Cap 5

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Abigail Pov.

Il sole iniziava a calare, tingendo il cielo di Pandora con sfumature violacee e arancioni. L'aria, carica dell'odore salmastro dell'oceano e del profumo dolce delle mangrovie, era spessa di tensione. Le mie parole, sospese nell'aria, sembravano aver bloccato il respiro di tutti. Neteyam era ancora al mio fianco, la sua mano sfiorava il mio braccio, un contatto silenzioso che mi ancorava alla realtà.
Tonowari fu il primo a rompere il silenzio, il suo sguardo rivolto a Jake. -Jake Sully. Tua moglie ha ragione. Questa... ibrida... è un'incognita. La sua storia è difficile da credere per i nostri cuori.- Si riferiva a Neytiri, che annuiva rigidamente, il dolore per il figlio quasi perso ancora vivo nei suoi occhi.
Ma poi, Tonowari si rivolse a me, e il suo tono, sebbene ancora grave, portava un'ombra di curiosità. -Dici di voler proteggere chi ami. Chi ami, Abigail?-
Sentii le guance scaldarsi. Non era il momento di confessare i miei sentimenti per Neteyam in quel modo. Non davanti a tutto il clan. Ma dovevo rispondere con sincerità. -La mia famiglia. E...- esitai, guardando Neteyam, -e chiunque si mostri buono con me, chiunque mi dia fiducia.-
Ronal sbuffò, un suono di disprezzo. -Fiducia si guadagna con il sangue, con i legami ancestrali, non con le parole di una creatura senza radici!-
Jake Sully, con la sua solita determinazione, si fece avanti. -Neteyam era morto, Ronal. Lo era. Nessuno di noi poteva sentirlo, Eywa stessa taceva. Ma lei... lei lo ha riportato indietro. Ha combattuto per la sua vita. Non è forse questo un legame più profondo di molti altri?-
Le sue parole ebbero un certo peso. Lo'ak, fratello di Neteyam, si fece avanti con una sicurezza che non gli avevo visto prima. -Padre ha ragione! L'Ikran di Neteyam è tornato, significa che è vivo. E lei ha anche il suo Ikran. Non è come gli altri umani.-
Tonowari guardò il mio Ikran, Kanak, che era ancora vicino a me, la sua pelliccia dai toni caldi che risplendeva nel crepuscolo. Poi il suo sguardo si spostò sul volto di Ronal, che pur ostile, sembrava riflettere sulle parole di Jake. Infine, il capo clan mi rivolse uno sguardo penetrante, come se cercasse di capire se ci fosse qualcosa di vero in ciò che dicevo.
-La Tsahìk sente la verità nel cuore della nostra gente,- disse Tonowari, la sua voce che si amplificava leggermente. -Ma anche io ho i miei occhi. Non ti accetteremo senza prova. Jake Sully e la tua famiglia sono i benvenuti qui. Ma tu, Abigail...- Si fermò, il suo sguardo fermo sul mio. -Dovrai dimostrare di essere degna di stare tra noi. Dovrai imparare le nostre vie. I nostri figli ti insegneranno.-
La proposta era inaspettata. Imparare le loro vie? Era una possibilità, non una condanna. Era un raggio di speranza in mezzo a tutta quella diffidenza. Il mio cuore fece un balzo.
-Farò tutto il necessario,- dissi, la voce più forte e decisa di quanto mi aspettassi, il mio sguardo che si alternava tra Tonowari e Neteyam, che mi sorrise, i suoi occhi gialli pieni di sollievo.
Ronal non fece alcun commento, ma la sua espressione si ammorbidì solo di una frazione infinitesimale. Era chiaro che la mia prova era appena iniziata. E mentre la notte calava definitivamente sul villaggio Metkayina, un brivido sottile mi percorse la schiena. Non era solo la paura del giudizio del clan, ma qualcosa di più profondo, un'antica risonanza nel mio stesso essere che sembrava sussurrare: la prova è solo all'inizio. Era come se una forza invisibile, molto più grande di me, stesse osservando ogni mio passo, valutando se ero degna.
Neteyam mi prese delicatamente per mano, guidandomi verso il gruppo di Na'vi. Sapevo che la strada davanti a me sarebbe stata lunga e piena di sfide, ma per la prima volta da quando ero scappata dai laboratori Futur, non ero più sola.

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Grazie mille a tutti iiei lupetti io mi sto divertendo da matti a scrivere speri vi piaccia

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