Finito il turno senza troppi intoppi, mi cambio ed esco, dopo tante ore al chiuso l aria fresca è davvero un sollievo.
Ho firmato il contratto con Carly per i prossimi sei mesi e mi dispiace ammetterlo anche grazie a Tristan che ha confermato a Carly che sono stata brava stasera.
Sento il rombo della sua moto
<Vuoi un passaggio Delphine?> Mi chiede, la sua voce mi arriva un po' attutita dal casco integrale.
<No grazie, preferisco andare a piedi> gli rispondo mentre mi incamminò.
<Dai D, fa freddo e casa tua è lontana> mi dice mentre mi porge il casco.
<Mi sembrava di averti detto che per te sono Delphine, solo i miei amici mi chiamano così e tu non sei mio amico quindi non hai il diritto di chiamarmi in questo modo>gli rispondo mentre mi domando come faccia ancora una volta a sapere dov'è casa mia.
Lui sembra voler dire qualcosa ma poi non parla, ripone il casco e se ne va, io mi incamminò a piedi e per un attimo mi sento una vera stronza in fondo mi aveva solo offerto un passaggio. Ma mi passa subito, lo stronzo è lui ricordo a me stessa.
Le settimane successive procedono senza intoppi, lo studio mi appassiona e con Tristan che rispetta le regole anche il lavoro al pub non mi pesa, nei rari momenti liberi mi dedico alle ragazze, io e Kevin ci vediamo raramente da quella sera al pub, sembra che mi stia evitando e la cosa non mi piace quindi decido di chiamarlo, risponde al primo squillo.
<Ehi straniero, chi non muore si risente eh?>
<Ciao D, sono felice di sentirti, come vanno le cose? È parecchio che non ci vediamo>
<Già e a proposito mi stai evitando per caso? perché se è così ti annuncio che la cosa non piace per niente!>
<Ma che dici D, non ti sto evitando, sono stato molto impegnato con lo studio e gli allenamenti!>
<Sarà meglio che sia così perché tra qualche settimana ci sono le vacanze di primavera e io ho tutta l intenzione di sfruttarle al massimo, naturalmente tu sei incluso nei festeggiamenti!>
<D'accordo D, ci sto, ci sentiamo dopo la fine del semestre per organizzare una vacanza epica!>
Ci salutiamo e io riprendo la mia routine, studio lavoro.
Finito il semestre, VACANZE DI PRIMAVERA!
Kevin mi ha chiamata subito per informarmi che ha organizzato una gita di un paio di giorni alla casa al lago dei suoi.
<Ottimo, le valigie sono pronte, Kevin ci aspetta li>Andrea e Ariel mi aspettano sulla porta.
<Dai D, datti una mossa!>
Saliamo in macchina e due ore e molte canzoni di Taylor Swift dopo siamo a casa di Kevin.
È magnifica, enorme e ha una vista sul lago che mozza il fiato.
Kevin ci mostra le nostre stanze, poi annuncia euforico.
<Stasera Festa!>
Ore 22, la casa è strapiena di gente la maggior parte dei quali sono vicini di villa di Kevin e perfetti estranei per noi, anche se questo non impedisce ad Ariel ed Andrea di abbordare subito due fustacchioni stile David Hsseloffh 2.0.
Io mi ritrovo in cucina per fortuna il posto è semi deserto, sono tutti in salone mezzi ubriachi o in piscina ballare nudi.
Io credo di essere l unica sobria in casa, ma rimedio subito e tracannò un chupito di vodka.
Accidenti a me e alla mia astemia, l alcool mi dà subito alla testa che comincia girare, sento che sto per cadere e credetemi non sarebbe un bello spettacolo visto il vestito che Ariel mi ha convinta ad indossare stasera, così corto che se cadessi mi ritroverei di sicuro con le mutande all aria.
Aspetto il contatto con il pavimento e la conseguente atroce vergogna, ma non arrivano ne l uno ne l atra, due braccia mi sollevano e mi rimettono in piedi, Kevin mi sorride.
