《Smettila di pensarmi.》 Mi aveva scritto.
È una settimana che non gli parlo.
Una settimana. In questi giorni l'ho visto uscire di casa per andare chissà dove, ma niente di più.
Cosa mi aspettavo? Sono la solita ragazza che si fa illusioni.La cosa positiva di questi sette giorni è che ho trovato un lavoro in un ristorante, come cameriera. È temporaneo e dopo che farò i corsi di potenziamento,cercherò un lavoro in un ufficio. Mi sento sconfitta, è come se qualcuno mi abbia donato una cosa per poi privarmene subito dopo. Ho parlato con la mia migliore amica dicendogli che mi manca, ma non voglio ancora dirle di Cameron.La mia migliore amica si chiama Sasha, ha la mia età e ci conosciamo dal primo anno di superiori. Lei è sempre stata una spalla su cui piangere, e io sono sempre stata altrettanto per lei. In passato mi ha consolata dopo la rottura con il mio ex-ragazzo,è stata lei a tirare fuori il meglio di me dopo che il mio cuore era stato fatto a pezzi. Il mio ex si chiamava Jack, era uno di quei cattivi ragazzi,quello che non vuole storie serie.Stavamo bene insieme, ma eravamo troppo diversi: io ero troppo impegnata a tenermelo stretto, mentre lui si allontanava sempre di più.Un po come continuare ad inseguire qualcuno che scappa sempre . Alla fine mi ha lasciata per un'altra.Mi ha fatto capire che tutte le altre erano migliori di me, che non valevo più niente, ero solo un rifiuto.
La mia vecchia vita a Denver era anche bella a volte, frequentavo il liceo della mia città e avevo avuto qualche ragazzo. Avevo degli amici e la mia casa era in centro.
Poi però mio padre è morto in un'incidente: ero in macchina con lui quel giorno, mi stava accompagnando a scuola.
《Madi, penso che arriveremo in ritardo, c'è troppo traffico.》Mi disse mio padre mentre cercava di affacciarsi al finestrino per guardare qualcosa.《Ma come?Non posso mancare oggi! Ho una verifica alla prima ora!》 Gridai io.
Ero triste ed arrabbiata, ma del resto non era colpa sua.Vedendomi piagnucolare sorpassò la fila di macchine in velocità, si voltò a guardarmi un istante e mi disse: 《Non preoccuparti Madison,farò qualsiasi cosa per non farti perdere quella verifica.》 Furono le ultime parole che mi ha disse prima che un Autobus ci prendesse in pieno e ci schiantasse sull'asfalto.Non dimenticherò mai la sua voce, le sue parole, quei secondi prima dell'incidente. Non so come ho fatto ad uscirne illesa e con quakche taglio mentre lui è morto sul colpo. Mi sento ogni giorno in colpa per quello che è successo... È solo colpa mia e della mia stupida verifica. Nessuna scienza o medicina che studierò potranno ridarmi mio padre. Non dovevo pressarlo,forse oggi sarebbe con noi e io sarei ancora a Denver.
《È solo colpa mia.》 Ripetevo ogni giorno a mia madre mentre piangevo. 《Non devi sentirti in colpa Madison! È stato un incidente.》 Diceva cercando di nascondere le lacrime. Mia madre soffre ancora come me, ma lei ha sempre dovuto dimostrare la sua forza e ha sempre evitato di piangere d'avanti a sua figlia.Ma io sentivo di notte il suo pianto mentre era chiusa in camera, sentivo il suo dolore. Nonostante tutto quello che è successo sono ancora qua, in una nuova città per iniziare di nuovo a vivere.
^ Sto uscendo per andare a lavoro, il ristorante è in centro e ci metterò mezz'ora ad arrivarci.
Cammino, cammino e cerco di fare il più presto possibile, non voglio arrivare in ritardo...
Dopo un po arrivo e inizio a prendere le ordinazioni. È il mio secondo giorno qui, devo dire che pagano bene poiché il lavoro e i turni sono molto stancanti.
