porta che si apre e Andrea ed Ariel che entrano nella mia stanza ma d'improvviso le sento alle mie spalle anche se le loro voci mi paiono lontane come se provenissero da un'altra stanza, invece sono proprio dietro di me e io non capisco cosa dicono, colgo a stento qualche imprecazione di Andrea perchè la mia mente è concentrata sull'immagine davanti a me.
Sono io, sono proprio io quella mezza nuda nella foto, e sotto campeggia la scritta "BALENA NELLA STAGIONE DEL CORTEGGIAMENTO, CHI SARA' IL FORTUNATO DESTINATARIO?".
<D, tranquilla ci penso io>la voce di Andrea mi raggiunge ancora lontana, mentre mi scansa dalla sedia e si siede cominciando a digitare sulla tastiera così velocemente che quasi il movimento delle sue dita sui tasti mi culla nella mia tranche.
Qualche secondo dopo la sento dire
<Ok dal web è sparita, ma qualcuno avrebbe potuto salvarla o stamparla prima del mio arrivo, cazzo devo scoprire chi è stato e ucciderlo>
<Ti do una mano e quando lo avremo trovato sentirà così tanto dolore che pregherà di non essere mai nato>.
Stavolta anche Ariel è fuori dai gangheri.
Mi risveglio di colpo quando entrambe si girano verso di me con le sopracciglia sollevate e un'aria interrogativa.
A fatica mi siedo sul letto e tra i singhiozzi racconto loro quello ché è accaduto con Tristan il giorno prima, le loro facce cambiano molte espressioni dall'infuriato a compassionevole.
Poi le sento dire insieme
<Io lo ammazzo quel maledetto figlio di puttana!>
E in quel momento una consapevolezza mi colpisce dritta in faccia, non voglio essere una persona che non sa difendersi da sola che si rinchiude in camera a piangere che fa finta che le offese non la tocchino, non piu, adesso basta.
E' come un risveglio improvviso da un lungo coma e cosi dico
<NO, A SATANA CI PENSO IO!>
Loro mi guardano come se volessero chiedermi se sono sicura, se ce la farò da sola, ma io rispondo prima che possano parlare
<Adesso basta, basta essere quella che sopporta tutto che non risponde mai, che si fa scivolare tutto addosso, mi sono rotta le palle>
Io non dico o meglio non dicevo mai parolacce almeno finora, poi continuo.
<Mia madre non sarebbe felice della persona che sono diventata, lei era forte, non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno, difendeva la sua opinione e anche quella degli altri se la riteneva giusta e io sono stanca di essere una persona cosi diversa da lei che mi è sempre stata vicina e che fino all'ultimo ha pensato a me e alla mia felicità, adesso basta!>
Mi alzo dal letto raddrizzo la testa, le mie amiche mi aiutano a vestirmi e con loro grande sorpresa chiedo loro di truccarmi un po' e di sistemarmi i capelli.
Quando hanno finito nello specchio vedo una persona diversa da me che in certo senso sono esattamente io ma piu sicura di me e con una gran rabbia in corpo.
<Andiamo>dico guardandole negli occhi per far capire loro che stavolta non ho paura.
Andiamo a scuola a piedi anche oggi ma non per paura come al solito ma solo perché voglio che l'effetto sorpresa sia così grande da far tremare la scuola.
E' presto e non si vede ancora nessuno in giro, fantastico avrò il tempo di preparare la mia vendetta, ovviamente appena entriamo i corridoi sono tappezzati con la mia foto c'era da aspettarselo Satana avrà previsto che Andrea avrebbe tolto la foto dal web e voleva fare un servizio completo, ma non ha previsto che il servizio completo lo avrà lui sta volta.
Le mie amiche non parlano, Ariel si avvicina e sta per strappare una delle foto mentre bofonchia <figlio di puttana>, ma io le dico
<Tranquille non mi importa>
Loro mi guardano come se avessi due teste, ma io sorrido
Loro annuiscono e usciamo dalla scuola in attesa dell'ora x.
Sono le 8.00 inizia lo spettacolo.
Entro a scuola e all'apparenza sembro quella di sempre ma loro non sapranno nemmeno cosa li ha colpiti, porto perfino un cappellino e tengo la testa basta, poi comincio a sentire i commenti piu o meno sussurrati di un gruppo di giocatori di football, ma stavo invece di correte in a chiudermi in bagno a singhiozzare mi fermo davanti a loro, mi giro mi tolgo il cappellino liberando la mia chioma rossa fiammante che ricade con onde morbide fino al fondoschiena e il trucco smokey eyes che fa risaltare i miei occhi color ghiaccio (grazie Ariel)e guardo le loro facce sbigottite, poi dico
<Ciao grandissimi idioti! si esatto sono io quella, carina vero? lo so, lo so vi sarebbe sempre piaciuto vedere cosa c'è sotto questa uniforme e lo so poveri che siete abituati alle tavole da surf di quelle galline delle cheerleader, quindi ho deciso di darvi la possibilità per una volta di vedere come è fatta una donna vera anche se mi duole informarvi che i trogloditi che sanno a malapena fare 2+2 non rientrano nei miei standard ma grazie di avermi guardata, a presto>e vado via lasciandoli inebetiti e confusi mentre mi dirigo verso il mio vero bersaglio, loro sono pesci piccoli, pedine del gran maestro che tra poco verrà spazzato via.
Sono talmente carica, che quando lo vedo davanti al suo armadietto con in mano una di quelle maledette foto a stento riesco a controllarmi ma la vendetta è un piatto che va servito freddo e non posso farmi distrarre.
Gli arrivo vicinissima ma lui si accorge di me solo quando gli sono appiccicata, si volta e una strana espressione di stupore rabbia e forse anche lussuria gli si dipinge sul volto mentre scruta il mio viso soffermandosi un po' troppo a lungo sulle labbra piene che luccicano per il lucidalabbra rosso ciliegia, BINGO!
<Ciao Satana>marco di più la parola satana.
<Balenottera, che cosa vedono i miei occhi?hai di nuovo giocato con i trucchi per i clown?>
<Beh..>dico io avvicinandomi ancora di Piu al suo viso per fargli sentire il mio profumo.
<Riflettevo sul fatto che forse potremmo ripensare alla faccenda della punizione, sai Satana, visto che ti è piaciuto talmente tanto quello che hai visto l'altro giorno, anche se eravamo al buio, che hai voluto condividerlo con gli altri>
<Sei fuori strada bambola,non avrei mai condiviso una simile visione con nessuno credimi>
BAMBOLA...
<Davvero? beh allora mi scuso Satana, ma sai se dovessi cambiare idea magari potremmo fare una proiezione privata con un po di luce e pochi vestiti addosso e magari con qualche lezione extra di anatomia> e senza farmi vedere allungo la mano sul cavallo dei suoi pantaloni.
Lui si irrigidisce e si lecca le labbra e poi si riprende
<Sparisci balenottera> sibila tra i denti
<Come vuoi ma se cambi idea sai dove trovarmi>
Mi volto e comincio a camminare lentamente dimenando il sedere che anche se un po' piu' grosso degli altri ha il suo perché, e credetemi mi ci sono voluti 17 anni per capirlo.
1,2,3,4 conto piano
<Ok, D>lo sento sibilare al mio orecchio mentte mi passa accanto
<Ci vediamo dopo la lezione>
PRESO!
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whale
Teen FictionDelphine è una ragazza di 17 anni, all'ultimo anno di liceo, è timida con gli altri a causa del suo aspetto, infatti non è esattamente longilinea come le sue coetanee, e per questo viene presa di mira da tutti i compagni con insulti e prese in giro...
