Cap 4

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Eravamo davanti al Grillo e come al solito era già pieno di gente. C'erano ragazzi di tutti i tipi: i trentenni che se ne stavano tutti riuniti in un angolo a scherzare tra di loro, le diverse ragazze che fumavano o facevano le ochette  con dei ragazzi già brilli, poi c'erano anche quelli che erano già messi bene e che per camminare dovevano tenersi sulla spalla dell'amico, insomma le solite scene del venerdì sera che si vedevano davanti alla discoteca. Mi guardai attorno per vedere se c'era qualcuno che conoscevo, dopo un po' tra le diverse persone riconobbi maglia a paiet che se ne stava lì davanti all'entrata seguita dalle sue ancelle. Come al solito cinguettava con un ragazzo, l'ennesimo, e si passava in continuazione una mano nei suoi capelli castani per far risaltare di più la sua immagine. Bene ci mancava solo lei, ecco come concludere la giornata a meraviglia.
-"Io me ne vado" mi girai di scatto per fuggire via da quella situazione ma due mani forti mi cinsero le braccia. Manuel era davanti a noi vestito con una semplice maglietta grigia e accanto a lui c'era Simone che stava già mangiando Ludo con lo sguardo.
-" Dove pensi di andare bella? Sta sera ci divertiamo, capito?"
Giulia si avvicinò a me e mi prese a braccetto, mi sorrise soddisfatta.
-" Adesso non si torna più indietro" detto questo mi trascinò dentro al locale dove neanche si respirava. Ok forse su una cosa Giulia aveva ragione da quel momento in poi non sarei più potuta tornare indietro. Era la fine.
Lasciammo le borse nel guardaroba e ci precipitammo giù per le scale dove c'era la vera festa. Una volta arrivate nella sala principale venni accecata dalle varie luci che illuminavano la sala. Si riusciva a distinguere ben poco poiché le luci colorate ruotavano di continuo inoltre la sala era piena di ragazzi che si scatenavano saltando e cantando a squarcia gola la musica prodotta dal DJ quindi anche comunicare risultava al quanto difficile. Mi sentivo frastornata, non riuscivo a respirare, mi mancava completamente l'aria, odiavo quel posto con  tutta me stessa. Le discoteche non mi erano mai andate molto a genio, erano sempre piene di ragazzi ubriachi che saltellavano urlando le diverse canzoni, già perché era proprio quello che facevano, loro non cantavano ad alta voce, no, loro sparavano parole fuori dalla bocca. Ma diciamo che quella non era la cosa peggiore. Ragazze che si rifugiavano in bagno per vomitare, ragazzi che si strusciavano sulle ragazzine e loro molto lucide ricambiavano, per non parlare poi della musica così alta che ti faceva vibrare il corpo portandoti ad uno stato di trans.
Sì possiamo dire che non ero una ragazza di questi tempi, discoteche, chat, Facebook non facevano per me, io ero più una da libro, film romantici e serate tranquille tra amiche. Mia sorella mi aveva sempre preso in giro riguardo a questa cosa dicendomi che ero nata nell'era sbagliata, con la  tecnologia e i computer non ero molto esperta però se mi chiedevi le grandi opere classiche di un tempo, ecco su quello ero più che preparata.
Giulia mi prese per mano trascinandomi al balcone.
-" Due sex on the beach, grazie"
Giulia si passò una ciocca dietro l'orecchio ignara che il barman l'aveva già adocchiata, se la stava mangiando con gli occhi tanto che ci mise un bel po' per distogliere lo sguardo da lei ed andare a prepararci i cocktail.
-"Iniziamo bene" le urlai nello orecchio per via della musica, mi guardai attorno e notai che Manuel, Ludovica e Simone erano già tra la folla a scatenarsi. Ludo e Simone stavano già ballando appiccicati tra loro e si scambiavano baci appassionati mentre Manuel era già circondato da diverse ragazze e che ci provavano spudoratamente ma lui era già concentrato su una biondina che in quel momento era salita sul palco a ballare.
-"Ei tesoro dobbiamo scioglierti un pochino altrimenti la in mezzo sembrerai un  pesce fuor d'acqua" mi disse Giulia passandomi il bicchiere. La guardai un po' titubante, insomma da un lato volevo sul serio buttarmi, volevo lasciarmi il passato alle spalle, volevo lasciare Luca alle spalle, volevo andare a vivere. Era da 5 mesi che la mia vita era cambiata, io ero cambiata non ero più la Beatrice di un tempo quella con sempre il sorriso addosso pronta a godersi tutte le bellezze della vita, non ero più la ragazza sognatrice, quella che credeva nel vero amore di certo non speravo più come un tempo che un giovane affascinate sul cavallo bianco mi venisse a salvare, ero io a dover pensare per me. Dopo la rottura con Luca ero cambiata, non ero più me stessa era diventata una ragazza che non viveva la vita pienamente ma sopravviveva, per mesi le mie amiche mi avevano detto di uscire dal guscio, di incominciare ad assaporare tutti i gusti della vita, mi avevano incitata a non lasciarmi abbattere ma di lottare per essere felice.                      
Giulia mi fissò cercando di capire cosa mi stesse passando per la testa, molto probabilmente in quel momento avevo lo sguardo perso nel vuoto come era mio solito fare quando pensavo troppo. Forse era proprio quello il mio problema, pensare troppo, forse per una volta dovevo veramente lasciarmi andare, dovevo vivere e godermi il momento per le conseguenze ci sarebbe stato sempre abbastanza tempo. Per una volta nella mia vita non dovevo ascoltare il mio lato razionale, quello di sicuro mi avrebbe detto di fuggire via, il più lontano possibile ma in quel momento non mi sembrava la cosa giusta, lo dovevo a Giulia per essermi sempre stata vicina ed avermi fatto da supporto morale, lo dovevo a Ludo che per mesi mi aveva asciugato le lacrime ma soprattutto lo dovevo a me stessa per aver perso troppo tempo a soffrire per un cretino. 

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