''Quel giorno,come ogni giorno, entrò in classe la professoressa.
Ci alzammo tutti in piedi.
C'era chi ripeteva la lezione,chi messaggiava col cellulare, ci guardava in basso e chi parlava col compagno di banco.
La professoressa si sedette.
Oggi voglio fare una cosa diversa, molto diversa. -disse
Ci diede un foglio bianco.
Oggi voglio conoscervi, conoscervi per davvero. Non restare a guardare la vostra maschera,mentre spiego. -affermò.
Ci guardammo un attimo perplessi.
Dovete scrivere su questo foglio bianco quello che avete passato e che state provando. La persona che amate e quella che odiate. Cos'è giusto e cos'è sbagliato. Voglio che vi sfoghiate. -continuò
Tutti iniziammo a scrivere.
Avete due ore di tempo. -replicò
Mentre scrivevo, notai i suoi occhi. Erano pieni. Pieni di voglia di vivere, di guardare in faccia la vita.
Passò un'ora. Suonò la campanella.
Una volta finito, consegnatemi il foglio col nome. Leggerò i vostri testi in classe, davanti a tutti.
Calò il silenzio.
Dall'ultimo banco si alzò una mano.
Cosa c'è?-disse lei
Quindi sarà una cosa pubblica?-chiese un'altra
No. Non leggerò il nome di chi l'ha scritto. -confermò
Altro silenzio.
Suonò la seconda campanella.
Consegnatemi i fogli. -ordinò
Consegnammo il foglio.
Il giorno successivo si presentò in classe.
Ci alzammo.
Si sedette e iniziò a leggere.. uno,due,tre testi.
Poi continuò a leggere.
Salve a tutti. La mia vita è un po' strana. E ora le racconterò il perché. Avevo cinque anni. Mio padre picchiava sempre mia madre, e anche me. Dopo un anno lui morì. Non sapevo se essere felice o triste. Avevo dodici anni. Mia madre si ammalò di cancro. Morì anche lei,pochi mesi dopo. Avevo quattordici anni. Iniziai a tagliarmi. Braccia, gambe,pancia,tutto. Passai gli anni più brutti della mia vita. E non sono finiti. Sono peggio. Ho dei mostri dentro. Ma voi non potete capire. Non li potete vedere dentro i miei occhi.
Calò il silenzio.
Un attimo di esitazione della professoressa,poi continuò.
Ogni giorno penso a un modo per uccidermi.
Neanche una parola in più,solo questo. Lei appoggiò il foglio sopra gli altri. Si alzò in piedi. Camminò tra i banchi.
Aveva un'aria comprensiva. Forse ci era passata anche lei, chissà.
Ci chiamò alla cattedra,uno per uno.
La vidi riconsegnare i testi.
Sembrava come se sapesse di chi erano.
Mi chiamò.
Venga.-disse
Eccomi.-replicai
Mi guardò negli occhi. Cercò il tema, il mio tema.
Me lo mise in mano.
Andai a posto.
Una volta riconsegnati tutti, si alzò,di nuovo.
Voi, tutti voi. Non siete un voto rosso, su un foglio bianco. Voi non siete il voto. Ci guardò negli occhi. Poi continuò. Voi non siete vuoti. Guardatevi, guardatevi attorno. Siete tutti uguali, eppure tutti così diversi.
Non mollate. Resistete. Perché un giorno, tutto questo sarà finito.
Uscì dall'aula. Suonò la campanella.
Tutti noi restammo cinque minuti a fissare il vuoto di quelle pareti. Ci alzammo, e uscimmo. Consapevoli di non essere più gli stessi."
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Il diario di una ragazza mentalmente squilibrata 1
De Todole frasi migliori che amo di più dal web!