Il mondo si era ristretto alla larghezza di un gradino di pietra, al sapore del fumo che graffiava la gola e al suono ritmico, ossessivo, dei propri passi che rimbombavano nel vuoto.
Harry correva.
Le ginocchia protestavano a ogni impatto, i polmoni bruciavano
come se avessero inghiottito braci vive, ma la mente era stranamente, spaventosamente
lucida.
Un unico pensiero vi era rimasto conficcato dentro, un chiodo di ferro battuto che
trapassava i ricordi appena nati
Silente è morto. Silente è caduto.
L'aveva visto.
Aveva visto il corpo vecchio e leggero del preside volare oltre i merli della
torre come una bambola di pezza abbandonata alla gravità, i paramenti d'argento che
sbattevano nel vento della notte, mentre la luce verde dell'Avada Kedavra rifletteva ancora
nelle lenti a mezzaluna. Piton lo aveva fatto.
Ma prima di Piton, prima che la bacchetta del
professore recidesse l'ultimo filo, c'era stato lui.
C'era stato Draco Malfoy.
Il corridoio del terzo piano era una gola buia invasa dalla nebbia acre degli incantesimi.
Vetri infranti scricchiolavano sotto gli stivali di Harry, ritmando la sua caccia.
Le pareti di Hogwarts, che per sei anni erano state un rifugio, ora sembravano stringersi attorno a lui come le pareti di una tomba, trasudando freddo e umidità.
Più avanti, oltre la coltre di
fumo grigiastro, si sentiva il disperato scivolare di scarpe di cuoio. Passi leggeri, veloci,
spezzati dal panico. Passi da preda.
«Malfoy!»
Il grido di Harry non somigliava alla sua voce.
Era un ruggito roco, deformato dall'odio e dal dolore, che strappò il silenzio dei corridoi semidestri.
Accelerò, saltando sopra i resti di un'armatura divelta.
Svoltò l'angolo cieco che conduceva alla galleria dei ritratti. I quadri erano vuoti, gli occupanti fuggiti nei dipinti vicini per scampare alla violenza che aleggiava nell'aria.
Lassù, a metà del corridoio, la sagoma sottile di Draco Malfoy barcollò.
La camicia bianca, un tempo impeccabile, era strappata sulla spalla, macchiata di fuliggine e di
qualcosa di scuro che somigliava a sangue.
I capelli biondi, solitamente pettinati con geometrica precisione, gli pendevano sul viso in ciocche bagnate di sudore.
«Impedimenta!» urlò Harry, puntando la bacchetta con entrambe le mani.
Il raggio di luce rossa sfrecciò nel buio, mancando Malfoy di pochi centimetri e andando a impattare contro un pilastro di pietra.
Il marmo esplose in una pioggia di schegge taglienti. Draco emise un gemito acuto, un suono quasi infantile, e perse l'equilibrio,scivolando sul pavimento di pietra liscia.
Cadette in ginocchio, la bacchetta che gli sfuggiva dalle dita per rotolare a qualche palmo di distanza.
Harry fu sopra di lui prima che potesse raccoglierla.
Con un calcio violento, spedì la bacchetta di biancospino lontano, facendola tintinnare contro il battiscopa.
Poi, senza un briciolo di esitazione, puntò la propria bacchetta direttamente al centro della fronte di Draco.
Il legno di agrifoglio premeva contro la pelle pallida del ragazzo, abbastanza forte da lasciarvi un cerchio rosso.
«Muoviti. Alzati, vigliacco» sibilò Harry. Il suo petto si sollevava in modo asmatico.
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One
Fiksi PenggemarStoria composta di One Shot principalmente sui personaggi di Haikyuu e Mha ma con qualche sezione dedicata ad altri anime o libri..(tipo Harry Potter).
