Capitolo 13

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George era davvero felice di essere nuovamente a casa,con la sua famiglia,la sua camera e il suo letto. Era felice di rivedere i suo genitori dopo 3 anni! Dopo 3 anni risentiva il profumo di casa,il profumo dei vestiti puliti che lavava la sua mamma e non sentiva puzzo di urina dal tutte le parti. D'altro canto invece,era un po' giù di morale. Perché sapeva che doveva stare attendo a Liverpool quando c'era anche Ringo intorno. Sapeva che dovevano fare attenzione perché chiunque li conoscevano. Chiunque poteva sospettare qualcosa.

Anche se nel cervello di George balenava tutt'altro "attenzione" quella sera.

Ringo sarebbe venuto a cenare lì,anche se,secondo George,sembrava starno che i suoi genitori l'avessero lasciato andare,essendo che era la prima sera insieme alla sua famiglia da 3 anni. George si trovava in cucina quando il campanello prese a suonare all'impazzata.

"Chi diamine è che suona così?" urlò dal bagno Louise.

George alzò lo sguardo per guardare l'orologio; le 18.30. "Un po' in anticipo,vero Richie?" pensò. George si catapultò nell'entrata con l'entusiasmo di un bambino,si sistemò un po' i capelli ed aprì la porta.

L'entusiasmo del più piccolo svanì nel vento quando vide Paul fuori la porta,con gli occhi gonfi e rossi e con le lacrime che ancora scendevano sul suo volto.

"Paul.." George non sapeva che dire. Non aveva mai visto Paul in queste condizioni.

"Georgie.. Posso entrare?"

"Ma certo! Entra che starai congelando!"

"Grazie"

"Vieni,andiamo in camera."

I due si diressero in camera,ma Louise li fermò,vedendo le condizioni di Paul.

"Ei! Paul! Che succede?"

"Buona sera Louise. Niente di che. Solo che mi manca la mia mamma. Sai,sono tornato a casa e una valanga di ricordi mi hanno investito. Quindi avevo solo bisogno di un breve stacco,anche se sono appena tornato e può sembrare assurdo,ma il vuoto di mia madre è davvero difficile da riempire. So che tanto non riuscirò mai a riempirlo. Ma ho bisogno di respirare un po'.. Tutto qua.!"

Non era vero. Paul non ci era nemmeno andato a casa. Anche se le parole che aveva appena detto non erano del tutto false,perché sapeva che una volta a casa doveva affrontare quel senso di incompletezza che provava da quando Mary era andata via. Ma era lì per un altro motivo. John.

Una volta in camera,George e Paul si sedettero sul letto.

"Cosa succede,Paul? So che non sei disperato per quello.. O almeno.. Non solo per quello."

"Ho litigato con John"

"Dimmi qualcosa che non so,Paul."

"Ti prego,non mettertici anche tu"

"Ok,Ok. Cosa è successo questa volta?"

"Beh,eravamo in camera sul letto e stavamo parlando degli inizi di Amburgo,quando ad un certo punto lui mi chiede come mai non sono ancora andato a casa."

"NON SEI ANCORA ANDATO DA MIKE E JIM?!" chiese George sconvolto.

"No e se mi fai finire di parlare magari capisci pure il perché"

"Si,scusa. Continua."

"Bene. Comunque sia,io gli ho risposto che volevo dire tutto a papà e Mike,perché non volevo mentire più. Ma lui ha detto che non dovevo dire niente e che dobbiamo farcene una ragione. Come può mai chiedermi di mentire alla mia famiglia?! E come può mai dire che "DOBBIAMO FARCENE UNA RAGIONE? Lo faccio ormai dai 3 anni!"

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