L'inizio delle ostilità

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La Germania viola la neutralità Belgio

Dopo le dichiarazioni iniziali di guerra, gli eventi si svolsero rapidamente mentre ciascuna delle parti cercava di posizionarsi vantaggiosamente. Le truppe tedesche furono le prime a muoversi, e il loro obiettivo iniziale fu il Belgio, nonostante la neutralità dichiarata da quest'ultimo. I primi soldati tedeschi varcarono il confine nella notte del 3 agosto 1914, con l'obiettivo di occupare rapidamente la piccola nazione e di attaccare l'obiettivo principale: la Francia. Tuttavia nonostante quello che si racconta, i tedeschi trovarono più resistenza del previsto, soprattutto tra i civili, che organizzarono corpi di cecchini per colpire i soldati tedeschi da posizioni nascoste. Per rappresaglia, i tedeschi bruciarono diverse città e villaggi, dopo aver giustiziato un gran numero di civili, tra cui donne e bambini. I combattimenti più pesanti si svilupparono intorno alla fortezza di Liegi; mentre la capitale, Bruxelles, non cadde fino al 20 agosto. Per tutto il tempo, tuttavia, un gran numero di soldati tedeschi aveva iniziato a radunarsi lungo tutto il confine orientale della Francia.

La risposta russa: l'attacco alla Germania

Scardinando il piano Schlieffen tedesco, le truppe russe attaccarono la Germania molto prima del previsto. Due grandi eserciti russi, guidati i generali Alexander Samsonov e Paul von Rennenkampf, attraversarono il confine della Germania nella Prussia orientale il 17 agosto. Con il grosso delle forze tedesche concentrate sulla Francia, i russi avanzarono rapidamente all'inizio ed arrivarono a minacciare la città di Königsberg, la grande capitale regionale della Prussia. In inferiorità numerica e inizialmente sopraffatto, il comandante tedesco della regione, il generale Maximilian von Prittwitz, fu colto dal panico e tentò di ritirarsi, pur contro il parere dei suoi consiglieri militari. Per far fronte all'emergenza, l'alto comando tedesco sostituì rapidamente Prittwitz con un comandante più esperto: il generale Paul von Hindenburg. Per arrestare l'avanzata russa vennero poi richiamate alcune truppe dal fronte occidentale.

 Per arrestare l'avanzata russa vennero poi richiamate alcune truppe dal fronte  occidentale

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Le battaglia di Tannenberg e dei laghi Masuri

Rinforzate e sotto una nuova guida, le forze tedesche dell'est passarono al contrattacco colpiendo in modo decisivo le forze russe che avevano invaso il territorio tedesco. Poiché gli eserciti di Samsonov e Rennenkampf operavano separatamente, senza coordinamento reciproco, i tedeschi furono in grado di affrontarli uno alla volta. Un grande esercito tedesco attaccò le forze di Samsonov a Tannenberg il 26 agosto. Indebolite dal costante martellare dell'artiglieria tedesca, le truppe di Samsonov furono costrette a ritirarsi e mentre lo facevano, un secondo esercito germanico tagliò loro il percorso, intrappolandole completamente. Ne seguì un massacro in cui furono uccisi oltre 30.000 soldati russi e altri 92.000 vennero fatti prigionieri. Il generale Samsonov si suicidò quello stesso giorno. Il 9 settembre, le truppe di Hindenburg ingaggiarono l'esercito di Rennenkampf nei vicini laghi Masuri, ripetendo la manovra di Tannenberg. Anche se l'esercito di Rennenkampf riuscì a sfuggire all'accerchiamento ed a ritirarsi con successo, il costo della battaglia fu altissimo: 125.000 soldati morti. Con le due sconfitte di Tannenberg e dei laghi Masuri, la Russia perse circa 300.000 soldati in meno di un mese di combattimenti.

