Non sono sparita ragazze! Mi dispiace avervi fatte attendere ma è stato un periodo difficile e doloroso, ho dovuto mettere la parole fine ad una storia di due anni e parlare d'amore, scrivere, mi faceva solo stare peggio.
Vi chiedo scusa, davvero.
Ma questa storia merita un seguito, non vi assicuro un ritmo costante, ma vi assicuro l'impegno totale e la dedizione
Spero siate pronti a continuare;)10.Rinascere
Barbara aveva avuto paura quando la mattina si era sentita scuotere dalle braccia forti di Edoardo.
"Ao Barbaré alzate dai"Aveva mugugnato, prima di tutto, dandogli una manata in faccia per scacciarlo via come si fa con un insetto fastidioso. Lui aveva continuato, insistentemente, e lei s'era improvvisamente ricordata di quell'assurda promessa.
Un giorno, un solo lungo giorno completamente nelle mani di Lauro ed Edoardo.
Aprì gli occhi e lo guardò implorante, le sopracciglia incurvate, le labbra rivolte verso il basso.
Non osava immaginare cosa le avrebbero fatto, era spaventata e allo stesso tempo una piccola fiamma di speranza le animava il petto.
E non sapeva darle un nome.
E non voleva darla vinta ad Edoardo.
"Ti prego no" Schiamazzò, voltandosi dall'altra parte.
"Ohh si invece" Rispose lui tirandola su per le braccia e trascinandola in bagno. Rideva divertito.
Barbara osservò per un secondo quelle labbra incurvate in un sorriso.
Solo poco tempo prima tutto ciò che le donava erano borbotti e sguardi sprezzanti pieni di sospetto, ora rideva di lei.
Con lei.
Ora era suo amico, aveva bisogno di lui."Eh sbrigati Ba, avremo molto da fare dopo" Le intimó chiudendosi la porta alle spalle e facendole l'occhilino.
Uscì dal bagno pochi minuti dopo, struccata e con indosso una tuta grigia, esattamente come Edoardo le aveva detto di fare. Non apprezzava molto l'idea di uscire per la prima volta dopo settimane così trasandata, insomma era pur sempre una donna, certo nei guai e certamente priva di ogni sicurezza futura, ma era una donna e tale voleva apparire.
Voleva sentirsi seducente, femminile, attraente.
Sopratutto non voleva sfigurare con Lauro ed Edoardo.
Ma forse quell'uscita sarebbe servita proprio a questo.
"Buongiorno" La salutò Lauro stampandole un bacio sulla guancia.
Profumava di fumo e dopobarba e Barbara piaceva da morire.
"Guardala bene amico. È l'ultima volta che la vedi così" Esclamò Edoardo, stringendole la spalla ossuta, orgoglioso."Perché?" Domandò Barbara "Tu non vieni?"
Lauro scosse il capo. "Mi dispiace non esserci e lasciarti nelle mani di 'sto pazzo qua, ma devo andare in studio oggi" Lei accennò un sorriso triste, avrebbe voluto averlo accanto in quel momento. Era solo un passo,un passo che l' avrebbe portata fuori da quella casa, di nuovo al mondo, in pericolo forse ma viva davvero.
Era solo un passo e s'era illusa di muoverlo con lui.
"Ci sarò io con te, basto e avanzo" la rincuorò Edoardo.
Barbara non lo metteva in dubbio, ma Lauro era Lauro e non era sostituibile.
La sua era una mancanza prepotente ormai.
"Buona giornata tesoro mio" Lauro la abbracciò e posò un bacio tra i suoi capelli.
La strinse a se per un secondo solo, eppure gli sembrò un eternità e non era ancora abbastanza. Voleva averla vicino, più di quanto gli fosse concesso e dovuto, e non sapeva perché. Si staccò con lentezza e diede il cinque ad Edoardo prima di uscire.
