Cap. 4

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Abigail Pov.

Non ho chiuso occhio neanche un secondo nonostante Net mi sia stato vicino e mi abbia abbracciato per tutta la notte come faceva da un paio di settimane, ma io sono troppo agitata, ho paura che mi possano uccidere per il mio aspetto, ma non voglio lasciare Neteyam ma più che non voglio non ci riesco. Mi sono accorta che in questi mesi si è formato in me un sentimento che non avevo mai provato per nessuno e che ho sentito dire da mio fratello, Amore. Non so come comportarmi con queste nuove sensazioni ma cercherò di capirlo.
Ora sono vicino al mio Ikran e sto aspettando gli altri che si svegliano per andare dai Metkayina o meglio nel loro villaggio da quello che mi hanno spiegato arriveremo nella radura dove di solito vivono gli Ikran.
Passano qualche minuto e vedo Neteyam che mi viene incontro, ha un sorriso a trentadue denti sulle labbra.
-Non vedo l'ora di vedere tutti, sono sicuro che andrai d'accordo con le mie sorelle-
io lo guardo sorpresa, e stupita allo stesso stesso tempo, non mi aveva mai parlato di avere delle sorelle
-Aspetta hai delle sorelle?-
Io lo guardo incredula e lui mi fa sì con la testa, poi mi si avvicina e mi abbraccia, io ricambio l'abbraccio molto volentieri, mi rilasso un po mentre Net mi accarezza i capelli, dopo qualche minuto arrivano anche suo padre, che ho capito si chiama Jake e suo fratello Lo'ak. Ognuno sale sul proprio ikran pronto per partire.
-Abigail se il tuo Ikran ha bisogno di riposarsi dimmelo-
io ero già salita sul mio Ikran facendo il collegamento e mi volto verso Jake che ha uno sguardo severo ma riesco a vedere dai suoi occhi che è preoccupato per il volo, gli sorrido riconoscente facendo sì con la testa, anche loro salgono su i lori Ikran e spicchiamo il volo, la mia Kanak e molto veloce già di suo quindi riusciamo a stare al loro passo per tutto il viaggio, mentre voliamo noto che si mettono in una formazione a me sconosciuta, il viaggio dura qualche ora e da lontano inizio a vedere un gruppo di isole con delle specie di gigantesche mangrovie che spuntano dal mare, io inizio a spaventarmi e veto Net che mi si avvicina
-andrà tutto bene fidati di me-
io lo guardo e faccio sì con la testa poco convinta, e noto Lo'ak che mi si affianca al lato opposto
-mio fratello a ragione e poi ce anche Spider e lui e un umano ma vive con noi, quindi non avere paura, e poi ci siamo io e mio fratello a proteggerti no fratellone-
io mi volto verso neteyam che mi fa un grande sorriso che io ricambio calorosamente, dopo questo gesto mi calmo quel poco che basta per non entrare in panico, mentre continuiamo a volare noto dei Na'vi con una carnagione più chiara che ci vedono e ci salutano io sono sorpresa, superiamo il villaggio e atterriamo in una radura dove ci sono altri due Ikran, appena scendiamo vedo delle figure avicinarsi a noi e i per paura mi nascondoo dietro a Neteyam.
Neteyam mi avvolge subito con un braccio protettivo, la sua presenza è rassicurante, ma sento comunque il cuore battere all'impazzata. Le figure si avvicinano rapidamente. Sono due ragazze Na'vi, entrambe snelle e con la pelle più chiara, simile a quella di Neteyam ma con sfumature più azzurre e verdastre. Una ha i capelli intrecciati con conchiglie, l'altra ha gli occhi che brillano di una curiosità insolita.
Neteyam fa un passo avanti, ma non si allontana del tutto. -Mamma, Kiri! Sono qui!- esclama, la sua voce piena di un'emozione che non gli avevo mai sentito prima.
La donna più anziana, che deve essere sua madre, Neytiri, lo abbraccia con una forza tale da togliermi io pultroppo ero in mezzo e rimasi senza fiato, sucesse perché ero nascosta. Le lacrime le rigano il viso. Neteyam le sussurra qualcosa, indicandomi con un cenno del capo. Sua madre mi fissa, i suoi occhi gialli e intensi sembrano trafiggermi. Non c'è rabbia, solo una profonda diffidenza mista a un dolore sordo che non so interpretare.
Poi la ragazza con le conchiglie, Kiri, mi si avvicina con cautela. I suoi occhi mi studiano con un'intensità quasi dolorosa, come se cercasse di leggere nella mia anima. Io sono immobile, la schiena premuta contro il petto di Neteyam, incapace di muovere un muscolo. La sua mano si stende lentamente, poi si ferma a mezz'aria. -Sei tu...- sussurra, la sua voce eterea e carica di significato.
Non capisco cosa voglia dire, ma il suo sguardo non è ostile, solo incredibilmente penetrante. In quel momento, anche Jake e Lo'ak si avvicinano, e Jake si rivolge a sua moglie con un tono serio ma calmo. -Neytiri, lei ha salvato Neteyam. L'ha trovato... l'ha riportato da noi.-
Il silenzio che segue è pesante, interrotto solo dal fruscio del vento e dal battito del mio cuore impazzito. Sento gli sguardi di tutti su di me. La mia paura si intensifica. E se mi avessero riconosciuta? E se sapessero da dove vengo? Poi, un'altra figura si fa avanti, un Na'vi imponente con i tatuaggi distintivi dei Metkayina. È il capo clan, Tonowari. La sua espressione è impassibile, ma i suoi occhi trasudano autorità.
