Capitolo 32.

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POV NINA.

" Sei ubriaca Nikki. Non fare cose di cui ti pentiresti. "

" So quello che voglio.. "

" No che non lo sai.. " cerco di farla ragionare. " Andrai in prigione e ti rovinerai. Per cosa poi? Per una delusione d'amore? Non ti sembra troppo? Hai una vita davanti. "

" Non mi hai portato rispetto. Mi hai portato vita il ragazzo e ora pure il bambino.. "

" Non sai quello che dici. Il bambino tu non lo hai mai aspettato. Devi calmarti Nikki, dici cose senza senso. Calmati ti prego... "

POV IAN.

Sono a casa tranquillo, quando ricevo uno squillo da Nina. Strano, chissà cosa vuole. Provo a chiamarla, ma ha tutto spento. Magari vuole che vada a prenderla.

Mi alzo e vado verso la casa di moda. Quando arrivo, tutto è spento, ma ovviamente le porte sono aperte, quindi entro e mi dirigo verso l'ufficio della mia ragazza sorridente.

Ma man mano che mi avvicino sento delle voci. Nina non è sola? Con chi sta parlando?

Mentre mi avvicino inizio a sentire meglio la seconda voce. Mi suona familiare, ma mi rendo conto della seconda persona solo quando sono davanti alla porta.

Nikki... Nikki è dentro con Nina e la minaccia. Sbircio e noto che ha pure un coltello. Ma che cazzo... è impazzita? Non deve toccare la mia ragazza. Non deve torcerle un solo capello.

Mantengo la calma, così mi allontano e velocemente chiamo il 911. Subito dopo mi precipito nella stanza dove ci sono le due donne, ed entro.

"Nikki.. " sussurro. "che stai combinando? " la oltrepasso e abbraccio subito Nina che è visibilmente terrorizzata. Cosa le ha fatto? Le do una rapida occhiata per accettarmi che stia bene. Sembra non avere nulla.

" Tranquilla. Ci sono io. " le bacio la fronte e lei annuisce stringendosi a me. Guardo Nikki.

" Sei ridicola con quel coltello. Vattene e lasciaci in pace prima che io ti rovini per sempre e sai che posso farlo. " dico infuriato. " Inoltre, non provare a torcere un solo capello alla MIA donna. Ho chiamato la polizia, quindi sparisci. Anche se secondo me potresti accomodarti e aspettarli, perché se vai via.. ti cercheranno. Questa volta non la passi liscia. Denunceremo l'accaduto. "

Lei sta immobile davanti a me e ci fissa.

" Non è la donna giusta per te.. " dice infine e io rido.

" Ma la smetti? Ti senti? Sono adulto, lasciami decidere da solo la donna giusta. "

" Andava tutto bene tra di noi.. "

" Vattene! O te ne vai o taci, non posso più ascoltarti. "

In lontananza si sentono delle sirene e solo in quel momento lei capisce che ho fatto sul serio. Sembra tornare in se e posa il coltello. Ci lancia un ultimo sguardo e va via. Come una vigliacca, ma non gliela lascio passare liscia. Non questa volta.

Nina scoppia a piangere non appena va via e io la stringo.

" Ti ha fatto male? "

Non risponde, è sotto shock.



Mentre ascolto Nina che racconta l'aggressione davanti a me, a Julie( che è appena arrivata ) e agli agenti, mi si gela il sangue. Voleva fare del male alle due persone che amo di più nella vita. E ci sarebbe riuscita, se non fossi arrivato.

" Piccola, non ti lascerò più sola. E da lavoro esci quando finisco io. Niente più straordinari. "

" Concordo. " dice Julie.

Lei annuisce senza protestare e mi stringe la mano.

"Anzi.. " dice Julie e ci guarda. " Io penso che abbiate bisogno di una piccola vacanza, voi due. Vi do due settimane di ferie. Divertitevi, partite, pensate a voi e poi ritornate. Ma... andate via e non pensate più a tutta questa merda. "

Guardo Julie sorpreso e poi subito Nina.

" Nina... ti andrebbe? Ne hai bisogno! Dopo quello che è successo io penso che hai bisogno di un po' di relax. Solo io e te. Ok piccola? "

Lei semplicemente annuisce. Non sembra molto entusiasta della cosa, ma penso che sia solo ancora sconvolta.

Mi alzo, ma lei mi blocca subito.

" No! "

" Scusami. Sono qui con te piccola. " ritorno accanto a lei e chiamo l'agente della polizia che subito si avvicina.

" La mia ragazza è stanca e sconvolta. Possiamo andare a casa? O vi serve altro? "

" Potete andare. Siamo a posto per ora. "

" Oooh grazie al cielo. " sorrido e guardo Nina.

"Su piccola, andiamo a casa così ti fai un bagno e riposi. "

Lei annuisce piano, ma non si muove. Guardo Julie preoccupato. Lei sorride.

" Tranquillo Ian, è normale. Portala a casa e falla riposare. Soprattutto non lasciarla sola. Domani starà bene. Se vuoi posso aiutarti. " mi dice, ma io scuoto la testa sorridendo.

" No Julie grazie. Hai fatto già tantissimo. Grazie mille. "

Mi alzo e prendo Nina in braccio.

" Ian? " mi chiama Julie mentre sto uscendo dalla stanza. " Partite anche domani, se volete. Vi pago tutto io e non protestare. " dice subito. " Domani ti mando tutto. "

So che dovrei rifiutare, o almeno dirle che ci bastano i "giorni" che ci ha concesso e non il viaggio anche pagato, ma per questa sera voglio portare Nina a casa, quindi annuisco e le sorrido prima di uscire. Domani ne parleremo meglio. 


***

GRAZIE MILLE A TUTTI ANCORA. So che pubblico un capitolo ogni settimana, ma con il lavoro sono davvero molto impegnata. Però come promesso, non vi abbandono. Grazie di cuore a tutti quelli che stanno continuando a leggere questa storia. 

NIAN - Because.. you are my life.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora