Gocciolava sulla lama di diamante e lungo le guancie e il mento di Herobrine il sangue dell'umano Steve.
Il corpo dell'avversario era carbonizzato. Non c'era più niente di lui.
La pianura era silenziosa, tranquilla, e con omertà non si ribellava allo scempio che aveva preso posto sulle sue belle terre verdi.
Il Creatore si passò una mano sul viso nell'intento di pulirsi. Posò la spada nell'inventario.
Rivolse lo sguardo lontano, al corpo dei Jane che era sotto un albero di betulla verdeggiante.
Sospirò. Avrebbe provato l'impossibile.
Non aveva niente più da perdere.
All'orizzonte aleggiava una nube scura e carica d'acqua e di fulmini; i rombi dei tuoni facevano pulsare forte il cuore del dio.
In un baleno, volò da lei e la prese per poi volar via alla massima velocità. Dietro di sé lasciava una fitta polvere di fumo e terra.
Arrivò al villaggio in tre minuti, atterrando sulla torre che si innalzava al suo centro.
Lì la tempesta era imminente.
Poggió la principessa a terra e alzò il viso al cielo.
- Non ti prometto nulla, principessa. Spero solo che funzioni. -.
Si levó da terra e alzò le braccia al cielo: le nubi vennero squarciate da saette blu e gialle, l'aria era diventata umida e il tuoneggiare dei tuoni rendeva l'atmosfera surrealmente paurosa, ma anche maestosa.
Iniziò a piovere.
Tutte le persone per le vie corsero nelle loro case per non bagnarsi. Nessuno era per strada, nessuno vedeva il dio che provava a portare indietro la vita della ragazza ibride.
- Jane... tu devi vivere... TE LO ORDINA IL CREATORE! - la colpì con un potente fulmine.
La ragazza tremó violentemente, ma ancora non respirava. Ma come poteva mai funzionare?
- VIVI! VIVI! - altri due fulmini seguirono il primo.
Saranno state le parole del dio o il corpo della ibride, ma nel petto della ragazza il cuore prese a battere molto lentamente.
Un'ultima saetta la fece ritornare in vita, completamente. Prese a respirare, stancamente però.
Herobrine si fermò, calmò la tempesta. Incerto, rimise i piedi per terra e si chinò sulla giovane e le mise la mano sul suo cuore.
- Sei.... Sei tornata... - mormorò con l'emozione che gli mozzava il fiato.
Le lacrime lavarono via le ultime traccie di sangue dal suo viso mentre abbracciava Jane.
- JANE! SEI VIVA! -.
L'altra si svegliò. Aprì di poco gli occhi violacei.
- H-hey... - era ancora pallida, ma in vita, non più un cadavere senza anima.
L'amico la prese per le spalle e la guardò negli occhi, sorridendole sincero.
Jane ricambiò il suo sguardo e lo abbracció, cominciando a singhiozzare e a piangere.
- Oh, Herobrine! Non sai quanta paura ho provato! - si aggrappava a lui come se fosse stato la cosa più inestimabile del mondo.
- Non lasciarmi mai sola...! - lo supplicò.
Lui le mise una mano sulla testa, sorridendo lieto.
- Non ti lascerò mai sola... Te lo prometto. -.
Rimasero lì, sotto la pioggia, stretti in un forte abbraccio.
Ma finalmente le nuvole volarono via. Non pioveva più.
- Mi sei mancata... -.
Il Sole prese a splendere alto nel cielo ormai azzurro e sereno.
- Anche tu... - Jane appoggiò la testa sul petto del ragazzo e afferrò la sua maglia azzurra da dietro.
- Mi sentivo così solo... stavo perdendo la testa senza di te... - la abbracciava, e insieme si cullavano alla brezza del venticello che stava soffiando leggero su di loro. Si sarebbero presi un malanno, ma a loro poco importava.
Finalmente si alzarono, ancora bagnati dalla pioggia.
- Non me ne andrò mai. -.
Scesero dalla torre e presero a camminare tra le vie del villaggio.
