Capitolo 14

193 16 2
                                        

Quando arrivò il mattino, fu tutto pronto.
Jane si era preparata per partire e aspettava che Herobrine e Yuiya si svegliassero. Stava seduta ai piedi del letto, osservando con dolce malinconia i due: Yuiya, non apposta, si era aggrappata al braccio del giovane.
Solo dopo ore il Creatore si svegliò per primo, non muovendosi troppo.
- Come ti senti? - gli domandò la ibride.
- Sono stato meglio... Perché ho una bambina attaccata al braccio? -
- Eddai, Herobrine... ! Tu te la senti di alzarti e andarcene da qui? -.
Il giovane la guardò, notando la stazza enorme, gli anelli violacei al collo, ai polsi e alle caviglie, la pelle di ossidiana della principessa: perché aveva quell'aspetto? Cos'era davvero successo al castello del re Enderman?
Si alzò in piedi, allontanando la bambina.
- Sì, ce la faccio... Un po'. -
- Allora sveglio Yuiya... -
- La vuoi portare con noi? -.
La giovane si soffermò ad osservarlo negli occhi, decisa.
- Se lei lo desidera, allora sì. -.
Si avvicinò a Yuiya e, accarezzandola, la svegliò.
- Yui... Sveglia... -
- Mhm... ? Che c'è... ? - si mise a sedere, stropicciandosi gli occhi gonfi. Non sorrideva neanche.
- Yuiya... ti va di venire con noi?- chiese la ragazza.
La bambina si pietrificò sul posto. Guardava prima l'uno poi l'altra.
- Solo... Se non vi do... Fastidio... - quasi sussurrò, gli occhi lucidi e il labbro che tremava.
- Non preoccuparti! Più che altro, prendi quello che ti serve... Dobbiamo andare. - continuò Herobrine.
La bimba prese solo un peluche a forma di orso. Sorrise, prendendo le mani dei due.
- Sono pronta per andare...! - disse incerta ma allegra. Ma il dolore si celava dietro gli occhi di cielo.
La coppia le sorrise e insieme uscirono dalla casa al limite della palude, camminando verso una meta incerta.
Nella vecchia casa delle streghe fu lasciato solo un mazzo di fiori in ricordo della strega Marion, colei che aveva salvato Jane e Herobrine.