Lui gli lanciò uno sguardo indagatore e vagamente divertito. Lauro alzò gi occhi al cielo e scosse il capo.
"La guardi come fosse, non lo so... un angelo" Gli aveva detto una sera.
Non aveva capito nulla, chiunque l' avrebbe guardata anche di mattina appena sveglia, o la sera con le mani nel lavandino per lavare i piatti, affaticata e scomposta, l'avrebbe trovata un angelo.
Non lui, chiunque, guardandola bene.
Non bellissima, semplicemente un angelo, una donna capace di donare, di fare qualcosa per gli altri, di sopravvivere davanti a problemi più grandi di lei. Era scappata dal Tedesco, da sola, lottando con le unghie e con i denti. Era così forte, che vedendola non l'avrebbe detto nessuno. Più forte del Tedesco.
Più forte di lui.
Questo a volte lo spaventava a morte.Edoardo le portava così tante buste che Barbara non ne aveva mai viste tante tutte insieme. Nomi i marche a cui non aveva neppure mai osato pensare stampati in bella vista: Moschino, Gucci, Versace.
Le aveva comprato di tutto, vestiti da sera e da giorni, elegantissimi e attillati alcuni, sportivi e colorati -fin troppo colorati- per il giorno e gioielli di ogni tipo. Barbara s'era sentita anche in qualche modo umiliata, troppo in debito nei suoi confronti, ridotta a elemosinare persino i vestiti.
"Non mi devi niente" le disse lui, come se la leggesse nel pensiero. Forse ormai aveva imparato a farlo. "Ti vedo turbata Ba. Non mi devi nulla. Ho deciso io di comprarti tutto questo perché ne hai bisogno, mi ripagherai con il tuo lavoro e la tua salvezza più di tutto. Ho deciso di donarti qualcosa che posso comprare, per tutte quelle volte in cui non sono e non sarò capace di esserti amico nel migliore dei modi"
Barbara lo abbracció improvvisamente, in uno slancio d' affetto non calcolato. Lui rimase sorpreso all'inizio, rigido, pietrificato. Barbara non capiva. Poi si rese conto di una sconvolgente verità: quello era il loro primo vero, sincero, abbraccio.
Sorrise contro il suo petto, mentre lui stringeva lentamente, con cautela, come temesse di romperla, le braccia attorno al suo corpo.
Si sentiva protetta.
"Grazie davvero"
"Grazie a te, Ba. Ci hai incasinato la vita, ma non vedevo Lauro così felice da tanto. Sta scrivendo capolavori impensabili, ha un' attitudine diversa alla vita...come te lo spiego? Da quando sei arrivata tu è come se avesse smesso di farsi scivolare la vita addosso e avesse iniziato a coglierne ogni boccone, che sia amaro o dolce.
Lo voglio vedere felice sempre, e per farlo ormai ci devi essere tu con lui"
Le guance di Barbara si tinsero di rosso, abbassò lo sguardo, persa nei suoi pensieri.
Lauro era felice con lei.
Lauro scriveva per lei, scriveva di lei. Lauro la rendeva immortale.
Edoardo le pizzicò la guancia, lei rise, sentendosi improvvisamente piena. Piena d'affetto, di amore, di vita.
"Quindi è per lui che fai tutto questo?" Chiese ridendo.
"Ho imparato a volerti bene, anche"
Barbara scosse il capo alzando gli occhi al cielo.
"Prossima tappa parrucchiere , muoviti"
E la trascinò via.
A Barbara non facevano neppure più male i piedi, le sembrava di volare.
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«Sotto lune pallide» Achille Lauro #Wattys2018
Fanfiction[Achille Lauro] [02/2020-STORIA IN REVISIONE] Alzò lo sguardo lentamente, sentendosi osservato. Un paio di iridi scure lo fissavano riflesse nello specchio del suo camerino, occhi grandi, troppo diversi dai suoi e pericolosamente famigliari. "Che...