Il cuscino spiacicato in faccia, le mie gambe avvolte in quello che restava del lenzuolo, la mia testa era ormai giunta sul punto di esplorare, mi sembrava di aver di continuo un martello che mi battesse sulle tempi. Mi rigirai nel letto cercando di liberarmi dalla coperte ma non appena aprivo gli occhi la stanza prendeva a girare.
Complimenti Beatrice, hai voluto fare la stupida ieri sera? Bene adesso ne paghi le conseguenze...
Fantastico!
La testa mi pulsava non riuscivo a farla smettere, mi misi a sedere sul letto e cercai di leviare il dolore portandomi le mani sulle tempie, ma niente quella fitta enorme non mi passava. Ecco perché odiavo uscire il venerdì sera ed andare in discoteca, alla fine o per un motivo o per l'altro finivo per bere ed ubriacarmi. Fin dalla prima volta che mi era capitato avevo odiato quella sensazione, avevo quindici anni avevo appena preso la mia prima vera insufficienza in matematica, ero così triste, mi sembrava che l'intero mondo fosse finito.
-" Verrò sicuramente bocciata" avevo detto a Giulia che come al solito aveva collezionato un altro bellissimo cinque nel suo fantastico libretto ricco di insufficienze.
Giulia come al solito aveva sbuffato ed aveva alzato gli occhi al cielo.
-" Come sei esagerata Bea è solo un brutto voto, non morirai e sicuramente non verrai nè bocciata nè rimandata, smettila di dire cazzate!"
-"No Giulia tu non capisci è la fine, la FINE"
-" No Bea è solo un brutto voto, non è la fine"
Mi lasciai cadere sul banco e misi la testa tra le braccia, mi sentivo una totale schifezza, io non prendevo mai quattro in matematica, non era da me, eppure era successo e non sapevo neppure il motivo, io avevo capito quell'argomento.
-" Bea sai cosa facciamo? Sta sera usciamo ci imbuchiamo ad una festa di quelli di quarta e ci divertiamo"
-" Escluso" le avevo risposto, ma lei non mi lasciò scampo, andammo a quella festa e Giulia mi fece bere giusto un due bicchierini ma poiché era la prima volta che bevevo super alcolici in vita mia la mattina dopo mi svegliai proprio nella stesse condizioni in cui mi ero alzata quel giorno: stordita, dolorante e in condizioni disastrose.
Con tutta la forza che avevo nel corpo mi alzai arrotolata nel mio lenzuolo, ormai avevo rinunciato la gara contro di lui, non avevo l'energia per levarmelo di dosso. Mi guardai allo specchio vicino all'armadio, ero veramente messa male, le occhiaie erano ben evidenti, i capelli erano arruffati e avevo ancora i segni evidenti del cuscino sulla faccia. Se fosse entrato un ragazzo in quel momento in camera mia sarebbe scappato a gambe levate, ero l'anti sesso fatta persona. Chiusi gli occhi per cercare di far smettere di girare la stanza e fu proprio in quel momento che due occhi marroni con sfumature oro mi comparvero in mente. Aprii gli occhi all'improvviso, che cosa avevo combinato!? Le labbra di Cristian sulle miei, le sue mani che scendevano lungo i fianchi, ero tornata indietro nel tempo, per la prima volta dopo Luca il mio corpo si era riacceso, rianimato. Era tutto così perfetto che non mi sembrava vero, la sera precedente infatti quando ero tornata a casa mi ero continuata a ripetere che non era niente, che tanto la mattina successiva me lo sarei già scordata, certo come no, adesso stavo là a fantasticare su quanto a caduto con un ragazzo che sembrava essere uscito da una rivista di modo.
-"Bea sei sveglia?"
Ludovica entrò nella mia stanza cercando di fare meno rumore possibile, ma poi quando si rese conto che ero già sveglia e in piedi si bloccò e sembrò rilassarsi o almeno era quello che pensavo.
-" Cosa vuoi Ludo, non sono dell' umore"
-" E ti credo sorellina con tutto quello che hai bevuto"
Le lanciai un'occhiattaccia, ma come si permetteva era stata proprio lei a dirmi di buttarmi e di divertirmi e adesso mi faceva la ramanzina, Ludovica Salviati la solita incoerente.
-"Sto bene"
-"Si immagino, scommetto che starai ancora pensando a quel tipo di ieri sera"
Ebbene sì, dopo aver baciato Cristian le mie gambe tremavano in preda all'emozione mentre la mia testa girava a causa dei troppo drink quindi avevo interrotto bruscamente i baci appassionati tra Simone e Ludovica e la avevo chiesto barra obbligato di andare a casa, così lungo il tragitto in taxi a Giulia e Ludo avevo raccontato quanto accaduto con Cristian o almeno era quello che mi ricordavo.