<Mio angelo Salvatore> biascicò
<D, ma hai bevuto solo un chupito e stai già cosi?menomale che ci sono io qualche male intenzionato avrebbe potuto approfittarne, ti porto a letto è meglio>
Gli sorrido con gratitudine, mi aiuta a salire le scale, e mi metto a letto e poi non so che succede, forse lo bacio sulla guancia ma non ne sono certa, so solo che ad un certo punto vedo la sua maglietta per terra e sento che mi sussurra all'orecchio.
<D, non sai da quanto aspettavo un tuo segno>
Dopo di che sento solo la porta aprirsi, il suono di un pugno che rompe qualche osso indefinito e poi il vuoto.
Sento dei passi, devono essere le ragazze che cercano qualcosa in camera mia, che cavolo di sogno ho fatto però, non ricordo quasi nulla dopo Kevin mi ha messa a letto Devo essere crollata.
Un filo di luce filtra dalla finestra anche se la angolazione mi sembra diversa, apro gli occhi, mi giro e divento di pietra, c'è qualcuno accanto a me, qualcuno di enorme e bollente che dorme. Apro meglio gli occhi, cazzo questa non è la mia stanza dove sono?
Il panico mi assale non è possibile, ricordo chiaramente Kevin che mi mette a letto in camera mia e sono sicurissima di non essere sonnambula quindi non sono uscita da sola da casa, poi un flash, la porta di camera mia che si apre, il rumore di un pugno. Giro la testa e sgranò gli occhi!
Ma che accidenti ci faccio nello stesso letto con Tristan Wallace??
La rabbia mi assale.
<Tristan apri gli occhi lo so che sei sveglio lo vedo da come respiri> guardarlo dormire una sola volta mi è bastato per capirlo.
Lui apre gli occhi
<Tristan che cazzo ci faccio nel tuo letto?, Ieri sera mi sono addormentata nel mio. Che cosa hai fatto?>
<Non ho fatto nulla> mi risponde con la voce ancora un po' impastata
Io lo guardo e le mie sopracciglia arrivano quasi all attaccatura dei capelli.
<Nulla a parte salvare quel tuo bel sederino dal tua amato Kevin doppia faccia Spears che stava per stuprarti mentre eri ubriaca>mi dice mentre si alza e si dirige verso il bagno
<Ora se non ti dispiace, ti preparo l occorrente per la doccia odori come una distilleria> e sparisce.
No non è possibile non ci credo
Quando torna gli dico
<Non credo ad una parola di quello che hai detto. Kevin non lo farebbe mai, non so cosa è successo ma questo no di sicuro>
<Come dici tu> risponde lui arrendevole, gli guardo la mano e vedo sangue mi alzo, marcio verso il bagno e acchiappo la cassetta del pronto soccorso, chissà come mai ne ha una così ben fornita.
Torno in camera e mi siedo sul letto
<Vieni qui grandissimo idiota che ti sistemo quella mano>
Si siede, le nostre gambe si Fiorano appena , mi provoca un brivido averlo a così poca distanza non ci sono più abituata, premo forte sulla ferita.
<Ahi!>
<Ben ti sta> lui mi sorride e quel suo maledetto sorriso sincero di quelli che se ne vedono uno ogni secolo mi contagia e sorrido anch'io senza motivo come un ebete.
Gli fascio la mano e lo lascio lì mentre vado a farmi la doccia, ha ragione puzzo parecchio il che mi sembra strano visto che ricordo distintamente di aver bevuto solo un chupito.
Mentre sono in doccia cerco di ricordare ma nulla tabula rasa, non mi resta che parlare con Kevin e chiedergli la sua versione della storia.
STAI LEGGENDO
whale
Novela JuvenilDelphine è una ragazza di 17 anni, all'ultimo anno di liceo, è timida con gli altri a causa del suo aspetto, infatti non è esattamente longilinea come le sue coetanee, e per questo viene presa di mira da tutti i compagni con insulti e prese in giro...
