Stolker

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Ok, calma e sangue freddo.

Mentre torno a casa a piedi perchè tanto ormai ci ho fatto l'abitudine rifletto su tutto il casino che è successo oggi e sono sempre più convinta di essere stata trasportata dagli alieni in una realtà parallela.

-Punto primo, Kevin Spears mi ha chiesto di uscire

-Punto secondo ho fatto petting? con satana, in realtà non saprei nemmeno come definire quello che è successo ma sicuramente non mi lascia indifferente.

-Punto terzo sono diventata all'improvviso consapevole del mio corpo e questo sarebbe già di per se una cosa assurda senza contare le altre.

Per la miseria, cosi tanti cambiamenti in cosi poco tempo.

Sto camminando pensando a questo quando sento suonare un clacson, la vecchia me riemerge per un attimo, ricordi di quando mi suonavano e mi insultavano, una volta mi hanno anche lanciato delle uova addosso da una macchina in corsa sapete? menomale che erano fresche almeno.

Mi volto e questa volta però sono pronta alla battaglia quando vedo Kevin sulla sua Dodge Charger rossa fiammante che mi si affianca.

<Ehi bellezza, hai bisogno di un passaggio?> mi chiede sorridendo.

Sono un po riluttante a salire in macchina con lui visti i suoi pregressi comportamenti ma sinceramente ho pochissima voglia di farmela a piedi oggi cosi sono anche tentata di accettare.

<Ok Kev!> gli rispondo e sto per salire quando sento un rombo disumano.

Nella mia mente lampeggia di nuovo la scritta al neon S-A-T-A-N-A!

E infatti eccolo la con la sua Kawasaki Ninja nera che mi sgasa vicino.

<Ehi, ti spiace smettere di affumicarmi per piacere? vorrei arrivare al diploma senza passare gli ultimi mesi di scuola in una camera iperbarica, grazie>

Lui alza la visiera del casco e due pozze verde acqua mi guardano e intravedo anche le sue sopracciglia alzate della serie "che cosa pensi di fare, saliresti davvero in macchina con quel coglione?".

Mi rivolgo a Satana anche se in realtà dalla sua bocca non è uscito un fiato

<Kev mi stava dando un passaggio, a domani Satana>

Sto per salire quando mi sento tirare per un braccio, mi giro giusto il tempo per sentirgli dire 

<Col cazzo,Tu vieni con me> prima che mi scaraventi sul sellino posteriore e mi infili a forza il casco.

Poi si volta verso Kevin gli dice con nonchalance

<Hasta la vista coglione> e parte a tutto gas.

<Ma che cazzo!> cerco di dire ma il vento e la velocità sono troppo forti perchè possa sentirmi cosi per non rovinare a terra mi rassegno ad aggrapparmi a lui, stringo le braccia alla sua vita e schiaccio in mio seno contro la sua schiena.

Mi sembra quasi di sentirlo sospirare,  ma sarà senz'altro il vento.

Continuiamo cosi fino a casa mia, per fortuna sulla strada non ci sono semafori altrimenti per quanto andava veloce se si fosse fermato sarei volata via e atterrata sul sedere davanti alla moto.

Arrivati davanti a casa per fortuna rallenta e poi si ferma ma io sono ancora avvinghiata a lui e ci metto qualche minuto per capire che siamo finalmente fermi.

<Ehi bambola, puoi lasciarmi adesso, certo se volevi toccarmi ancora un po bastava chiederlo>

Lo lascio andare alla velocità della luce, scendo non senza difficoltà per mia della stazza "ancora non mi capacito di come abbia fatto a mettermi in sella a questo arnese diabolico senza sforzo".

<No grazie per oggi basta cosi>

Mi tolgo il casco e glielo porgo.

<Grazie del passaggio non richiesto!> gli dico con un sorrisino falso con una banconota da 3 dollari.

Gli sbatto il casco sul petto mi giro e sto per entrare in casa ma lo sento scendere e togliersi il caso.

Mi giro di scatto 

<Scusa dove vai? spero che tu abbia un amico che vive in questa strada perchè di sicuro in casa mia non entri>

Lui non mi risponde nemmeno e mi precede, si avvia nel vialetto e poi alla porta di casa, apre la porta e non lo vedo più.

Un attimo che cavolo sta succedendo?

Entro di corsa dietro di lui e non lo vedo

Ma dove diavolo si è cacciato? e come faceva a sapere dove abito e che la porta era aperta???

Poi un'illuminazione, la mia camera!

Ma no, impossibile, come fa sapere qual'è!

Salgo le scale di corsa, la porta della mia stanza è socchiusa, la spalanco di botto.

<Cazzo> mi esce dalle labbra.

Non posso credere alla visone che mi si para davanti.

Tristan Wallace è sdraiato con in dosso solo un paio di boxer di Armani neri sul mio letto.

Il cervello va in tilt e le uniche domande che mi vengono in mente davanti a tutto quel ben di dio sono.

<Come facevi a sapere dove abito? che la porta era aperta, qual'è la mi stanza??>

Lui fa un sorrisino sghembo e con tutta tranquillità mi risponde.

<Sono il tuo stalker personale, non te ne sei mai accorta bambolina?>

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