La disastrosa guerra dell'Impero Austro-Ungarico

Mentre la Russia stava subendo enormi perdite contro la Germania, la guerra contro l'Impero Austro-Ungarico procedeva in modo assai diverso. Il 18 agosto, un terzo esercito russo era entrato in Galizia, una regione lungo il confine orientale dell'Austria-Ungheria. Il comandante in capo delle forze austriache aveva mal giudicato la stretegia russa, sbagliando ad indicare gli obiettivi del principale attacco russo, così i due eserciti si evitarono e finirono per inseguirsi letteralmente l'un l'altro in un cerchio. Di conseguenza, l'esercito russo riuscì spingersi in profondità nel territorio nemico ed a costringere le forze austro-ungariche a ritirarsi di oltre cento chilometri con enormi perdite. Nel frattempo, l'Austria-Ungheria stava anche perdendo la sua prima grande battaglia contro la Serbia. Il 12 agosto, l'alto comando imperiale aveva lanciato un'invasione terrestre in Serbia attaccando la città di Sabac. Sebbene la città venisse rapidamente catturata, l'esercito austriaco presto si imbatté in una resistenza granitica, mentre le forze serbe sotto la guida del generale Radomir Putnik avanzavano nella valle del Jadar, aggirando le forze austro-ungariche. Dopo una battaglia di diversi giorni, l'esercito serbo costrinse gli austriaci a ritirarsi fino al confine.

L'entrata in guerra del Giappone

Il 23 agosto 1914, anche il Giappone decise di entrare nel conflitto dichiarando guerra alla Germania, scegliendo di appoggiare la Gran Bretagna. Una delle ragioni di questa scelta fu l'intenzione del Giappone di riconquistare alcune isole nell'Oceano Pacifico che la Germania aveva occupato negli ultimi decenni (tra cui il porto di Tsingtau, le isole Marianne, le isole Caroline e le isole Marshall), nell'intento di sviluppare il proprio progetto coloniale anche in Asia. Il 15 agosto 1914 era stato inviato un ultimatum alla Germania affinchè abbandonasse queste colonie. Alla scadenza dell'ultimatum, il 23 agosto, non avendo ottenuto nessuna risposta, venne dichiarata guerra alla Germania. Le isole vennero conquistate immediatamente e senza problemi. Al porto di Tsingtau venne attuato un blocco. Ci furono anche diverse scaramucce con la flotta tedesca guidata dall'ammiraglio Maximillian Von Spee.
Fu proprio in questa occasione che fecero la loro comparsa, per la prima volta, aerei imbarcati a bordo di una nave: nella fattispecie quattro idrovolanti Farman erano imbarcati sulla nave appoggio Wakamiya Maru. Il 7 novembre del 1914 i tedeschi si arresero e così già alla fine del primo anno di guerra la Germania era stata cacciata dall'Estremo Oriente. La flotta dell'ammiraglio Von Spee riusci a disimpegnarsi evitando la cattura rientrando nell'Atlantico dove venne poi distrutta dagli inglesi al largo delle isole Falkland.

I passi audaci e rischiosi che la Germania e la Russia avevano compiuto nel primo mese di guerra avrebbero avuto un notevole effetto sulle dinamiche del resto del conflitto suggerendo che la guerra potesse durare molto più a lungo del previsto. Persino nei primi giorni di combattimenti, il tanto pubblicizzato piano Schlieffen della Germania cominciò ad ingolfarsi, mentre le truppe russe arrivavano alle frontiere tedesche più velocemente del previsto. Sebbene la Germania contrastasse con successo i russi, fu costretta a deviare gli eserciti dalla sua avanzata verso ovest. Nel frattempo, la dura resistenza del Belgio durante quell'avanzata occidentale indicava che la conquista della Francia potesse anche essere più difficile del previsto. Dall'altra parte, le enormi perdite subite dalla Russia nel primo mese hanno offerto un segnale di avvertimento utile (ma ignorato dai più) di quanto sarebbe risultata costosa e difficile questa guerra.

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