Camilla si sentiva un po' in colpa. Non trattava Andrew proprio come un amico, il più delle volte quando le parlava non lo ascoltava neanche. Non aveva mai fatto caso al biondo che ora era alla guida sul sedile davanti a lei.
Per tutto il tragitto stette zitta. Era normale per lei. Non era una ragazza timida o introversa, viveva solo nel suo mondo ma se aveva da parlare, parlava così tanto da non smettere per un giorno intero. Era così Camilla, un controsenso vivente che non era in grado di capirsi neanche sola.
Arrivati al centro commerciale in città scesero dalla macchina ed entrarono nell'enorme palazzo. La ragazza dai capelli color carota pensó che probabilmente ne sarebbero usciti la sera tardi per quanti negozi ci dovevano essere all'interno.
Benji e Andrew cominciarono a lamentarsi già da subito, e così Isabelle disse:
-Allora state a sentire il mio piano: ora io e Camilla andremo in giro per negozi a comprare dei vestiti e voi andrete a comprare videogiochi, fumetti o quello che comprate voi maschi, non so. Dopo ci divideremo di nuovo: io con Benji e Camilla con Andrew e alla fine ci ritroviamo qui al centro e mangeremo qualcosa tutti insieme ok?
Nessuno aveva il coraggio di contraddire Isabelle, aveva un tono serio e sembrava stesse parlando in veste del presidente della Repubblica e che tutti dovevano ascoltare senza fiatare. A Camilla stava bene il suo piano, anche se avrebbe preferito stare con Benji che con Andrew che neanche conosceva.
Si dividerono e Benji mimò alla sua migliore amica un 'buonafortuna' indicando Isabelle.
-Ho creato un mostro!
Disse all'amica appena lontani dai ragazzi. Isabelle non era per niente così prima. Da ragazza insicura che passava tutto il tempo ad autocriticarsi e piangere, l'aveva resa una ragazza sicura di sé, che prendeva decisioni, che faceva ciò che amava e che scherzava persino sul suo peso; cosa che prima era il motivo per il quale si sentiva esclusa. Camilla era fiera di lei, era fiera di quello che era diventata ed era orgogliosa di sé stessa per averla fatta ritornare in pace con il suo corpo. Rifletté queste cose mentre la fissava e alla sua espressione interrogativa, le rispose con un sorriso. Sapeva che Isabelle amava lo shopping e stare con lei, perciò era contenta di averla chiamata.
Entrarono in un sacco di negozi e Camilla era esausta, non ce la faceva più ed era passata solo un'ora e mezzo! Quando l'amica uscì dal camerino per l'ennesima volta con un altro vestito lei le fece gli occhioni dolci e disse con le mani congiunte come in preghiera:
-Possiamo dividerci di nuovo in gruppi? Per favore, per favore, per favore.
-E va bene, lasciami pure con un maschio che non sa neanche distinguere il lino dalla seta.
Si avviarono al centro dell'enorme palazzo e chiamarono Benji in modo da potersi di nuovo suddividere. Alla fine della chiamata Isabelle aveva uno strano sorriso e Camilla moriva dalla voglia di saperne la causa. Ma poi si girò e vide Benji e Andrew venire verso di loro e quest'ultimo aveva una rosa in mano. Si girò verso Isabelle e con un bisbiglio e in tono arrabbiato le disse:
-Per questo gli hai spiegato dove si trovava il negozio di fiori?!
Isabelle la ignoró con un sorriso furbo e gridó ai due ragazzi lontani:
-Siamo qui! Camilla va da Andrew su!
Disse mentre le diede una spinta di incoraggiamento. Si divisero di nuovo e dai sorrisi furbi dei suoi due amici Camilla capí che sarebbero restati li per ancora mooolto tempo.
Non è che a lei non piacesse Andrew, è che lo aveva sempre ritenuto noioso e imbranato, tuttavia non voleva lasciarsi intimidire dalle prime impressioni.
Con sua sorpresa due ore passarono in un secondo. Lui si era dimostrato goffamente divertente, la guardava a mala pena e diventava rosso quando lei gli sfiorava per sbaglio la mano mentre camminavano uno di fianco all'altro. Ora si trovavano seduti nel bar del centro commerciale e Camilla pensó a quanto fosse incredibile che un intero bar si trovasse in un posto dove pensava ci potessero essere solo vestiti. Lei voleva sapere di più di questo nuovo amico, così gli chiese di parlargli un po' più di sé, visto che gli argomenti precedenti erano la scuola, Benji e il calcio.
