Dopo alcuni giorni trascorsi nella Hogwarts del 1994 a Kathryn furono chiare tre cose: le lezioni ed il programma scolastico pur essendo pressoché gli stessi venivano trattati in maniera totalmente diversa dandole l'impressione di trovarsi in una fiaba; Suo padre amava farsi odiare con tutta una serie di atteggiamenti mefistofelici che non avrebbe creduto umanamente possibili, specialmente perché venivano da lui; Si era appassionata alle lezioni di difesa contro le arti oscure grazie ad un'adorazione paragonabile ad una cotta adolescenziale per il professor Lupin.
Stava riflettendo su queste cose un pomeriggio standosene letteralmente stravaccata in un banco dell'aula di pozioni mentre i suoi compagni erano fuori per una lezione di Cura delle creature magiche; Il professor Piton stava lavorando intorno a tre calderoni fumanti e non le prestava la benché minima attenzione.
"Ma perché non posso uscire?"..."Per i dissennatori?"..."Non mi allontanerei dagli altri"..."So che c'è un ippogrifo...vorrei tanto vederlo...mi ci porti?" Alzò appena la testa dal banco ma lui non aveva ascoltato una sola parola: "Uffffffff!!!!" Sbuffò sonoramente "Io mi sto annoiando!".
"Perchè no...si...ho i miei dubbi...non se ne parla neanche. Ora vuoi farmi la cortesia di tacere?! Sto cercando di lavorare" disse il mago tutto d'un fiato.
Kathryn saltò in piedi soddisfatta perché nonostante l'atteggiamento gelido l'aveva ascoltata, dopotutto è sempre papà solo che deve recitare una parte.
"Ti posso aiutare?" Chiese avvicinandosi al tavolo da lavoro.
"No" rispose secco Piton: "E poi vorrei sapere se da dove vieni siete tutti così maleducati quando vi rivolgete ad un insegnante".
Lei si limitò a fare spallucce in quanto non ci teneva ad approfondire l'argomento e preferiva lasciargli credere che nel futuro i rapporti fissero meno formali.
Nonostante il veto si avvicinò ad uno dei calderoni, lo rimestò e disse sicura: "Questo è antidoto per veleni comuni", avanzó e fece la stessa cosa col secondo calderone, rimase un po' pensierosa senza rendersi conto che l'insegnante la osservava interessato poi lo guardò dritto negli occhi e disse sottovoce: "Questa è pozione antilupo".
Lo sguardo di Piton divenne improvvisamente duro ma lei parve non essersene accorta mentre diceva entusiasta vicina al terzo calderone: "Aaah questa è la mia preferita, Amortentia"
Il mago non era certo ben disposto ma sicuramente era incuriosito, batté le mani ironicamente: "Ma che brava! Tu pensi di sapere molte cose".
"Infatti ne so un sacco" ribatté Kathryn senza esitazioni mentre aspirava la pozione: "Che meraviglia! Profumo di vaniglia e biscotti alle nocciole, mi ricorda la mamma".
Lui era concentrato su di lei ma con la coda dell'occhio vide che Hermione Granger era entrata e sedendosi all'ultimo banco si era messa a leggere.
La solita so tutto io che arriva in anticipo per ripassare la lezione, scocciatrice!
Lanciò un muffliato e tornò a concentrarsi su Kathryn che aspirava estasiata: "Menta e muschio, questo è il profumo di papà...ooohhh e questo puzzo infernale è quello dei calzini di mio fratello!" Si tirò indietro inorridita.
Piton non le aveva tolto gli occhi di dosso, stava analizzando ogni comportamento ed ogni parola, lui non era come Silente, non si fidava di quella ragazza e della sua assurda storia anche se fino ad ora tutto faceva pensare che era sincera; "Hai un fratello?" Chiese curioso.
"Sì, lui frequenta il primo anno".
"Ah...un altro sciocco grifondoro" affermò annoiato.
"No, lui è corvonero".
Nel fare quella scoperta sul suo volto si dipinse un'espressione di scherno: "Mi dispiace molto, mi immagino il tipo, chissà che dispiacere per voi grifoni" ghignò beffardo.
Kathryn montó su tutte le furie: "Ma come ti permetti?! Mio fratello è il mago più intelligente che abbia mai messo piede ad Hogwarts e tu non capisci niente!".
Con un movimento fulmineo le fu davanti: "Come osi rivolgerti a me in questo modo! Non credere che perchè il preside crede alle tue fandonie tu sia immune dalle punizioni".
La giovane non distolse lo sguardo mentre rispondeva: "E tu non credere che per il ruolo che hai sei autorizzato ad offendere tutti, io non sono un tuo studente che si terrorizza al tuo passaggio"aveva alzato un po' la voce ma la abbassò di colpo sibilando: "Io so chi sei. Le mie non sono fandonie".
La mascella contratta, i pugni stretti, era meglio non spingersi oltre: "50 punti in meno a grifondoro".
Kathryn alzò le braccia costernata, stava per replicare ma si accorse della ragazza seduta infondo all'aula, si sentì avvampare e uscì velocemente dall'aula mentre i primi studenti stavano entrando, corse lungo il corridoio intenzionata a tornare nella sua stanza ma poi decise di non saltare la lezione, non avrebbe dato soddisfazione a quel terribile pipistrello dei sotterranei!
