Selene cadde sul suo bacino, lasciandosi penetrare con una certa urgenza: lui la accarezzava e la baciava, ma lei non faceva caso a quelle coccole. Quello che voleva era solo un modo per sfogare quella strana attrazione che si era creata. E non c'era spazio per baci e carezze in una macchina, alle 3:00 di notte, nel bel mezzo di un campo di angurie ai confini della provincia.
-Oh se continui così mi farai venire subito!- La avvertì lui, completamente preso dalla situazione. Ma non fece in tempo a finire la frase che era già venuto, con molto disappunto per giunta.
Selene si spostò da lui abbassandosi il vestito, indossando le mutande, ed uscì dall'abitacolo cercando respiro nella notte.
Faceva caldo ma l'aria era umida e quel posto sperduto non aiutava per niente.
Lui uscì dalla macchina tenendo in mano il preservativo, cercando di rassettarsi alla bene e meglio.
-Wow... secondo me, in Sardegna non duriamo un cazzo io e te. O almeno io.- Disse lascivo.
Lei gli fece un sorrisino e poi si allontanò nell'oscurità.
-Ehi dove vai?- chiese lui allarmato. Oltre il campo c'era la strada ed erano le tre di notte, perciò era seriamente preoccupato per lei.
-A pisciare.- Disse Selene e si abbassò più che poté, iniziando a fare pipì, illuminata dalla luce della luna e nient'altro.
-Che classe!- Commentò lui con un sorriso accendendosi una sigaretta, non prima di aver lanciato il profilattico da qualche parte nella natura.
Selene finì di fare i suoi bisogni e si avvicinò a lui.
-Vuoi?- Le chiese offrendogli una sigaretta.
-Non fumo.-
-Sei proprio particolare tu eh.-
-Perché mai?-
-Non fumi, cerchi il sesso occasionale come farebbe un maschio, fai pipì davanti agli altri senza pudore, in mezzo alla strada, eppure se ti si guarda sembri un angelo.-
-Essere un angelo non significa essere noiosi.-
Lui sorrise e le diede un bacio sulla tempia.
Selene tornò a casa alle quattro di notte.
7 ore prima...
-E se è uno stupratore?- Disse Natalia per la sesta volta in dieci minuti.
-Dio Nat, non può essere uno stupratore! E se lo è lo stendo io non preoccuparti.- Rispose seccata Selene. La sua amica era davvero paranoica.
-Ragazze state tranquille: se è amico di Edo e Gianmarco non può che essere un ragazzo apposto. Ve lo garantisco.- Disse Arianna cercando di allentare la tensione.
Erano in macchina, precisamente in quella di Selene, sotto casa di un certo Marco, il terzo ragazzo della vacanza. Le ragazze non lo conoscevano, non avevano mai sentito il suo cognome (il che era strano, lì si conoscevano tutti), ed ora dovevano salire nel suo appartamento per prenotare insieme il traghetto. Eh si, perché Edoardo e Gianmarco sarebbero partiti una settimana prima di loro poiché ospiti a casa di una amica, mentre le ragazze li avrebbero raggiunti con Marco.
Dovevano inoltre imbarcare una macchina, quella di Marco, perché quella degli altri due non bastava per tutti i bagagli.
Si erano dati appuntamento a casa di quel ragazzo e dopo la prenotazione, si sarebbero visti tutti per brindare al Bellavista.
Inutile dire che Natalia si stava facendo paranoie inesistenti, e che andava avanti così dal pomeriggio. Le orecchie di Selene sanguinavano e stava ringraziando mentalmente Arianna che le aveva accompagnate anche se non sarebbe partita con loro. Tuttavia, la sua presenza non era benefica per Natalia, che si agitava sempre più.
-Una di noi dovrebbe rimanere qui in macchina.- Sentenziò la mora.
-E perché mai?- Chiese giustamente Arianna.
-Perché in caso questo Marco si riveli un pazzo maniaco sessuale, almeno una potrà chiamare i soccorsi.-
Ok, quello era troppo per Selene.
-Bene. Allora resta tu in macchina. Queste sono le chiavi, ciao Nat.- Disse la bionda, ed uscì dalla macchina con disinvoltura, seguita da Arianna.
Natalia restò un momento ferma sul sedile posteriore, con le chiavi in mano e le orecchie che fischiavano. Si guardò intorno e vide le sue amiche incamminarsi verso il palazzo; oltre loro, il deserto, il buio, l'ignoto.
Mentre Arianna e Selene cercavano il cognome di Marco, udirono dei passi veloci e sorrisero.
Si guardarono, e senza neanche voltarsi, dissero all'unisono: "Natalia".
-Non lasciatemi mai più sola! Stavo impazzendo!- Squittì la ragazza infilando le chiavi della macchina nella borsa di Selene.
Le altre due sghignazzarono come risposta e poco dopo entrarono nel palazzo.
Venne indicato loro il quarto piano, ed una volta arrivate, Selene sentì distintamente Natalia trattenere il respiro.
La porta si aprì e ne uscì un signore sui 60 anni, piccolo e sorridente.
-Marco non aveva detto che eravate così carine! Tesoro guarda che belle ragazze che si porta nostro figlio in vacanza.-
Natalia fece uscire il respiro, e scrisse subito alla madre: "tutto ok, ci stanno i genitori e sono carinissimi."
Entrarono e vennero accolte dai genitori di Marco che aprirono subito una bottiglia di vino.
Poco dopo fece il suo ingresso il ragazzo, alto, biondo cenere, con due occhi grandi e sui toni del verde. Aveva un'aria intelligente e sorrideva con dolcezza ai genitori.
-Benvenute! Scusate se non ho aperto io la porta ma mi stavo vestendo. Sono tornato pochi minuti fa dal lavoro.-
-Ma figurati! I tuoi sono gentilissimi.- Disse Natalia con entusiasmo.
-Ma sentila...- Sussurrò Selene in modo che solo Arianna la potesse sentire.
-Bene ragazze. Io sono Marco. Voi?-
Ognuna di loro si presentò stringendo la mano e sorridendo.
Quando arrivò il turno di Selene, lui indugiò un po' di più nella stretta, guardandola intensamente negli occhi da cerbiatta.
-Molto piacere.- Aggiunse.
Selene non ci fece molto caso e si accomodò accanto al computer per prenotare il famoso traghetto.
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LE TRE GRAZIE
ChickLitA differenza delle altre, questa è una storia senza omicidi, fantasmi e misteri da risolvere... È il racconto REALE di un'estate un po' movimentata che le mie amiche ed io abbiamo trascorso, e che non dimenticheremo facilmente. Spero vi divertiate...
