Cap 17

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Abigail Pov.

I giorni si susseguirono, scanditi dal ritmo delle maree e dal mio crescente adattamento alla vita dei Metkayina. Le parole di Neteyam, la sua incrollabile fiducia, e la sconvolgente rivelazione sulla mia nascita, mi avevano dato una nuova prospettiva. Non ero più solo un esperimento in fuga; ero una creatura forgiata da Pandora stessa, un'anomalia, sì, ma non vuota. Quella profonda e quasi invisibile connessione, quel "sussurro" di Eywa, era la mia verità più profonda, e ora che l'avevo condivisa con Neteyam, sembrava rafforzarsi.
La reazione di Neytiri continuava a essere un enigma. La sentivo. La sua presenza, il suo sguardo che a volte mi seguiva, non erano più carichi solo di odio. C'era un'incertezza, una lotta interiore che percepivo, sottile ma palpabile. La sua guerriera era combattuta. Sapevo che non l'avrebbe mai ammesso, ma la mia storia, quel dettaglio delle radici di Pandora che mi avvolgevano, aveva piantato un seme di dubbio nella sua mente tormentata. Non c'era accettazione, non ancora, ma c'era una crepa nel suo muro, e per me, significava tutto.
Ogni mattina mi immergevo nell'oceano, affinando le mie abilità. La mia innata bravura nel nuoto si trasformava in una vera e propria fluidità Metkayina. Il respiro subacqueo si allungava, e i miei movimenti diventavano sempre più silenziosi e precisi. Con l'Ilu, ero una cosa sola. La sua mente, il suo corpo, rispondevano ai miei pensieri con una velocità incredibile, come se fossimo connessi da tempo immemorabile.
Tsireya era una maestra paziente e una amica sempre più preziosa. I suoi occhi brillavano di gioia ogni volta che superavo una nuova sfida o che afferravo un concetto che per gli altri richiedeva anni. Non c'era gelosia in lei, solo puro incoraggiamento. Passavamo ore a esplorare il reef, imparando i nomi delle creature, le loro abitudini, e i segreti per trovare le risorse più difficili.
-Ti muovi come una delle figlie del reef, Abigail,- mi disse un giorno, mentre nuotavamo fianco a fianco, inseguendo un banco di pesci guizzanti. -Il tuo corpo... non lo capisco. Ma il tuo spirito è acqua.-
Aonung, d'altra parte, era un'altra storia. Il suo scetticismo iniziale si era trasformato in qualcosa di più complesso. Ogni giorno, lo trovavo a osservarmi da lontano, o a partecipare alle stesse lezioni. Non mi lanciava più frecciate aperte, ma le sue parole erano ancora cariche di una sfumatura di sfida, un tentativo di riaffermare la sua superiorità di Na'vi "puro".
Un pomeriggio, stavamo praticando la caccia con gli ilu in una laguna più profonda. Il compito era catturare un pesce particolarmente veloce e astuto, un skalaw, senza usare una rete, solo con la velocità dell'Ilu e l'agilità del cavaliere. Era un esercizio che richiedeva perfetta coordinazione e una profonda intesa con il proprio compagno acquatico.
Aonung, con il suo ilu potente, era sempre il primo. Si muoveva con una grazia impressionante, la sua figura che sfrecciava nell'acqua come un fulmine. Lo ammiravo, ma sentivo una scintilla di sfida dentro di me.
-Vediamo se la "figlia della foresta" è altrettanto veloce qui sotto!- esclamò Aonung, riemergendo con uno skalaw in mano, il suo ghigno di nuovo presente.
Tsireya mi sorrise. -Vai, Abigail! Tu puoi farlo!-
Presi un respiro profondo, mi connettei con il mio ilu. Entrambi eravamo pronti. Mi immersi, lasciando che la mia mente si fondesse con quella della creatura. Invece di inseguire ciecamente, sentii il "sussurro", una sottile vibrazione che mi indicava la traiettoria del pesce. Non era una visione, ma una sorta di premonizione, una comprensione istintiva di dove lo skalaw si sarebbe mosso. Era come se l'acqua stessa mi mostrasse il percorso.
Con un'esplosione di energia, il mio ilu sfrecciò. Non seguimmo direttamente il pesce; anticipammo la sua prossima mossa. Curvai la traiettoria con precisione, e quando lo skalaw cercò di cambiare direzione all'ultimo istante, mi ritrovai esattamente sulla sua via. La mia mano scattò, e lo afferrai con un movimento pulito, senza quasi sforzo.
Riemersi, il pesce guizzante nella mia mano, il fiato corto ma un sorriso trionfante sulle labbra.
Tsireya esultò, battendo le mani. -Abigail! È stato incredibile! L'hai preso in una sola mossa!-
Aonung mi guardava, il suo ghigno si era congelato in un'espressione di sbalordimento. Rotxo, al suo fianco, lo stava fissando con un'espressione divertita, quasi derisoria.
-Come... come hai fatto?- borbottò Aonung, i suoi occhi che mi scansionavano. Non c'era rabbia nella sua voce, solo una profonda, quasi infantile, frustrazione. -Hai anticipato la sua mossa! Nessuno lo fa al primo tentativo! Nemmeno io!-
Mi strinsi nelle spalle, cercando di sembrare modesta. -Ho solo... sentito la corrente. E il pesce.- Non potevo rivelargli del "sussurro" di Eywa.
Aonung scosse la testa, ancora incredulo, ma per la prima volta, c'era un'ombra di rispetto nei suoi occhi. Non mi aveva chiamato "straniera" o "figlia della foresta" durante l'intera prova.
Quella sera, mentre il cielo si tingeva di arancio e rosa, mi sedetti sulla piattaforma della mia marui, guardando il tramonto. Neteyam mi raggiunse, portando con sé alcune alghe essiccate e del pesce fresco.
-Ho sentito di oggi,- disse, un sorriso affettuoso sul suo volto. -Aonung non la smetteva di brontolare sulla tua fortuna. Ma l'ho visto. Il modo in cui ti ha guardata.-
Gli raccontai del skalaw, della sensazione di anticipare il movimento del pesce, della fluidità che ormai percepivo nell'acqua.
-È un dono, Abigail,- disse Neteyam, prendendomi la mano e intrecciando le nostre dita. I suoi occhi mi guardavano con una devozione che mi faceva battere forte il cuore. -Lo capiranno tutti. Anche mia madre. È solo... difficile per lei accettare che qualcosa di così puro possa venire da ciò che odia.-
Mi appoggiai alla sua spalla, la sua presenza era un balsamo per la mia anima. -Credi che accetterà mai?- sussurrai, la voce rotta da un'emozione inaspettata.
Lui mi strinse forte. -Deve farlo. Per te. Per me. E per Eywa. Quello che sei... è qualcosa che non si può ignorare.- La sua voce era un sussurro caldo, una promessa silenziosa nell'aria fresca della sera.
E mentre guardavo le stelle di Pandora iniziare a brillare nel cielo scuro, sentii una nuova speranza farsi strada nel mio cuore. Non ero ancora completamente integrata, non ero ancora una Na'vi ai loro occhi, ma stavo guadagnando il loro rispetto, una mossa dopo l'altra. E con Neteyam al mio fianco, sentivo che avrei potuto affrontare qualsiasi cosa. La mia prova era lungi dall'essere finita, ma stavo iniziando a trovare il mio posto tra le correnti di questo nuovo mondo.

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