Who will bring me flowers when it's over
And who will give me comfort when it's cold
Who will I belong to when the day just won't give in
And who will tell me how it ends and how it all begins
La vita non ha garanzie, questo è certo. Non sapevo chi sarei stata fra 2o anni o che cosa sarebbe successo, ma sapevo che volevo passare il resto dei miei giorni, dei miei sorrisi e dei miei ultimi respiri con Matt. Nessuno è perfetto, tutti abbiamo fatto dei errori ma il bello in fondo è anche questo. L' amore è riuscire ad amare tutti i difetti e particolarità che ci differenziano l'uno dall'altra. L' amore è riuscire a trovare un punto fermo, dove tutto è tranquillo in un mare di tempesta. Solo a due anni prima ero tremendamente sola, ora sapevo che c'era qualcuno che mi amava.
Allora perché se n'è andato?, mi chiese la mia coscienza. Non lo so, le risposi.
Sbuffai frustata.
Non importa, davvero non importa. Chi fosse Violet o che cosa avesse fatto, quello che mi dava fastidio era che Matt non mi avesse detto la verità, ma abbia aspettato che il passato letteralmente venisse a bussare a casa sua.
"Ryan chi è Violet?" ripetei la domanda alzando la voce "Amy...l'unica cosa che ti posso dire è che dopo essere usciti dalla clinica, io e i ragazzi abbiamo cercato di cambiare ed abbiamo conosciuto le ragazza...anche Matt, per un po' sono stati solo semplici amici ma poi la situazione è precipitata" mentre parlava i suoi occhi diventavano sempre più lucidi e qualche lacrima gli rigava le guancie coperte da un leggero strato di barba "Ma non arrabbiarti con Matt, lui ti ama davvero, è stato un periodo brutto, ci ubriacavamo ogni notte e cu facevamo sempre"
"Ryan ti prego non piangere..." gli sussurai all'orecchio abbracciandolo
"Mi dispiace per tutto..."
"Hey è tutto finito tranquillo"
"A me non devi chiedere scusa vai da Teresa" gli sorrisi e lui ricambiò per poi sparire in corridoio. Sentì la porta sbattere violentemente. Corsi giù e trovai quello che credevo essere il mio ragazzo baciare Violet passionalmente.
"Che...?"
No, è falso, non è vero. È falso. È falso, mi ripetevo, e forse lo sussurravo. Non ricordo bene.
Fu peggio di un pugno in faccia ed un calcio nello stomaco sommati insieme. Puzzava di vodka e fumo.
La voce si era bloccata nella gola, il corpo aveva cominciato a tremare ma le gambe rimanevano ferme, immobili come se impossero ai occhi di guardare quello spettacolo per imparare che per l'ennesima avevi sbagliata. Credevi che fosse quella giusta, quella persona che avresti voluto trovare di fianco a te alla mattina appena sveglia, ma ti sbagliavi.
In fondo, non ero Dio non potevo perdonare tutti.
James guardava la scena ad occhi sbarrati, non reagendo ma io non sarei rimasta con le mani in mano
nascondendomi dietro ad una lametta o dietro a felpe larghe. Avrei reagito, avrei urlato e si sarebbe sentito.
"Matt!!" si staccò ed a malapena mi guardò nei occhi
"Cosa vuoi?"
"Che cazzo stai facendo?!!"
"Che cazzo vuoi, tu ragazzina mestruata? ora va a correre dalla mammina e non rompermi i coglioni"
Quella frase fu terribile. Salì su in camera del mio ex e mi cambiai con vestiti davvero provocanti e con un make up pesante. Uscì dalla porta sul retro per dirigermi verso la spiaggia e la pista da skate. Mi sarei vendicata.
Scusate per l'assenza
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broken.
RomanceUtopia: aspirazione, speranza irrealizzabile, illusione Ecco com'era il loro amore [sequel: Il mio miglior incubo ✞]