- Herobrine... Perché hai gli occhi bianchi? -.
La bimba teneva le mani dei due giovani e aveva il viso verso il ragazzo.
Stavano camminando sotto la scura volta celeste, interamente stellata. Tirava una leggera brezza e grazie ad essa, le foglie e i fili d'erba danzavano.
Egli guardò la piccola negli occhi, sorridendo candidamente.
- Non lo so, sono nato così... E non me ne vergogno. - disse pacato.
- Oh, okay... Jane? Dove stiamo andando? - stavolta si rivolse all'altra.
La principessa sospirò.
- Stiamo... Andando in una nuova casa. Per tutti noi. - guardò per un attimo l'amato con sguardo d'aiuto.
- Già, già! Staremo in una bellissima casa, lontana dagli Umani. Che ne dici? - ridacchió sorridendo.
- Che bello! Davvero mi volete con voi? Io? Che sono una bambina qualunque? -.
I due ragazzi si fermarono a guardarla con stupore.
- Yui, tu non sei affatto una bambina qualunque... Tu sei una strega! Hai dei poteri magici! Tu sarai sempre speciale. - le confidò Jane con un sorriso bellissimo, anche se nero come l'oblio.
Infatti lei era ancora nella sua forma da Enderman; non riusciva a tornare normale. Almeno ora, la sua pelle non era più cocente come qualche ora prima.
La rossa gioì in silenzio, non volendo far rumore per chissà quale motivo. Continuava però a essere amareggiata: non sarebbe andava avanti per molto tempo.
Il Sole era appena visibile, nascosto tra delle alte colline innevate. Da lì, cominciava l'ambiente "Tundra" e sempre lì, finiva l'ambiente "Pianura".
Yuiya si poggiò più sul Creatore, calando le palpebre lentamente. Barcollò in avanti per il sonno e se Herobrine non l'avesse presa, sarebbe caduta a terra, addormenta.
- Doveva essere davvero stanca per addormentarsi così, di punto in bianco. - commentò lui, prendendola in braccio.
- Bhe, ora che dorme... Posso darti le dovute spiegazioni. - disse la principessa, quasi in tono di rassegnazione. Gli prese la bambina di braccio, così che il ragazzo non si affaticasse.
- Vedi, Yuyia e sua nonna ci hanno salvato e curato quattro giorni fa.
Ci avevano trovati poco lontani dalla loro casa, entrambi privi di sensi. Io mi sono svegliata tre giorni dopo, ritrovandomi in queste condizioni mentre tu... Praticamente ora.
La nonna di Yui era una strega mentre lei era la sua apprendista; ci siamo salvati solo grazie ai loro incantesimi e pozioni. - accarezzó la testa alla piccina.
- Tu specialmente hai rischiato la morte. - finì seria.
- Mhm... Capisco...
Dobbiamo la vita a questa streghetta, quindi... - mormorò dolcemente, alzando la testa verso la bambina e prendendole la mano per accarezzargliela.
- Ebbene sì... Ma ora dimmi, cosa ci è successo lì al palazzo? Tu ricordi qualcosa...? -.
Continuavano a camminare: ormai erano in cima alle colline e dietro di esse c'era un fitto bosco coperto di neve. Il Sole stava sorgendo.
Avendo riposato durante il pomeriggio, avevano camminato per tutta la notte.
Egli sospirò malinconico per poi prendere a parlare e a spiegare.
- Bhe... Non c'era nessuno e neanche vie di fuga... Eravamo spacciati. Poi, qualcosa ci è caduto addosso, bloccandomi le gambe mentre tu eri schiacciata da me. In pochissimo tempo, sono svenuto. E poi, il resto già lo sai. - le spiegò, riscaldandosi le braccia perché la maglia, una che gli aveva messo Marion, era a mezze maniche.
- Ma allora, come siamo finiti qui? E... Chi ci ha fatto questo? - domandò, abbracciando Yuiya.
- Bhe, questo è tutto da scoprire. -.
Herobrine si fermò di botto in uno spiazzo coperto di neve.
Le sue mani si illuminarono per un istante per poi contenere dei blocchi di coblestone. Prese a costruire una casetta in cui far riposare tutti.
Jane lo guardò stranita.
- Ma come ci sei riuscito? -
- Hehe, io sono il Creatore: posso fare ciò che voglio. - sorrise beffardo per poi completare il piccolo edificio con finestrelle, porta e letti.
Aprì la porta alla coppia di femmine.
- Prego, principessa. - scherzò il ragazzo.
- Grazie, Creatore. - l'altra entrò sorridendo in modo elegante.
Pose la bambina su un letto e su quello accanto si mise lei.
L'altro entrò per poi sedersi accanto all'amata.
- Allora? Come facciamo con Yuyia? - chiese Herobrine.
La ragazza lo guardò e gli sorrise sinceramente.
- Ce la teniamo. Semplice. -.
Herobrine la guardò sbarrando gli occhi e aprendo la bocca, sbalordito.
- Tenercela?! Sarebbe troppo rischioso per tutti noi! -
- Non lo sarà, invece. Perché dopo aver capito cos'è successo nell'End, vivremo lì felici e contenti. Che ne dici? - sorrideva speranzosa.
- Non saprei... È che... Credi che ce la faremo a crescerla? - era piuttosto titubante e preoccupato.
- Sono certa che ce la faremo. E poi, darle tutto l'amore che si merita è il minimo che possiamo fare, o no? -.
La ragazza allungò una delle braccia scure e smisurate per accarezzare amorevolmente il capo a Yui, che sorrideva. Stava facendo un bel sogno.
- Se questo ti farà felice, farà felice anche me. - pacata e tranquilla era la voce del dio, così come il suo spirito.
- Comunque, per il regno... Andrò io. Tu devi restare al sicuro con Yuiya.
Se gli Umani ti vedessero... Sarebbe la fine. - la informò, fermo col tono.
- Non ti lascerei MAI andare da solo! Che ti salta in testa?! - più che arrabbiata era preoccupata per l'amato.
- Ridotto in questo stato, poi? No, non te lo permetto. -
- Non insistere. Faccio solo quel che meglio per noi. Non me lo perdonerei mai se ti succedesse qualcosa, lo sai. - le accarezzò la guancia e le diede un bacio sulla fronte, per calmarla.
- Uff... E va bene. Ma se muori ti uccido!- cacciò fuori la lingua, nera e lunga.
- Hehe, okay okay. Come ordina la principessa. - scherzò.
- Sul serio, però... Aspetta di rimetterti in sesto. - lo prese in braccio per tenerselo vicino.
- Vi costruirò una casa più grande e sicura e poi partirò. Tra tre o quattro giorni dovrei andare. -.
Passó la mano tra i capelli lisci e fini di Jane, sorridendo stancamente.
- Sei stanco, eh? -
- Già...- egli chiuse gli occhi, addormentandosi.
- Hehe, buonanotte. - anche lei chiuse gli occhi, stendendosi con il ragazzo sull'addome.

Il Sole era già alto quando la principessa si svegliò.
Accanto a lei c'era la piccola strega, ma del Creatore neanche l'ombra.
- Mhm...? - ella si guardò attorno, stranita.
Sentì un bussare a quella che qualche ora prima era una finestrella e ora era la porta per il balcone.
Era Herobrine.
- Hero? Ma che ci fai lì fuori? - ridacchiò, alzandosi e andandolo ad aprire.
Gli aprì la finestra.
- Bheeee, stavo sistemando la casa. Che, non si vede? - disse scherzoso. Era tutto sudato dalla fatica.
- Questo l'ho notato. - uscì fuori al balcone, guardando il tutto.
Era affascinata dalla bravura nel costruire tutto quello in così poco tempo. E senza far rumore.
- Wow, sei stato fantastico! - lo complimentò.
- Oh bhe, ho un certo talento. È quello che chiamano "mano del designer". - si vantava buffamente.
- Vorreeeesti. - lo prese in giro lei. Gli schiocco un bacio sulla fronte.
Però, il ragazzo la osservò dalla testa ai piedi. Sospirò.
- Vedo, però, che tu non sei ancora tornata normale. - commentò un po' scontento.
Jane si guardò: aveva il corpo d'un Enderman; la pelle era nera-violacea, le braccia le finivano sotto i fianchi, i capelli erano sempre gli stessi, mentre gli occhi erano molto più grandi e di un intenso color viola e lilla, le labbra erano nere e nascondevano dei denti color pece e aguzzi. Indossava solo una veste marroncina che le arrivava alle ginocchia, regalo della strega Marion.
Rimase in silenzio.
Herobrine si avvicinò a lei e l'abbracció.
- Ma sei sempre bellissima. -.
La principessa gli sorrise.
- Grazie. -.

Diamond HeartDove le storie prendono vita. Scoprilo ora