<< abc >> = dialogo.
"abc" = pensiero.
* abc * = dialogo telepatico
Evelyn era apparsa sul letto della lussuosissima suite, accasciata sopra la coperta e con la faccia rivolta verso di essa. La prima cosa percepita dalla gardevoir fu il gradevole odore di lavanda e baccacedro, probabilmente causato dai diffusori di aromi presenti nel grande salone che la circondava.
"Dove... sono? Come sono finita qui? Gli altri?", pensò.
Le domande si raggrumavano in testa velocemente, anche se non riusciva a gestirle a causa del fortissimo mal di testa e la nausea che la pervasero dopo aver passato i primi secondi al di fuori dell'ibernazione della sfera.
Si sentì scuotere leggermente, cosa che le fece alzare il capo.
<< Eve... Eve, mi senti? >>, chiese Adam preoccupato e con lo splitter neuronico in mano.
<< Adam! Non mi sento per niente bene. Dove siamo? >>
Il preside strinse il cilindro metallico tra le mani.
<< Eve ti chiedo scusa, scusami tanto >>, continuò prima di attivare il dispositivo.
Sentirono entrambi un lieve ronzio, poco prima che percepissero una fitta dolorosissima conficcarsi direttamente nei loro crani. Il Signor Haas si accasciò vicino all'amica, prima che sentisse una sensazione di rilassamento propagarsi in tutto il suo corpo. Nel mentre May prese prontamente lo splitter neuronico e lo allontanò dai due per evitare incidenti.
Respiravano affannosamente, sudando, ma finalmente riuscivano di nuovo a sentire quel vuoto dentro di loro riempirsi, l'uno con la voce interna dell'altra, poi smisero di sentire differenze di pensiero e la loro psiche tornò ad essere una soltanto.
Per quanto quello poteva essere potenzialmente un bel momento di riunione, la gardevoir si ritrovò le esperienze dell'altro direttamente sovrascritte nella sua memoria. Vide tutto: la loro conversazione privata nei vicoli di Porto Selcepoli, l'arrivo al magazzino e la lotta sanguinaria al suo interno in tutti i suoi dettagli, compresi gli uomini maciullati da Coraline e la mandibola del Mightyena sfasciata dal tutore di Adam.
<< Arceus! Adam... che cosa vi è successo? >>
Lui le mise le mani sulle spalle.
<< È finita Eve, stiamo bene, siamo andati in un luogo sicuro >>
La vedeva guardarsi intorno come una zigzagoon spaurita, gli occhi che giravano attorno. Poi, sentì il vuoto nauseabondo e atroce nella sua testa riempirsi lentamente, con la sua psiche che tornava a fondersi con quella di Evelyn per formare nuovamente qualcosa di unico e ancora più potente. Per quanto si sforzasse, Adam poteva vedere soltanto ciò che si era perso di lei dall'ultima volta in cui erano stati connessi. Era solo nero: una stasi perpetua senza sogni o pensieri complessi, una sorta di letargo perenne nel quale tuttavia riusciva a percepire un tremendo disagio. Era come se fosse lì, anzi, dal punto di vista tecnico adesso vi era stato mentalmente anche lui, il primo essere umano a provare esattamente cosa significa starsene dentro a una pokéball. La sensazione era troppo strana, quasi disturbante.
<< Stare lì dentro è stato una merda! Mi sentivo così violata nella mia libertà, così... primitiva >>, singhiozzava lei mentre si stringeva con le sue esili braccia al suo amico.
<< Mi dispiace, mi dispiace tanto davvero, non avevamo altro modo, mi sentivo vuoto e ce l'ho dovuta mettere tutta anche io per resistere tanto >>
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Pokémon - Noir
FanfictionSEQUEL DI MEMORIE DI NESSUNO. Sono passati undici anni dalla fondazione della Zoey Academy. I presidi Adam ed Evelyn, May e il resto del gruppo si sono lasciati alle spalle gli incredibili eventi legati al ritrovamento di Red da più di una decade. ...