-Beh, e-ecco cosa vuoi sa-sapere esattamente?
Ecco. Era ritornato l'Andrew balbettante. Per tutta la serata aveva parlato in modo lineare e sicuro di sé, tranne quando Camilla si soffermava a guardarlo un po' di più. Proprio come stava facendo ora. Andrew aveva i capelli biondi, più chiari di quelli di Benji e gli occhi color caramello; un colore caldo e che ti faveva sentire a tuo agio. Aveva un tatuaggio sul braccio leggermente deformato dalle spalle ampie e muscolose da nuotatore. Indossava una maglietta bianca e dei jeans chiari lunghi e Camilla sorrise perché si accorse che andavano vestiti in modo simile. Camilla aveva una camicietta bianca senza maniche e dei pantaloncini di jeans chiari.
-Non lo so, quello che vuoi. Voglio sapere un po' di te.
-Beh, nuoto. Sono nella squadra della scuola e..e-e q-questo te l'avevo già de-detto.
Disse in tono imbarazzato. Camilla rise e lo guardó in modo tenero, spingendolo ad andare avanti.
-Sono due anni più grande di te. Ho frequentato il quinto superiore quest'anno, quindi in teoria dovremmo toglierci solo un anno; ma in secondo non ho potuto frequentare a causa del divorsio dei miei. Una cosa tira l'altra e ho fatto un sacco di assenze. Quindi sono più grande di te di due anni. Però quest'anno ho conosciuto Benji e mi sono trovato davvero molto bene. Se non fossi stato bocciato in secondo non l'avrei conosciuto e ora non avrei conosciuto te.
Sgranó gli occhi, si fece rosso e non credeva neanche lui a quello che aveva appena detto. Camilla gli sorrise e disse che le faceva molto piacere aver fatto la sua conoscenza; per toglierlo dall'imbarazzo o perché le faceva veramente piacere?
Dopo altri giri per negozi, guardarono l'orario e videro che si era fatto ormai l' ora di ritornare con i loro amici. Camilla mandó un messaggio a Isabelle scrivendole di trovarsi direttamente alla macchina.
Arrivarono prima Camilla e Andrew alla mini cooper, così si sedettero entrambi ai sedili davanti per aspettare gli amici. Camilla si girò verso il ragazzo che era preso dal rollare una sigaretta e disse:
-Sono stata veramente molto bene stasera.
Il ragazzo al sentire parlare Camilla, sobbalzò e fece cadere in macchina tutto il tabacco che aveva messo nella cartina; poi la guardò imbarazzato e la buttò fuori dal finestrino dicendo:
-Beh, ta-tanto, volevo s-smettere di-di fumare.
Disse tutto rosso in viso. Camilla a quella vista si girò completamente verso Andrew e lo abbracciò con il sorriso sulle labbra. Era davvero adorabile quel ragazzo. Quando si staccarono lui aveva un sorriso enorme e Camilla poteva ammirare tutta la sua dentatura perfetta. Non era una di quelle persone noiose che si imbarazzano in modo esagerato, lui era solo in soggezzione perché la ragazza le piaceva molto e questa cosa fece ricredere Camilla su quanto pensava prima.
-Se-sei stata bene stasera nel se-senso che ti sei divertita al centro commerciale o-o-o
-O cosa Andrew?
Disse Camilla ridendo dall'imbarazzo ormai evidente del ragazzo dopo il loro contatto. Lui si fece coraggio e disse senza balbettare:
-O sei stata bene con me?
Camilla lo guardò e voleva rispondergli la seconda opzione, ma Benji e Isabelle aprirono le sportelle posteriori della macchina e iniziarono a ridere di qualcosa che era successo mentre si avviavano verso di loro, interrompendo quel momento.
Adrew accompagnò prima Isabelle, che era quella che abitava più distante dei tre, poi Benji e infine rimase alla guida con Camilla di fianco.
Arrivati a casa di quest'ultima, lei si girò verso di lui e gli disse prima di dargli un tenero bacio sulla guancia:
-Sono stata bene con te.
Si soffermarono un secondo con gli occhi l'uno dentro l'altro fino a quando il momento non venne interrotto da Ted.
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La vita secondo Camilla
RomanceCamilla, una ragazza di 17 anni, è un'adolescente dai capelli rosso fragola e dagli occhi di un azzurro brillante con sfumature di un blu intenso e una spruzzata di lentigini sulla pelle candida del suo viso. In certe occasioni si sente un'adolesce...