Piton fu particolarmente odioso quel pomeriggio ma affatto intimorita Kathryn non smise un attimo di fissarlo in cagnesco rispondendo alla perfezione ad ogni domanda che le veniva posta anche se lui non le riconosceva alcun merito.
Terminata quell' ultima ora uscì in cortile snervata, si sedette in un angolo sperando che nessuno la notasse costringendola a rientrare fra quelle mura, erano giorni che non usciva all'aria aperta ma complice il fatto che la McGranitt era fuori per qualche giorno e Piton era furioso era riuscita a sgattaiolare fuori mescolandosi agli altri studenti.
Stava riflettendo su quello che era accaduto quando una voce famigliare le disse semplicemente: "Ciao! Posso sedermi accanto a te?"; Prima che riuscisse a rispondere si trovò seduta accanto ad una bellissima Hermione Granger appena tredicenne che le tendeva la mano: "Non ci siamo ancora presentate: io sono Hermione".
Il pomeriggio era stato tiepido e la strega aveva le maniche della camicia arrotolate sul blazer della scuola, Kathryn fissò lo sguardo sul suo braccio la cui pelle appariva liscia e candida, non c'era traccia della cicatrice che lo deturpava, la sua mente tornò ad un giorno di un passato futuro...Papà indossava un'impeccabile smoking total black e anche la mamma aveva un abito da sera nero, i capelli raccolti e una tiara che la faceva sembrare una principessa, si stava infilando un lungo paio di guanti quando papà da dietro le cinse la vita baciandola sul collo mentre le sussurrava: "Sei bellissima".
Lei sorrideva mentre si aggiustava un guanto.
"Se ti decidessi a farti togliere la cicatrice quelli non ti servirebbero. È un incantesimo semplice, potresti praticartelo da sola...".
"Questi fanno parte del vestito" rispose pacata "Non sono per nascondere la cicatrice, non la voglio nascondere e neanche cancellarla".
Lui non capiva ma le gli prese una mano e gli spiegò come fosse un bambino: "Questa è un gradino della scala che ho salito per arrivare dove sono ora. Se non ci fosse stata questa, se non ci fosse stata la guerra forse avremmo sofferto meno ma non saremmo quelli che siamo oggi e forse noi non saremmo qui" gli sorrise "Non possiamo cancellare quello che è stato, non vedo perché io dovrei cancellare questa cicatrice".
Si riscosse all'improvviso e strinse la mano ad Hermione, aveva una stretta sicura; Suo nonno le diceva sempre che si capiva molto di una persona dal modo in cui stringeva la mano.
"Kathryn" rispose imbarazzata.
"Ti ho vista oggi, col pipistrello. Ti dà il tormento perché sei in gamba e grifondoro, due qualità che lui detesta" le sorrise: "Fai bene a non farti vedere intimorita, gli urti i nervi ma alla fine dovrà riconoscere quanto sei brava".
"È un buon insegnante, mi sta aiutando parecchio ad inserirmi ma è così...pessimo, perché?.
Hermione sembrava un po' stupita: "Si bhe dicono che sia uno dei migliori maghi della sua generazione, forse il migliore ma è tremendo, non lo so perché, non me lo sono mai chiesta".
Kathryn stava per farle altre domande quando gli insegnanti uscirono a chiamare gli studenti a gran voce, il cielo parve oscurarsi e un senso di freddo calò nel cortile, qualcuno urlò: "I dissennatori" ; Kathryn alzò lo sguardo e li vide, i ragazzi rientravano alla spicciolata incitati dagli insegnanti mentre quelle strane creature volteggiavano cupe nel cielo circondati da una nebbiolina scura e probabilmente gelida, li stava ancora fissando rapita quando il professor Lupin in persona le cinse le spalle trascinandola dentro.
"Si può sapere cosa facevi lì impalata? I dissennatori sono creature pericolose!" Le disse serio.
"Mi scusi professore" abbassò gli occhi paonazza.
"Lupin puoi andare, ci penso io" la voce di Piton alle spalle.
L'insegnante si congedò senza fare domande mentre Kathryn venne travolta da una predica minacciosa che non ascoltò minimamente ed osò anche interrompere: "Non avevo mai visto un dissennatore. Scusa".
Piton si passò una mano sugli occhi, Silente stavolta gli aveva chiesto troppo, questa ragazzina lo sfiniva e per di più si stava convincendo che dicesse la verità: "Per questa volta. Ma sta attenta, questo non è un gioco".
Non era certo che avesse capito, sembrava entusiasta per ciò che aveva appena visto, forse si sentiva invulnerabile perché conosceva il futuro ma quello era il presente, un presente potenzialmente molto pericoloso.
Aggiornamento!!! Scusate l'attesa e grazie per la pioggia di ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
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Heart To Heart
FanfictionL'ideale seguito della mia precedente ff "A second life", ambientata nel futuro ma con un occhio al passato con una new generation che suo malgrado imparerà a guardare oltre i ruoli e comprendere l'animo umano. La storia potrebbe non seguire fedelme...