-"Piantala Ludo, piuttosto dimmi cosa vuoi!"
mia sorella mi guardò dall'alto al basso come se avessi appena detto una grossa cavolata, mi annallizzò punto dopo punto facendomi sentire così piccola e così incolpa per quanto fatto la sera prima.
-"Dici sul serio Bea? Sai che giorno è oggi?"
-"Si certo Sabato e allora?"
Ludo mi si avvicinò e mi appoggiò una mano sulla fronte come per controllare se avessi la febbre, la scansai bruscamente e la guardai in un modo cagnesco, ok quella mattina non poteva incominciare peggio di così.
-" Che diamine stai facendo?"
-" E me lo anche chiedi, Bea, Sabato, il volontariato, ti ricordi che a gennaio hai detto alla professoressa Brunico che avresti partecipato?"
Mi portai una mano sulla fronte come per ricordare alla mia mente che era ora di svegliarsi. Il volontariato! ma come avevo fatto a scordarlo, ormai erano due anni di fila che ci partecipavo, ogni anno quasi alla fine della scuola ogni Sabato mattina per un mese andavo ad aiutare i ragazzi disabili a praticare alcuni sport. Mi ero sempre divertita con loro, ogni volta terminata quella bellissima esperienza avevo sempre pensato che loro avessero più dato a me che io a loro.
-"Bea cambiati sono le due, alle tre devi essere al centro, muoviti!"
Corsi in bagno, mi feci una doccia veloce e dopo con un po' di trucco cercai di mascherare il mio terribile aspetto post-sbronza, mi legai i lunghi capelli castano chiaro in una coda e optai per dei jeans blu e una maglietta grigia a maniche corte dato che anche se eravamo agli inizi di maggio sembrava di essere già a luglio. Presi tutto l'occorrente necessario e mi precipitai alla fermata del bus.
Circa trenta minuti dopo con un polmone in meno riuscii ad arrivare puntuale al centro di Chiaravalle e andai dritta nella sala dove si teneva di solito la riunione dove gli specialisti ci spiegavano cosa avremo dovuto fare.
Varcai la porta quando lo vidi e il mio cuore perse un battito. Se ne stava lì tranquillo con una semplice maglietta bianca che gli faceva risultare i pettorali rideva con Marco un ragazzo specialista che da anni faceva il volontario. Presi un respiro profondo e cercai di controllare il mio rossore, poi quando mi assicurazioni che il cuore fosse tornato a battere regolarmente, mi andai a sedere il più lontano possibile da lui pregando santi e madonne che non si accorgesse di me, ma purtroppo non fu così, proprio nell'istante in cui mi sedetti vicino a Camilla, una mia amica che avevo conosciuto proprio lì gli anni precedenti, Cristian si voltò e il suo sguardo si bloccò sul mio volto, sorpreso dal vedermi rimase a bocca aperta ma poi si ricompose ed un sorriso malizioso gli comparve in viso, probabilmente si era ricordato quanto accaduto la sera precedente.
Distolsi lo sguardo da lui e ascoltai le parole di Marco, ci stava dicendo che avremo dovuto stare attenti ai ragazzini e di non trattarli in maniera diversa perché erano esattamente come noi anzi più speciali, loro avevano qualcosa in più, qualcosa che noi avremo di sicuro dovuto imparare.
Finita la breve riunione ognuno di noi andò ad accogliere un gruppo di ragazzi che erano appena arrivati al centro, io e Camilla portammo almeno una decina di ragazzi nella seconda palestra del centro e li spiegammo alcune regole principali del basket poi loro incominciarono a scambiarsi dei passaggi lenti che con il passare del tempo diventarono sempre più precisi e rapidi, sorrisi nel vedere quei ragazzi divertirsi così tanto era bellissima quella visione ma i miei occhi furono attratti pure da un'altra fantastica visione: dall'altra parte della palestra c'era Cristian intento a giocare a basket con un ragazzo sulla sedia a rotelle. Era bellissimo perfetto poi con quello sguardo premuroso nei confronti del ragazzino avrebbe fatto innamorare chiunque.
Cristian si girò nella mia direzione e per un breve instante di tempo i nostri sguardi si incrociarono ma poi io troppo imbarazzata tornai a fare attenzione a Maria una ragazza disabile che mi stava chiedendo aiuto e spiegazioni.
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Beneath your beautiful
Novela JuvenilVi è mai capitato di incontrare una persona che vi abbia sconvolto la vita? Che vi facesse sentire amati? Che con uno solo sguardo capiva tutto, i tuoi pensieri, le tue paure, le tue debolezze? A Beatrice Salviati sì, proprio lei una ragazza deter...