Il locale è grande e spazioso, è in stile moderno e ci sono altre ragazze che lavorano qui. Ancora non ho stretto un legame con nessuno, mi limito a chiedere informazioni sul lavoro.
Sono in cucina per portare le ordinazioni, quando sbatto contro qualcosa o meglio qualcuno. Mi riprendo e vedo degli occhi nocciola che mi fissano. C'è un ragazzo che mi guarda. Rielaboro le immagini nella mia mente e capisco che è lui, proprio il ragazzo che sette giorni fa mi aveva detto di stargli lontano.
Mi porge una mano e Accenna uno 'scusa'. 《Cosa ci fai qui?》 Gli dico.《Cosa ci fai ti qui? Io ci mangio casomai.》 Dice serio. 《E perché eri in Cucina?》 Chiedo curiosa scrutando la sua figura.
Solo adesso mi accorgo di quanto mi erano mancati i suoi occhi addosso. Mi fissa sempre nello stesso modo. Ogni volta che lo vedo è come se l'aria mi mancasse, come se all'improvviso il mondo mi sottraesse la cosa più preziosa in cambio dei suoi occhi. E giuro che non avevo mai smesso di respirare per voler morire dentro i suoi occhi. Nessuno mi aveva mai toccata in quel modo. E quando dico 'toccata'intendo dentro. È bello come il solito: capelli alzati in un ciuffo, maglietta grigia e jeans scuciti al ginocchio 'come al solito' penso. 《Troppe domande non credi? E comunque se ci tieni a saperlo, stavo andando alla toilette. Tu che ci fai qui?》Chiede guardando la mia divisa da cameriera. 《Lavoro in questo locale.》 Dico subito. Si avvicina a me e mi afferra i polsi con le mani.
《Ti ho fatto male?》 Mi chiede quasi sussurrando. 《Non preoccuparti, non fa niente.》
Affermo sinceramente.Si avvicina al mio orecchio e mi sussurra:《Ti sta benissimo questa divisa.》 Poi fa un ghigno malizioso e mi guarda. Non rispondo. Non so cosa dire, prima mi dice di stargli lontano e poi mi fa i complimenti? Non si fa sentire per una settimana, non mi saluta e poi pretende che io faccia finta di niente. 《Perché vuoi che io ti stia lontano?》Chiedo guardando in basso mentre lascia i miei polsi.
《Potrei ferirti e io non voglio farlo. Nonostante tutto io non ci riesco e giuro che in questi sette giorni ho dovuto compiere uno sforzo per starti lontano. È stato tutto invano,poiché ogni notte venivo a guardarti dormire.》 Dice abbassando anche lui gli occhi.
Non so se essere arrabbiata con lui, ed è questo che mi mette in difficoltà. Qualsiasi cosa dica o faccia è tutto un mistero per me, mi confonde e non mi fa capire più niente. Mi allontana dalla realtà, è come se in questo momento fossimo in un'altro universo, solo noi due.《Non devi starmi lontano.》 Gli dico prendendo il suo volto tra le mani costringendolo a guardarmi.
Lo sguardo si fa intenso, i nostri occhi parlano senza bisogno della bocca. Si avvicina di più a me.
Mi guarda, io faccio per dire qualcosa ma lui mi zittisce.
《Shh!》 Dice con voce bassa e seducente.
^
Ditemi se vi piace il capitolo e cosa non vi piace. Se volete che continui lasciate un commento e una stellina! Grazie a chi sta seguendo questa storia! 😏Spero vi piaccia e spero di non essere stata banale. Baci! 😘❤
STAI LEGGENDO
Il Ragazzo Della Casa Di Fronte |Cameron Dallas|
Fiksi PenggemarCosa accade quando ti trasferisci in un'altra città e il tuo vicino di casa è Cameron Dallas? Madison Smith è una ragazza che sfugge ad un passato traumatico insieme alla madre,ma non sa che il dolore si ripresenta alle porte in qualsiasi posto tu...
