Ci fermammo a quel ruscello per pochi minuti, ubbidendo agli ordini di mio padre, e poi ripartimmo.In un quarto d'ora potemmo vedere la curva alla nostra destra.
<<Da lì si va per Gioven, giusto?>> chiese Ted.
<<Si. Ma noi proseguiremo diritti. Chissà se hanno già ricevuto il nostro messaggio...>>disse mio padre
<<Li hai avvertiti?>> chiese Glenne.
<<Si, ho fatto mandare dei piccioni viaggiatori. Ma non so se si preoccuperanno troppo. Ho detto di scrivere quanto possano essere pericolosi, ma loro non sanno...>> rispose abbassando lo sguardo. Nemmeno i genitori di Serin erano nati nell'ultima PrimaVera, ma la sofferenza la conoscevamo tutti.
Mi girai per guardare Teresa, sul suo cavallo dietro di me; le accennai un sorriso. In quel momento stava dando il suo ultimo addio al suo sogno ed alla sua vita; chissà se lui avrebbe pensato a lei, si chiese per un attimo, chissà se sarebbe sopravvissuto; se il suo popolo si fosse arreso, gli uomini sarebbero stati risparmiati, lui sarebbe stato salvo, mentre lei sarebbe stata lontana. Destino crudele.
Non c'era più alcun sentiero, stavamo proseguendo per i prati e dovevamo stare più attenti, per eventuali animali, e perché i cavalli potevano inciampare, fermarsi a mangiare, imbizzarrirsi; era una posto che non conoscevano, nessuno di loro. Il prato era sconfinato, con erbacce, fiori, qualche albero qua e là. La terra era dissestata in alcuni punti, in altri era piena di rocce, e il nostro cammino venne rallentato di molto.
La mia Azari reggeva bene il passo, era una cavalla che amavo ogni secondo di più. I due pony, con le loro zampe corte, proseguivano inciampando spesso, e rallentandoci. Ad un certo punto Rodd si fermò di colpa e venne sbalzato leggermente in avanti. Fortunatamente mio fratello era ben saldo nelle staffe, e riuscì a non cadere.
<<Tutto bene?>> chiese mio padre a Rodd.
<<Sì, però non riesco più a farlo muovere.>> mio padre lo incitò con la voce, poi disse a mio fratello di dare una sgambata un po' più forte.
<<Sta bene in equilibrio.>> gli disse prima di dargli una bella pacca sul di dietro. Il pony scalciò qualche secondo, e poi riprese il cammino.
Gli altri cavalli proseguirono senza troppi ostacoli. Chissà come sarebbero stati i puledri che avevamo dovuto lasciare; mio padre li aveva affidati ad un suo amico: Sal Ledino.
<< Noi partiamo. Io non so che intenzioni avete, non ti chiedo nemmeno di dirmelo. Però, in caso vi arrendeste, i miei animali sono in casa mia, li lasciamo lì. Dì a qualcuno di occuparsi di loro...non li fate morire, se riuscite a salvarvi.>> gli disse. Dopotutto ci eravamo affezionati a loro.Proseguimmo ancora, ed ancora. Ognuno iniziava a pensare che non saremmo arrivati da nessuna parte, che saremmo morti lungo il cammino, così stavamo tutti in silenzio, il nostro passo cullato solo dal suono attutito degli zoccoli sull'erba.
Infine il sole sparì dietro l'orizzonte. Non c'erano ripari, luoghi asciutti dove potersi nascondere.Non si vedevano più nemmeno gli alberi, solo qualche piccolo, insignificante arbusto.
<<Fermiamoci.>> disse mio padre.
<<Dove? Non ci sono ripari.>> rispose mia madre.
<<Lo so, ma inizia ad essere buio. Potremmo avanzare ancora un po', però non so. Io mi fermerei qui.>> disse lui.
<<Va bene, annuì mia madre poggiandosi una mano sulla schiena. La cavalcata doveva averla stancata molto.
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I Figli del Vento ~~ Concorsiamo 2k17 ~~
FantasyLa Signora del Vento non si scompose minimante, quel bambino non era il suo. Lei sapeva, come sua madre prima di lei, quale fosse il suo destino: era nata per regnare. La regina doveva essere potente, forte, veloce, molto più di tutti gli altri, e p...