Cap 9

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Abigail Pov.

Le parole di Neteyam, il suo tocco fermo sulla mia mano, mi riempirono di un calore inatteso. Mi sentii meno sola, meno spaventata. Il suo affetto era una roccia in questo mare di incertezze. Quando si allontanò per raggiungere la sua famiglia, sentii di nuovo il peso della solitudine, ma questa volta era mitigato dalla speranza. Avevo qualcuno che credeva in me, e forse, solo forse, non ero così "vuota" come Ronal pensava.
La notte nella marui fu meno tormentata della precedente. Il suono dell'oceano era ora un richiamo, non una minaccia. Il ricordo di quella "risonanza" nell'acqua mi teneva sveglia, un mistero che mi attirava. Cosa significava? E perché Tsireya sembrava averlo percepito?
La mattina seguente, il brusio del villaggio mi accolse come un invito. Mi alzai, i muscoli doloranti per lo sforzo del giorno prima, ma lo spirito era più leggero. Uscii dalla marui, determinata ad affrontare qualsiasi cosa.
Non molto tempo dopo, Tsireya e Aonung si avvicinarono di nuovo. Tsireya mi salutò con il suo solito sorriso gentile. -Oel ngati kameie, Abigail. Oggi andremo più in profondità. Ti mostrerò come connetterti con la vita del reef.- Aonung, invece, mi osservava con un'espressione ancora pensierosa, il suo solito atteggiamento spavaldo messo da parte dalla sua stessa sorpresa del giorno prima.
Ci dirigemmo verso un'area del reef più lontana, dove l'acqua era ancora più limpida e la vita marina abbondava. Tsireya si immerse con la sua grazia innata, e io la seguii. Sott'acqua, mi sentii subito a mio agio, il mio corpo che si muoveva con una fluidità quasi istintiva. Tsireya mi indicava le diverse specie di pesci, di coralli, i molluschi nascosti nella sabbia. Mi insegnava i gesti lenti e rispettosi per non disturbare l'equilibrio delicato del reef.
Mentre nuotavamo tra i banchi di pesci colorati, Tsireya si fermò accanto a un grande anemone, i suoi tentacoli che ondeggiavano dolcemente. -Per connetterti veramente, devi aprire il tuo cuore. Ascoltare la vita che ti circonda. Sentire la loro canzone.- Le sue parole erano un sussurro amplificato dall'acqua.
Chiusi gli occhi, cercando di concentrarmi. Respirai lentamente, profondamente, sentendo l'acqua entrare e uscire dai miei polmoni. Mi sforzai di sentire qualcosa, oltre il battito del mio cuore e il ronzio distante dell'oceano. All'inizio, nulla. Poi, lentamente, una sensazione sottile, quasi un formicolio, iniziò a diffondersi attraverso la mia pelle. Non era un suono, ma una percezione. Una vibrazione delicata, il pulsare della vita intorno a me. Era come se il reef stesso stesse respirando, e io ne facevo parte.
Aprii gli occhi. Tsireya mi stava guardando, i suoi occhi brillavano. -Lo senti, non è vero?- sussurrò, e questa volta non c'era sorpresa, ma una tacita conferma.
Annuii, una sensazione di meraviglia che mi riempiva il petto. -Sì. È... è incredibile.-
Anche Aonung si era avvicinato. Era rimasto a osservare in silenzio. I suoi occhi si posarono su di me con una nuova intensità. Non c'era più scherno, solo una curiosità quasi guardinga. La sua espressione diceva chiaramente che non capiva, ma non poteva nemmeno negare ciò che vedeva. Il suo scetticismo era incrinato da una realtà che sfidava la sua comprensione.
Il pomeriggio trascorse così, con Tsireya che mi guidava e io che assorbivo ogni lezione, sentendo la mia connessione con l'acqua diventare più forte. Ogni tanto, quel "sussurro" di Eywa si faceva più chiaro, un'eco lontana ma presente, come se la Madre stessa mi stesse guidando. Sapevo che non era qualcosa che potevo spiegare, né qualcosa che potevo controllare del tutto. Era un segreto, per ora.
Quando il sole iniziò a tramontare, illuminando l'oceano con sfumature arancioni e viola, Tsireya mi sorrise. -Stai imparando velocemente, Abigail. Sei... diversa. In un modo buono.- Le sue parole furono come un balsamo per la mia anima.
Aonung non disse nulla. Ci precedette verso il villaggio, ma il suo passo non era più quello spavaldo. Sembrava più assorto, pensieroso. Forse, stavo iniziando a scalfire anche la sua armatura di indifferenza.
Tornai alla mia marui, esausta ma con un senso di appagamento che non avevo mai provato. Quella notte, mentre il vento soffiava attraverso le aperture, non mi sentii sola. C'era l'oceano, con la sua canzone silenziosa, e c'era la promessa di Neteyam. E c'era quel sussurro, il segreto che Eywa sembrava aver riposto solo in me. La mia prova era lungi dall'essere finita, ma ora sentivo di avere una possibilità

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