-Chi è questa... creatura?- la sua voce è profonda, risuona nell'aria, e mi fa rabbrividire.
Neteyam fa un passo in avanti, schermandomi ancora di più. -È Abigail, Capo Tonowari. L'ho trovata nell'oceano.- Cerca di spiegare, ma il capo clan lo interrompe con un gesto della mano.
-Un'umana. Qui, nel nostro santuario?-
In quel momento, una Na'vi alta e fiera, con addosso più gioielli e tatuaggi elaborati, si fa avanti. È Ronal, la Tsahìk, e la sua espressione è tagliente come una lama. I suoi occhi mi esaminano con un misto di curiosità e profondo sospetto. -Jake Sully, è questa la "pace" che porti al nostro popolo? Una figlia del Popolo del Cielo?- La sua voce è incisiva, non c'è traccia di esitazione o debolezza. Si percepisce la sua forza interiore, la sua lealtà incondizionata al suo clan.
Jake la guarda con rispetto, ma la sua determinazione non vacilla. -Lei non è del Popolo del Cielo, Ronal. Non è una minaccia. Ha salvato mio figlio.-
-Come può un ibrido, un esperimento, comprendere la vita?- Ronal mi indica con disprezzo, i suoi occhi sferzanti. -Non la sento. Non la percepisco nella rete di Eywa. È... vuota.-
Le sue parole mi colpiscono come un pugno nello stomaco. Il mio Ikran, Kanak, percepisce la mia angoscia e si avvicina a me, abbassando la testa e strofinando il muso contro il mio braccio, un gesto di conforto che non passa inosservato. I Na'vi circostanti mormorano, alcuni con curiosità, altri con chiara avversione.
Neteyam si stringe a me, il suo corpo una barriera. -Non è vuota! Ha un cuore! Mi ha riportato indietro! Mamma, Kiri, voi non sentite il suo battito?- supplica, guardando prima sua madre e poi sua sorella.
Neytiri esita, il suo sguardo ancora combattuto tra la gioia per il figlio ritrovato e l'antica avversione per gli umani. Kiri, invece, mi guarda con un'espressione quasi dolorosa, come se stesse cercando di connettersi con qualcosa che non riesce a comprendere del tutto. Non parla, ma i suoi occhi sembrano supplicare comprensione.
Tonowari, nel frattempo, sembra più propenso a dare una possibilità alla situazione, pur mantenendo la sua gravità. -Jake Sully, parli di un salvataggio miracoloso. Spiega. E tu, ragazza, parla. Chi sei e come sei arrivata qui?-
La mia gola si stringe. Le parole di Ronal mi hanno ferita profondamente, la paura che avevo finora, quella di non essere accettata, si è materializzata. Non sono una minaccia, ma come posso provarlo a persone che credono che io sia "vuota"? L'unico modo è parlare, raccontare la mia verità, per quanto dolorosa possa essere.
Prendo un respiro profondo, cercando di trovare la forza nelle parole di Neteyam e nell'abbraccio silenzioso di Kanak. Faccio un piccolo passo avanti, uscendo in parte da dietro Neteyam, e alzo lo sguardo, cercando di affrontare gli occhi di Ronal, anche se il suo disprezzo mi trafigge.
-Non sono una figlia del Popolo del Cielo... almeno non nel modo in cui pensate voi,- inizio, la mia voce sorprendentemente ferma, anche se le mie mani tremano leggermente. -Sono stata creata. In un laboratorio, su quest'isola, ma non da Eywa. Non sono qui per farvi del male. Non sono un'arma.-
Mi volto verso Tonowari, percependo la sua relativa apertura. -Sono scappata. La mia esistenza è un segreto. Sono fuggita quando un altro gruppo di Ikran, che sembravano essere controllati, ci ha attaccato. Il mio Ikran, Kanak, e io siamo stati spinti in mare. È lì che ho trovato Neteyam... era quasi senza vita. Non potevo lasciarlo morire.-
Il mio sguardo si posa su Neytiri, cercando una scintilla di comprensione. -Ho usato tutto quello che avevo imparato... dai libri... per rianimarlo. Ho insistito per ore. L'ho portato in un rifugio e l'ho curato finché non ha recuperato le forze. Se è vivo, è perché Eywa ha voluto che lo trovassi... o forse perché, anche se sono "vuota" come dice la Tsahìk, ho un cuore che non poteva ignorare il suo.-
Ronal mi fissa, il suo volto non tradisce alcuna emozione, ma nei suoi occhi c'è una luce difficile da decifrare. Tonowari, invece, mi osserva attentamente, soppesando ogni mia parola. La menzione degli Ikran "controllati" sembra aver catturato la sua attenzione, così come la mia storia di sopravvivenza e cura.
-Dici di non essere un'arma, ma sei stata creata in un laboratorio?- chiede Tonowari, la sua voce più misurata. -Qual è il tuo scopo?-
Il mio respiro si blocca. Parlare del mio "scopo" è la parte più difficile. Come posso spiegare che il mio scopo originale era forse quello di essere uno strumento?
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ed ecco il nuovo capitolo..... Scusate il ritardo ma... Ho avuto il blocco dello scrittore 😭😭 spero vi piaccia 🥺

ciao lupetti.

il principe bluDove le storie prendono vita. Scoprilo ora