Cap 10

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Abigail Pov.

Il sole sorse, portando con sé non solo la luce, ma anche una leggera nervosismo per la giornata che mi attendeva. Dopo la lezione in acqua di ieri, sentivo un'energia diversa, una fiducia appena nata. La "risonanza" con l'acqua mi aveva lasciata con più domande che risposte, ma la gentilezza di Tsireya era stata un balsamo. E persino Aonung, a modo suo, sembrava... meno ostile.
Stamattina, quando Tsireya mi ha raggiunta alla marui, i suoi occhi brillavano di eccitazione. -Oel ngati kameie, Abigail! Oggi conoscerai i nostri spiriti dell'acqua! Imparerai a cavalcare un ilu!-
Il mio cuore ha fatto un salto. Gli ilu! Li avevo visti nuotare in lontananza, creature eleganti e veloci, simili a delfini giganti, con le loro pinne delicate. Era un passo enorme verso l'accettazione, una vera immersione nella cultura Metkayina.
Ci siamo dirette verso una vasta laguna poco profonda, dove diversi ilu nuotavano placidamente, alcuni con giovani Na'vi che giocavano con loro. L'aria era vibrante di risate e schizzi. Aonung era già lì, accanto a un grande ilu dalla pelle azzurra scura. Mi ha lanciato un'occhiata, un misto di sfida e curiosità.
-È il momento di vedere se sei davvero una con l'acqua, straniera,- ha detto Aonung, il suo tono che cercava di tornare quello di sempre, ma con un pizzico di esitazione.
Tsireya lo ha ignorato con un sorriso. -Non ascoltarlo, Abigail. Gli ilu sono esseri gentili. Sentono il tuo cuore.- Ha indicato un ilu più piccolo, dalla pelle chiara, che si è avvicinato curioso. -Questo è tuo. Avvicinati con rispetto.-
Ho respirato profondamente e mi sono inginocchiata sul bordo dell'acqua. L'ilu mi ha fissata con i suoi grandi occhi intelligenti. Ho steso la mano lentamente, e lui ha mosso il capo, permettendomi di toccare la sua pelle liscia e fredda. C'era qualcosa di incredibilmente pacifico nella sua presenza.
-Ora,- ha spiegato Tsireya, -devi connetterti. Trova il suo tsahaylu.- Ha indicato il suo collegamento neurale, una treccia di nervi all'altezza del collo.
Ho esitato per un momento. Avevo già fatto questo con Kanak, ma un ilu era diverso, un animale acquatico. Ho toccato delicatamente il suo tsahaylu con il mio, e ho sentito un leggero shock, poi una sensazione di calore e connessione che si è diffusa in tutto il mio corpo. Ho percepito la sua curiosità, la sua calma, la sua disponibilità. Era come sentirsi parte di qualcosa di vasto e vivente.
Con un cenno di Tsireya, sono salita sulla sua schiena. L'ilu ha mosso le pinne, scivolando nell'acqua più profonda. Ho seguito le indicazioni di Tsireya, usando la pressione delle gambe e il mio legame per guidarlo. All'inizio, era goffo. Non ero abituata alla sua spinta, alla sua flessibilità. Ma presto, i miei movimenti si sono sincronizzati con i suoi.
Era una sensazione di libertà inebriante. Sotto l'acqua, il mondo si apriva. L'ilu e io eravamo una cosa sola, un movimento fluido attraverso le correnti. Sentivo il suo cuore battere in sintonia con il mio, e ancora, in lontananza, ho percepito quel "sussurro", quella risonanza con Eywa, più chiara che mai, come se l'ilu stesso la amplificasse. Era come se Eywa mi stesse parlando attraverso la creatura, una prova silenziosa della mia capacità di sentire.
Quando sono riemersa, dopo aver nuotato per un tempo che mi è sembrato infinito, Tsireya stava sorridendo ampiamente. -Sei nata per l'acqua, Abigail! Ti muovi come una di noi!- La sua gioia era contagiosa.
Aonung, in piedi sul bordo della laguna, aveva gli occhi spalancati. La sua espressione era quasi di sbalordimento. Non un ghigno, non una battuta. Solo pura, sconcertata sorpresa. -Questo... questo è impossibile,- mormorò, più a se stesso che a noi. -Nessuno impara così in fretta. Sei... un prodigio, o un trucco?-
Le sue parole non erano più cariche di disprezzo, ma di una curiosità quasi vulnerabile. Capivo che stava lottando per comprendere qualcosa che andava oltre la sua conoscenza del mondo.
Sapevo che la mia strada era ancora lunga, e che la diffidenza di alcuni non sarebbe svanita facilmente. Ma in quel momento, sentivo il vento tra i capelli, l'acqua che mi scivolava addosso e il legame con l'ilu. E sapevo, con una certezza profonda, che a dispetto di tutto, avrei trovato il mio posto in questo mondo.

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