XXII.chiarimenti

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Nell'ultimo periodo il nostro rapporto si era rallentato, era costituito principalmente da litigi piccoli e grandi su cui la vedevamo in maniera opposta. -Ti ho detto che per me non ci sono problemi- si espresse Jungkook dopo l'ennesima discussione sempre relativo allo stesso argomento, voleva che smettessi di fare il lavoro part-time e inoltre voleva pagare lui le tasse per l'università, -Non credi che invece per me ci sono problemi? Voglio essere indipendente e spendere ciò che guadagno- gli ripetei per la centesima volta, ma era chiaro che ciò che le dicevo entrava da un orecchio e usciva dall'altro. -Ma io ti voglio rendere le cose più semplici- insistette, prendendomi la mano -"Secondo te così mi semplifichi la vita, secondo te posso continuare a vivere in questo modo che ogni volta che incontro un ostacolo chiedo aiuto a te? Per me questa non si chiama vita- mi presi una pausa per poter rimettere in ordine il mio pensiero -"senti Jungkook, fin dall'inizio sapevamo di appartenere a due mondi diversi e questa è una della tante dimostrazioni che quello che pensiamo è vero. Non credo di poter continuare così,se credi che in questo modo tu mi stia aiutando, ti sbagli. Se mi vuoi veramente aiutare allora l'unica cosa che puoi fare è supportarmi in ciò che faccio- gli dissi per poi scendere dalla macchina,stanca di discutere sempre sullo stesso argomento, -Che gusto c'è se ciò che ti dico non lo ascolti veramente? Ogni tanto potresti provare a guardare le cose dal mio punto di vista?"- chiusi la portiera e me ne andai.

Ciò che mi faceva irritare di più era che se mi diceva quelle cose, nonostante gli avessi detto varie volte che non è che fossi in una situazione così critica ma era solamente un modo per staccare dallo studio e avere esperienza lavorativa, significava che non mi considerava alla sua altezza ma come una persona incapace di costruirsi il proprio futuro ed essendo incapace dovevo dipendere da qualcuno, la cosa che detestavo di più. Ma ero cosciente che lui voleva solamente migliorare le mie condizioni e sinceramente non ne sentivo il bisogno e anche se fosse me la sarei cavata da sola, come avevo fatto fino a quel momento. Il fatto era che lui proveniva da un altro mondo, in cui vedevano la condizione di persone come me critica perché loro erano abituati al lusso, si sbagliava perché, malgrado le difficoltà, stavo vivendo al meglio la mia vita.

-é successo qualcosa con Jungkook?- mi chiese mamma,vedendomi arrabbiata, mi conosceva come i peli che aveva sulla lingua, quindi le raccontai la ragione per cui avevamo litigato. -Lo capisco perfettamente, è solo preoccupato per te- si espresse alla fine, lei era stata la prima persona che mi disse -Ma non c'è bisogno che aggiungi un altro peso- quando iniziai l'università, dopo che le avevo espresso il mio desiderio di trovarmi un lavoro -voglio fare esperienza lavorativa e vorrei tenermi anche qualcosa a parte- la mia risposta non le piacque -ti prometto che se vedo che non riesco a reggere i tempi, smetto- la rassicurai, non poté che assecondarmi. -Mamma non è il genere di preoccupazione che voglio in questo momento, lo sai meglio di me- le dissi per l'ultima volta per poi salire nella mia stanza.

Mentre mi stavo facendo la doccia, mi arrivò un messaggio che lessi solo dopo essermi asciugata i capelli, era Jungkook -puoi scendere un attimo?- mi scrisse, era sotto casa mia da una mezz'ora ed era pieno inverno si sarà chiarito le idee pensai per poi raggiungerlo dopo aver preso una borraccia e riempita con della cioccolata calda dentro, con la speranza che non si fosse morto di freddo. La prima cosa che gli diedi fu la cioccolata calda che se lo finì in un secondo,stava morendo veramente di freddo poi andammo a sederci sulle altalene che erano situate nel parco vicino a casa mia; diedi un colpo di tosse per farlo parlare. -Premettendo dicendoti che non sono d'accordo con ciò che mi hai detto ma accetto la tua considerazione- non me lo aspettavo da lui visto che era più testardo di me -con cosa non saresti d'accordo?- gli domandai, interrompendolo -lasciami parlare per una volta- mi interruppe a sua volta, si schiarì la voce e ricominciò -lo sai che non ho mai pensato che noi due non apparteniamo allo stesso mondo, se lo vedi da un punto di vista sociale ed economico, sì, ma per me non conta tanto, l'importante è che io ci siamo trovati, quindi finiscila di pensarla così"- si interruppe per prendersi del tempo per poi continuare, mentre io ascoltavo ogni singola parola che stava dicendo -mi dispiace che ti sei sentita così per tutto il tempo ma lo sai che se te lo dico è per il tuo bene e ho capito che il mio supporto era quello sbagliato- rimasi sbalordita da ciò che disse, ormai erano settimane che discutevamo su questo tema e in quel momento che stava ammettendo di aver sbagliato, non ci potevo credere quindi gli dissi,per scherzare -cosa? non ho capito bene- non lo ripeté per la seconda volta, al posto delle parole rispose con un gesto,mi baciò -scusami se ti ho ferita- mi disse per poi darmi un altro bacio.

Sentire dalla sua bocca il contrario di ciò che avevo sempre pensato dal momento della nostra relazione, mi fece realizzare che ero la prima a farmi troppi complessi e che lui mi amava semplicemente per quella che ero.

-due mondi differenti-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora