«NON SONO CINESE»urlò spaventando i vecchietti intenti a sentire i numeri della tombola che Michael faceva uscire da un enorme bustone nero.
«oddio scusa! È che non riesco a distinguere i cinesi dai giapponesi!» dissi io scusandomi, il ragazzo davanti a me non la prese bene e si incazzò uscendo dalla stanza e sbattendo la porta.
Forse era filippino.
Mi avvicinai a Michael che aveva la mano infilata nella busta dell'immondizia dove avevano buttato i numeretti per la tombola e tirò fuori un foglietto.
«35» urlò rompendomi un timpano.
«cosa? 24?»
«FIGLIOLO IO NON SENTO»
«uuh ho fatto ambo!»
«nonnetta, sono felice per te, ma siamo arrivati alla cinquina» disse Michael avvicinandosi a lei.
Mi allontanai dal quel gruppetto e mi avvicinai a Niall che ovviamente si occupava del banchetto.
Stava tagliando un torrore alle nocciole quando lo bloccai dal braccio.
«COSA TOCCHI IL MIO MAGLIONE NUOVO»
«oh scusa» lasciai la presa e sorrisi«mi spieghi come faranno questi vecchietti a mangiarsi questo torrone? Dovrebbero papparsi le minestre, sto coso è duro anche per i miei denti» chiesi io confusa.
«lo so, ho preparato il torrone con la scusa che poi l'avrei mangiato io. Furbo vero?»
«NUN TE DICO QUANTO OH» sorrise non cogliendo il mio fantastiglioso sarcasmo e continuò a tagliare torroni.
Io, da normale ragazza a dieta, ne presi 3 pezzetti.
O forse 10… mmh… credo 22…
Insomma: ho svuotato il piattino.
Ruttai perché sono una persona di buone maniere e per bene e tornai da Michael.
So cosa vi state chiedendo: gli altri ragazzi dove sono? affanculo.
O forse in cucina a svuotare il frigo come farebbe una qualsiasi persona disagiata.
«Michael, posso aiutarti?» chiesi toccandogli i capelli.
Altro che capelli: quella era paglia mangiucchiata dal bestiame oh.
«aiuta i ragazzi dietro le quinte a sistemare gli strumenti, devono fare un piccolo concerto per questi nonnetti» ecco: per mia fortuna non erano a mangiare, bensì si stavano preparando per cantarci qualcosa.
Finalmente avrei ascoltato le loro bellissime voci, ero felicissima, quasi commossa. Mi asciugai la lacrimuccia nera di trucco che stava per colarmi sulla guancia e mi incamminai dietro al piccolo palco dove si sarebbero esibiti i ragazzi.
Mi avvicinai e trovai seduti in cerchio Liam,Luke,Ashton,Louis,Harry e Zayn: stavano facendo yoga.
Tutto molto normale.
«disturbo?»
«come sempre Hope, come sempre» mi disse Liam alzandosi. «sei venuta ad aiutarci?»
«mi ha mandata Michael»
«okay, allora ascolta questa canzoncina e dicci cosa ne pensi» disse infine, poi con un cenno disse ai ragazzi di sistemarsi.
Luke, dopo essere caduto sulla batteria di Ashton, si mise accanto a me con un piccolo mandolino blu e iniziò a sbuffare sonoramente lamentandosi «odio questa vita»
Ashton, ridacchiando come un bambino rincitrullito dei film horror che ti vengono a svegliare in piena notte per poi farti ricordare che dentro casa non hai bambini, stava saltellando verso la batteria che Luke aveva buttato a terra.
Harry, intento a divorare una banana, era seduto a terra a guardare il vuoto: era proprio un divoh.
Louis era sdraiato sul pavimento ad aspettare l'attacco che avrebbe dovuto dare il pret-*coffcoff*Liam.
«pronti miei apostoli?» chiese lui dopo aver guardato intensamente il soffitto per ricevere la giusta ispirazione.
«apostoli di sto cavolo» disse Zayn. Lui era appoggiato alla parete a mangiare kebab: mi chiedo da dove cavolo li prendeva.
Liam ruotò gli occhi e iniziò a cantare, ero pronta a sentire le loro meravigliose voci.
«A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.»
«ma cosa caz-»
«È NATALE È NATALE SI PUÒ DARE DI PIUUUUUUUUUUUUUUÙ È NATALE È NATALE SI PUÒ AMARE DI PIUUUUUUUUUUUÙ» urlò con voce strozzata Harry.
Altro che voci di angeli. Quasi crepo.
Iniziai a desiderare un muro davanti a me per poterci sbattere sopra la capoccia, non trovandolo me la diedi a gambe.
Poveri anziani, cosa dovevano subirsi… poi iniziai a pensare e ricordai che quei nonnetti erano più sordi di mia nonna quando le dicevo di essere piena e continuava a riempirmi il piatto di cibo.
Tornai nella sala dove era in corso la "festa" e sentii una signora prendermi in giro per il vestito.
«dove credi di essere signorina? In un pub per sporagliarelliste?»
«BEH MI AVEVANO DETTO CHE CI SAREMMO ANDATI QUINDI SHHH»
Presi una sedia e la trascinai in fondo dove iniziai a pregare e sperare di non sentire le loro voci, Liam mi aveva passato la voglia di fare la suora aiut.
Le tende rosse si aprirono e i ragazzi iniziarono ad urlare come scimmie con il ciclo.
Dopo 10 minuti lo strazio finì. Ero quasi sicura che nessuno del pubblico avrebbe adorato lo spettacolo e invece tutti iniziarono a commentare con:
«ODDIO RAGAZZI VI AMO. BIS BIS BIS»
«RICCIOLINO VOGLIO IL TUO NUMERO AIUT»
«CHE BEI GIOVINCELLI»
«MI HANNO FATTO VENIR VOGLIA DI CUCINARE, no aspetta la voglia ce l'avevo anche prima FALSO ALLARME AMICHETTE»
«CHE VOCI DI-VI-NE»
«SONO COMMOSSA»
«ADORO.» disse un'ultima vecchietta tutta sorridente, poi si alzò e «ma avete cantato o recitato? Non ho sentito nulla» e lì iniziai a ridere come una cogliona.
AW.