Herobrine coprì gli occhi con dei ciuffi e dava l'idea del ragazzo più emo 2003 di MySpace del pianeta, ma nulla poteva coprire quelle enormi macchie di sangue.
Alla svelta, andarono a comprare dei vestiti nuovi. Herobrine, per fortuna, teneva i soldi nell'inventario; lasciò a Jane il compito di comprare tutto quanto.
Si rimisero in cammino dopo essersi rimessi in sesto in un'osteria, lavandosi e riposandosi per un po'. Non si parlarono granché, ma l'uno non era mai più distante dall'altra di un metro.
Camminarono per tutto il pomeriggio e al tramonto stavano ancora in marcia.
Erano nel bioma "Giungla".
Ancora, nessun mob era nelle vicinanze.
- Credo che possiamo fermarci qui! - disse vivace Herobrine, piazzandosi davanti ad un alto albero di cacao, pieno di liane.
Jane iniziò a scalarle.
- Infatti! Su, dai! Muoviti, lumaca! - rise graziosamente.
- Haha! - il giovane volò fino all'altezza della ragazza.
Da quel che aveva capito, Notch non poteva rintracciarlo, forse a causa della perdita di forze dopo l'ultimo scontro, ma lo stesso valeva per Herobrine: si stancava molto volando o evocando le forze della natura.
- A me non serve scalare alberi, cara. - commentò beffardo.
- Ma come... -
- Zitta e vieni! - il ragazzo la prese a mo' di sposa e volò velocemente fino alla cima dell'albero.
Lì, la appoggió delicatamente coi piedi sulle foglie compatte.
- Wow... è stato fantastico! - gioí lei, anche se un po' verdognola in viso.
L'altro ridacchió per poi stendersi, guardando il cielo.
La principessa lo guardò incuriosita.
- Ma che fai? -
- Guardo le stelle. -
- Che romanticone. -.
Anche lei si stese accanto a lui, osservando il cielo stellato.
Herobrine indicò una costellazione.
- Quella è l'Orsa Maggiore mentre quella- ne indicò un'altra - è la Cintura di Orione. -.
Jane le guardava, affascinata.
- Sono bellissime... -.
Il Creatore sorrise di poco, annuendo.
- Anche tu sei bellissima. - le confessò con nonchalance, continuando a osservare il firmamento.
Jane arrossí tanto da sembrare un pomodoro.
- M-ma non è vero! -
- Certo ch'è vero...! - esclamò di protesta il giovane. Si mise a sedere, guardandola sorridente.
- Sei bellissima... simpatica... intelligente... e l'unica persona che mi abbia voluto realmente bene. -
Arrossirono entrambi.
Jane, rimasta stesa, annuì col capo con un sorrisetto imbarazzato. Non sapeva che dire.
L'altro ridacchiò e si rimise a stendere.
Jane si fece più vicina, ai mise sui gomiti e fissò lo sguardo sul viso del Creatore: mascella squadrata, profilo regale, labbra leggermente pronunciate. Egli teneva gli occhi chiusi, palesemente godendosi la quiete notturna, e forse anche lo sguardo incantato della giovane.
Fu una questione di pochi secondi: Jane si era abbassata su di lui e lo aveva baciato sulle labbra. Un bacio casto e innocente.
Herobrine aprì gli occhi, osservandola sorpreso e senza fiatare.
- Credo di amarti, Creatore. - gli confessò con dolcezza, esitando una carezza.
Il giovane allungò la mano per prenderle la guancia delicatamente.
- Credo di amarti anch'io, principessa. - le sorrise e Jane si abbassò nuovamente per dargli un altro bacio.
Si accoccolò vicino al giovane che la circondò con le braccia forti, respirando a fondo e con soddisfazione, dandole un bacio sulla fronte e chiudendo gli occhi.
- Buonanotte, Jane. -
- Sogni d'oro, Hero. -.
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Diamond Heart
FanfictionHerobrine è uno dei due creatori dell'Universo di Minecraft, ma è considerato da tutti un mostro senza cuore. Tutti lo vogliono morto, eccetto Jane, una ragazza dai mille segreti e talenti. Il famoso cattivo del mondo di Minecraft, il secondo creato...
