16° IL GIORNO BUIO

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La nebbia si alzò lentamente lasciando spazio a due occhi stanchi e provati dall'interminabile notte.

Alan Dix vide quel grosso edificio come una consolazione, un fratello sincero e taciturno.

Thomas J. Smith era morto nella notte, colpito al petto da una pallottola sparata dal suo stesso fucile.

Il colpevole, anzi la colpevole era Laura, moglie amorevole, devota e questo sarebbe bastato per descrivere il tutto come una semplice ma drammatica tragedia familiare.

Ma forse c'era qualcosa di più.

La mente riportò Alan nella sua camera da letto, fra lenzuola di lino, in compagnia di un buon libro e un profumato thè alla menta.

Lo squillare insistente del telefono, la risposta forzata e poi la voce di un bambino.

"Il mio papà è morto e tu sai il perché!"

E poi il corpo che si muoveva rapido nella stanza senza apparente controllo, la corsa in macchina e l'arrivo in Endity Street.

Infine la porta spalancata, Laura Green in ginocchio, ammanettata, lo sguardo perso nel vuoto, mentre accanto, riverso in un lago di sangue giaceva inerme Thomas J. Smith.

Era tutto così assurdo, palesemente fuori da ogni schema, eppure così vero, crudele e forse sibillinamente giusto.

Alan Dix capì solo in quel momento la vera tragedia che aveva colpito quella famiglia, il dolore prima, la disperazione poi.

Ed infine la follia.

Sarebbe stato così anche per lui?

Avrebbe davvero perso il controllo a causa di un rancore personale mai sopito?

Forse no; tutto sarebbe dipeso dalle sue prossime scelte.


Faceva male, molto più dell'ultima volta.

Dapprima era apparso sottoforma di un punto bianco per poi schiudersi progressivamente in un fiore chiaro e intenso.

Era la luce del giorno o meglio dei neon appesi al soffitto, ma dopotutto andava bene così, niente più buio perenne, visioni diaboliche o voci dall'oltretomba.

Danny era libero, inaspettatamente graziato dal direttore Dix...o forse condannato a qualcosa di peggio.

Cercò di pensare, mentre due guardie lo trascinavano verso la cella.

Era tutto confuso, fatto d'immagini oniriche e piccoli pensieri incerti.

Perché Alan Dix si era scomodato fino a quel punto?

Conosceva i suoi sentimenti e non lo biasimava; il fratello era perito per un suo errore ed ora non meritava che odio e rancore.

Era troppo per la sua povera mente confusa, un concentrato di dubbi e paure che forse prima o poi avrebbero trovato delle risposte.

Arrivato in cella si stese sul letto e iniziò ad osservare una lampadina penzolante.

Rilassò le membra e pensò ad un futuro fuori da River side, uno piccolo scafo, fra le mani una canna da pesca, magari in compagnia di una birra ghiacciata.

Già, sarebbe tornato in Polonia, la sua patria, la casa che aveva abbandonato in cerca di una vita migliore.

"Bello" esclamò, prima che gli occhi si chiudessero.




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