Cap 6

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Neteyam Pov.

La felicità di riabbracciare mia madre, mio padre e Kiri, dopo mesi in cui tutti mi credevano morto, era un'ondata così potente che quasi mi travolgeva. Sentire di nuovo il loro calore, vedere le lacrime di sollievo nei loro occhi... non c'è nulla di paragonabile. Ma non potevo ignorare la tensione nell'aria, gli sguardi puntati su Abigail, la ragazza che mi aveva riportato indietro dal buio, la ragazza che sentivo già parte di me.
La rabbia di mia madre, Neytiri, verso gli umani era palpabile, quasi un odore amaro nell'aria salmastra del villaggio. E Ronal, la Tsahìk dei Metkayina, non si tirava certo indietro. Le sue parole, "È... vuota", mi avevano colpito nel profondo. Come osava? Abigail non era vuota. Aveva salvato me, aveva lottato per la mia vita con una tenacia che pochi Na'vi avrebbero dimostrato. Sentivo il suo cuore, sentivo la sua forza, la sua paura. E il suo Ikran, Kanak, la proteggeva con la stessa ferocia di qualsiasi Ikran Na'vi.
Quando Abigail ha iniziato a parlare, la sua voce tremante all'inizio, ma poi ferma e chiara, il mio cuore ha stretto. Vedevo la sua paura, la sua vulnerabilità, eppure ha affrontato tutti. Le sue parole su come mi aveva trovato e salvato, il suo coraggio nel dire che era un "esperimento"... mi hanno riempito di orgoglio e un senso di protezione ancora più forte.
Ho visto Tonowari studiarla, la sua espressione un enigma. Mio padre, Jake, era lì, a difenderla, a darmi man forte. E poi l'offerta: "Dovrai dimostrare di essere degna". Era una speranza, una possibilità, non un rifiuto netto. Mi sono sentito sollevato, una parte della tensione è svanita dalle mie spalle.
Le ho stretto la mano, guidandola tra i membri del clan che ci osservavano. Molti erano curiosi, altri ancora diffidenti. Sentivo i loro sussurri, le domande silenziose nei loro occhi. Un'umana? Qui? Sapevo che non sarebbe stato facile. Nessuno di noi Sully aveva avuto vita facile qui con i Metkayina, ma Abigail era diversa. Era... più umana di quanto avremmo mai voluto, eppure così simile a noi in molti altri modi. Aveva la coda, le orecchie, i lineamenti delicati dei Na'vi, ma la sua pelle chiara, i suoi capelli... la rendevano un bersaglio evidente.
Mentre ci incamminavamo, ho sentito una mano sulla mia spalla. Era Lo'ak. -È forte, fratello,- ha detto, il suo sguardo rivolto ad Abigail che camminava un passo davanti a noi, ancora un po' incerta ma con la testa alta. -La Tsahìk non la sentirà subito. Ma ci riuscirà.-
Ho annuito, sapendo che Lo'ak si riferiva alla connessione con Eywa. Anche lui, a modo suo, era diverso, e capiva cosa significasse non essere perfettamente allineato. Speravo che la sua intuitività non lo tradisse. Non sentivo Abigail attraverso Eywa come sentivo Kiri o anche mio padre quando si connetteva. Era strano, come una frequenza diversa, o forse un canale che doveva ancora aprirsi. Era un mistero che speravo di risolvere.
Abbiamo raggiunto la marui che le era stata assegnata. Era la stessa che avevamo occupato noi Sully quando eravamo arrivati per la prima volta, essenziale, ma robusta e ben posizionata sul bordo della piattaforma, con vista sull'oceano. L'ho aiutata a sistemarsi, notando i suoi vestiti stracciati e zuppi che ora si stavano asciugando. -Avremo bisogno di nuovi vestiti per te,- le ho detto, sorridendo leggermente. -E dovrai imparare a nuotare come noi, Metkayina.-
Lei ha ricambiato il sorriso, un po' teso, ma nei suoi occhi ho visto un barlume di speranza. -Farò del mio meglio, Neteyam,- ha promesso.
Poco dopo, mio padre mi ha chiamato. -Neteyam, vieni. È ora di riposare con la tua famiglia.- Ho sentito la stretta allo stomaco. Abigail non era ancora parte della "nostra famiglia" agli occhi di Ronal e Tonowari, o almeno non nel modo in cui avrei voluto. Era una ospite, sotto osservazione, e quella marui era la sua casa provvisoria, il suo spazio di prova.
Mi sono voltato verso Abigail, il mio cuore pesante. -Devo andare con la mia famiglia ora,- le ho detto, la voce più sommessa di quanto volessi. -Ma tu... tu starai qui. Questa marui è tua finché non sarai accettata dal clan. È stata la nostra per un po'.-
Lei ha annuito, un'ombra di tristezza nei suoi occhi, ma anche un velo di comprensione. -Va bene, Neteyam. Riposa bene.-
L'ho guardata un'ultima volta, la sua figura minuta e sola all'ingresso della marui, prima di raggiungere i miei genitori. Il pensiero di lasciarla sola mi tormentava, ma sapevo che dovevo rispettare le decisioni del clan. Non avrei permesso a nessuno di farle del male, e l'avrei aiutata a trovare il suo posto, qui, tra noi. Ma stanotte, era sola, circondata da un oceano di sguardi e silenzi.

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Grazie per la lettura spero che vi stia piacendo cercherò di fare capitoli più lunghi avanti..... Così che vi immergiate meglio 🥰

A presto lupetti

il principe bluDove le storie prendono vita. Scoprilo ora